Intervista a Giusy Festa

Più che un lavoro, una filosofia di vita: Giusy Festa e la sua ricerca della perfezione nel bello e nel buon gusto. 

“Amo il mio lavoro. Amo i sacrifici, le responsabilità, gli errori, le notti insonni, la stanchezza, i viaggi, le opportunità. Se non avessi avuto l’atteggiamento giusto, se non fossi stata determinata, caparbia, costante, se non avessi creduto ed amato ciò che stavo costruendo, avrei di sicuro mollato. All’inizio della mia esperienza lavorativa ho incontrato molte difficoltà, avevo sottovalutato. I metodi di lavoro che conoscevo non mi soddisfacevano, così ho cercato in tutti i modi di trovare IL MIO METODO”.

Così inizia il racconto di sé stessa e del suo lavoro Giusy Festa, professionista della bellezza dalla forte personalità, determinata, coraggiosa e piena di gioia di vivere. II fondo sono un po’ le caratteristiche che infonde ai suoi clienti intervenendo non solo sul loro corpo ma anche e soprattutto sulla loro fiducia e consapevolezza. Perché possiamo ben dirlo sentirsi “a posto”, apprezzabili, seduttivi, aumenta l’autostima e fortifica anche il nostro stare in mezzo agli altri, pur con la certezza che “oltre il fisico c’è di più”. Una passione che inizia da giovanissima e coltiva dapprima come consulente d’immagine, poi con il body tatoo fino ad approdare al trucco permanente. 

Nel 2019 crea il suo brand GF Giusy Festa Dermopigmentazione Estetica Avanzata e diventa docente presso diverse accademie italiane. 

L’abbiamo incontrata per i lettori di Condivisione Democratica. 

Perché oggi abbiamo un bisogno sempre più grande di correggere i nostri “difetti”?

È la società che lo impone. L’avvento dei social e la crescente esposizione mediatica alla quale siamo sempre più psicologicamente costretti, ci porta a seguire dei modelli stereotipati, oltretutto filtrati che ingannano e ci fanno credere che sia tutto perfetto, senza difetti, perdiamo la razionalità, e non ci riconosciamo più per quello che siamo. Sentiamo il bisogno di essere accettati e pensiamo che solo assomigliando a quel personaggio che ha migliaia di followers, troviamo consenso, il nostro posto in società. I social sono uno specchio in cui ci riflettiamo, ci paragoniamo e se non ci riconosciamo, se avvertiamo dei difetti, ricorriamo ad interventi più o meno estremi.

Un tempo i “difetti” erano quasi dei segni che ci contraddistinguevano, quasi una sorta di nostra “specialità”, il bello aveva un senso diverso e la “normalità” appariva ancora come qualcosa di prezioso. Abbiamo fatto un passo avanti o un passo indietro?

Direi entrambi. Un passo avanti perché il progresso nel campo medico/estetico aiuta moltissime persone a risolvere problematiche che derivano da traumi che inevitabilmente coinvolgono anche lo stato d’animo e l’atteggiamento. Un passo indietro perché abbiamo perso il valore dell’autenticità. L’ossessione di rincorrere la bellezza, la perfezione assoluta, non è più un’utopia, il problema è che ricorrere alla risoluzione di un difetto, può curare provvisoriamente il nostro aspetto, ma non curerà mai la nostra anima. Oggi poi, intervenire è più facile ed economico che in passato, ormai sono trattamenti di routine e pagabili anche a rate…tutto questo è invitante…quindi perché non farlo? Sia chiaro, io sono a favore di certi trattamenti, quelli che risolvono complessi psicologici o che migliorano le armonie ed i volumi, sono contraria alla EXTREME MAKE OVER.

Un giorno un uomo disse alla sua compagna “Sarei in grado di riconoscere una ad una tutte le tue smagliature”, sembrava una vera e propria dichiarazione d’amore, nel senso di dirle che lei era unica. Il suo lavoro “cancella” le tracce, cosa acquistiamo in cambio di questa “perdita”?

Suscita nostalgia questa domanda… Oggi moltissime coppie non si guardano come un tempo…osservare, ascoltare, apprezzare, sono cose di altri tempi! Siamo distratti da un mondo virtuale che detta le regole. Spesso a me si rivolgono donne con l’esigenza di avere le sopracciglia o le labbra come quella modella, o attrice perché piace a lei o al compagno… capisce di cosa sto parlando!!! Faccio fatica in fase di consulenza a spiegare che siamo UNICHE, che quello che mi sta chiedendo non le si addice e che il trattamento è possibile farlo seguendo solo regole morfologiche soggettive, sono costretta a rifiutare il trattamento. Da tutto questo si deduce che il problema è un altro, la donna ha paura in qualche modo di non essere più interessante agli occhi del compagno, perché non l’apprezza per quello che è, perché si dimostra attratto da un altro tipo di donna.

Quanto conta l’immagine oggi?

Siamo costantemente sotto i riflettori e ci sentiamo giudicati dal prossimo. L’immagine definisce la nostra identità, chi siamo, la nostra educazione, la cultura. È importante avere un look, anche estetico, che sia coerente con il nostro essere interiore, che sia in armonia… APPARIRE PER CIO’ CHE SIAMO REALMENTE, NON UN FALSO! Io penso che sia fondamentale volersi bene, curare la nostra immagine partendo dal nostro corpo, abbiamo il dovere di prenderci cura del nostro corpo, in fondo ne abbiamo uno solo, non abbiamo un’altra chance. Farlo quotidianamente, rispettarlo, farne una routine ci darà sicuramente dei risultati che miglioreranno il nostro stato d’animo e guardarci allo specchio diventerà sempre più un piacere e non un disagio.

Con il suo lavoro contribuisce a dare sicurezza alle persone, a renderle più forti, quanto è importante consigliare ad un cliente cosa è meglio piuttosto che limitarsi ad eseguire ciò che le viene richiesto?

Il mio lavoro comprende una fase molto importante, la consulenza. Durante la consulenza ascolto ma soprattutto osservo, cerco di cogliere tutti gli aspetti, non solo le richieste. Caratteri diversi, stili diversi, atteggiamenti e mimica raccontano chi ho davanti e spesso la richiesta non corrisponde alla loro immagine, quindi come professionista, e anche come consulente di immagine, cerco di dare il consiglio giusto, magari facendogli fare un percorso differente prima di arrivare alla dermopigmentazione, quindi serenamente dico NO! Il business che c’è dietro il settore medico/estetico ha numeri impressionanti, e se tutti noi professionisti deontologicamente avessimo il giusto atteggiamento, un obbligo al rispetto di alcune regole basilari e fondamentali verso la persona che abbiamo davanti, sarebbe fantastico.