Intervista a Francesca Nerozzi

Prima di iniziare l’intervista con Francesca Nerozzi, le sottopongo questa immagine perché sia fonte di riflessione ed ispirazione: a me ha fatto riflettere e condivido con Francesca il mio sentire.

La donna nel ritratto, è una Wonder Woman di periferia.


Accarezza la sua pancia in attesa del bambino che verrà. È un’opera che l’artista Flavio Solo ha realizzato sui muri del quartiere Primavalle di Roma.
La immaginiamo così oggigiorno la Wonder Woman dei film di animazione, un po’ forte e un po’ disorientata, un po’ invincibile e un po’ incerta perché i tempi sono difficili anche per lei, specie se Artista, specie se in attesa del primo figlio. 

Wonder sveste i panni dell’invincibilità per indossare quelli di tutte noi, con gli stessi dubbi e le stesse sfide: già perché ci viene chiesto sempre quando diventeremo madri ma nessuno ci domanda quanti rischi saremo disposte a correre.

Tu come ti stai organizzando?

Confesso che la maternità per me è stata una condizione davvero poco cercata, inoltre pensavo che in quanto over 35 la natura non mi avrebbe molto aiutato, come spessissimo accade, invece e aggiungo a caratteri cubitali PER FORTUNA, non è stato così!
Con mio marito Marco [n.d.r. : l’attore-regista MARCO ZINGARO,  diplomato presso la Scuola Nazionale di Arte Drammatica “Silvio D’amico” di Roma con carriera teatrale  internazionale con famose compagnie teatrali come The Old Vic Community Company con il direttore artistico Kavin Spacey, Frantic Assembly, DV8, Complicite e Anomic Multimedia Theater all’International Performing Arts Festival di Busan oltre che cinematografica  con grandi registi quai Sam Mendes (007 SPECTRE), Michael Lehmann (TYRANT), Sergio Mimica-Gezzan / Jan Michelini (MEDICI, MASTERS OF FLORENCE), David Petrarca (KNIGHTFALL), Davide Marengo (WOLFSBURG) e Alrick Riley (BLOOD & TREASURE)].

Foto di Ludovica Barone

 
Recentemente ha iniziato la sua prima esperienza da regista in “Parlavano di Me”. 
Lo spettacolo è una collaborazione tra NOZ Performing Company (di cui Marco è co-fondatore) e il Teatro Nazionale della Toscana.  

Foto di Riccardo Riande


Il pezzo ha già una versione inglese, ci abbiamo provato nella calma post primo lock down e in pochissimo tempo, con mia grande sorpresa abbiamo appreso che saremmo diventati genitori.
Tutta questa premessa necessaria per rispondere alla domanda: Mi sto organizzando alla giornata, cercando di mantenere i miei ritmi di vita il più uguali a prima possibile, imparando ogni giorno qualcosa in più. Mi lascio sorprendere dal mio corpo che cambia e che naturalmente si adatta al mio stile di vita e a ciò che sono.
In poche parole seguo la corrente, l’andamento degli eventi, senza farmi troppe aspettative e cercando di godermi ogni momento il più possibile.

Quale è la tua storia artistica e quali erano i tuoi programmi pre Covid?

La mia storia artistica la definirei un Melting pot di esperienze.
Nasco come ballerina classica, ho cominciato a danzare all’età di 5 anni e credo di non aver ancora smesso! Sono entrata a far parte dell’ambiente della danza a livello professionale quando avevo 17 anni, ho vissuto all’estero, ballato in grandi compagnie internazionali, poi Il signor Pietro Garinei padre della commedia musicale Italiana, mi scelse per sostituire il ruolo della protagonista nella Commedia Se il tempo fosse un Gambero. Non ebbi mai la possibilità di sostituirla, ma ho avuto la fortuna di studiare la parte con Gino Landi, Armando trovaioli mi dette lezioni di canto, e lo stesso Pietro Garinei di recitazione. Da quella incredibile esperienza capii che ballare non mi bastava più e decisi di studiare recitazione e canto. Sono passati tanti anni e tante esperienze artistiche si sono susseguite nella mia carriera che ha spaziato dal teatro, al cinema e tv alla musica. Esattamente un anno fa, con il Trio Ladyvette di cui sono membro e curatrice delle coreografie e dell’editing della produzione video, stavamo preparando il nostro terzo spettacolo teatrale, pronte a farlo girare in tour per tutta l’Italia, mentre con Marco ( non ancora marito) stavamo per andare in scena a Roma al teatro di Tor Bella Monaca con il nostro spettacolo “Parlavano di me”. Inoltre avevo da poco finito di girare una puntata della serie L’allieva 3 e una parte nell’atteso film Diabolik diretto dai Manetti Bross. Poi il covid!



Hai saputo essere elastica nel Covid e trasformare tue passioni e competenze in attività alternative da remoto: raccontacele.

Non so se ho saputo essere elastica, posso raccontarti la mia esperienza così come è andata:
Con il Covid, inutile ripeterlo, tutti gli equilibri, soprattutto per la carriera di noi artisti sono saltati. Li per li è stato scioccante 
perché la passione per un artista è tutto ciò che conta e che gli garantisce anche di mangiare. Dopo un brevissimo stato di confusione, il mio lato pragmatico da vergine ascendente vergine ha preso il sopravvento. Durante il primo lockdown ho preso un master in Barre Pilates, una evoluzione del pilates ancora poco conosciuta in Italia, facendo le nottate collegata in diretta con Los angeles, e poco dopo mi sono diplomata. Nel frattempo ho spostato la mia già avviata attività di insegnamento del pilates dalla sala al web, ed è iniziata così un’altra bellissima avventura che mi ha permesso di insegnare ad allieve di tutta Europa (che mi hanno trovato tramite i social) creando una community di donne dalle vite più diverse che attraverso lo sport si sono unite e che tutt’oggi si sentono e in alcuni casi si frequentano anche! 

Con Teresa e Valentina, le mie due sorelle Ladyvette, abbiamo subito spostato tutta la nostra attività artistica sul web, e ci siamo date da fare creando contenuti di vario genere,con non poche difficoltà essendo fisicamente in luoghi diversi, condizione non ideale per un trio!
Abbiamo spaziato dalle pillole musicali legate all’attualità che hanno fatto milioni di visualizzazioni, all’ultima Saga chiamata “Gli amori del Conte” 
una nuovissima web serie che prendendo ispirazione dai vecchi radiodrammi, ambientata nel mondo della serie Bridgerton che impazza su Netflix, che ci vedrà in una veste dichiaratamente comica.
Inoltre Durante il lockdown con Marco abbiamo deciso di partecipare attivamente al rebranding della pescheria attività storica di famiglia, della quale adesso siamo i co gestori.
Sempre con Marco, in una settimana, abbiamo deciso di sposarci.

Il 15 Giugno 2020 lo abbiamo fatto in presenza delle nostre famiglie e di due testimoni.

Un passo del genere vissuto in maniera così pura e semplice ha acquistato un valore per noi inestimabile.
Pochi mesi dopo abbiamo scoperto di aspettare una bambina.

Anche tuo marito e la tua famiglia hanno saputo essere altrettanto agili, dinamici ed elastici: come hanno saputo trasformarsi?

Marco, anche lui attore, ha dovuto stravolgere i suoi piani esattamente come me, soprattutto quando si è visto rimandare a data da destinarsi due serie Tv internazionali una per BBC e l’altra per la RAI che l’avrebbero dovuto impegnare per l’intero 2020.
Devo dire quindi che tutte le persone di famiglia, e per famiglia intendo anche le mie strette colleghe di lavoro, siamo riusciti a respirare all’unisono.
Nessuno si è perso d’animo, nonostante le difficoltà oggettive.
Credo che la debolezza di noi artisti, il vivere nella costante precarietà, in qualche modo sia stata il nostro punto di forza. 
Guardando la mia famiglia oggi non mi sorprendo di vedere una grande squadra affiatata domani!


Foto di Riccardo Riande

Quale è il tuo stato d’animo oggi è cosa consiglieresti alle colleghe artiste che hanno perso fiducia o entusiasmo?

Sono sorpresa da tutto quello che in un solo anno sia potuto cambiare nella mia vita. Sicuramente la situazione Covid ha avuto la funzione di acceleratore di alcuni processi legati al mio personale che fino a quel momento avevo tenuto in stand by, dando priorità alla mia vita artistica.
Oggi mi sento decisamente una donna più consapevole e completa, sono e sarò sempre un’artista, mi sono scoperta imprenditrice, moglie e madre, il tutto perché, messa alle strette, invece di piangermi addosso mi sono concessa la possibilità di mettermi alla prova. Mi sono misurata con parti di me che non credevo nemmeno di avere, scoprendo che sì, è dura e difficile, ma mai impossibile. 


Concedetevi la possibilità di scoprire che siete capaci di fare molto di più di quello che pensate o di quello che avete sempre fatto, spostate il punto di vista, guardate la vostra realtà da un’altra prospettiva, sono sicura che rimarrete sorprese da quanta forza, inventiva, coraggio riuscirete a tirare fuori, e ogni tanto, cosa che noi donne non siamo molto brave a fare, diciamocelo: 


Oggi sono fiera di me!