Intervista a Giusy Festa

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Cosa contraddistingue la sua “arte” rispetto agli altri operatori del settore?

Il Trucco Permanente è il settore dell’estetica più difficile, non ci si può permettere di sbagliare, alcuni errori cambiano radicalmente la fisionomia del volto e questo può portare anche dei problemi di autostima e di isolamento, oltre al fatto che manovre errate possono lasciare danni irreversibili alla pelle. Le competenze che una specialista del mio settore deve avere sono importantissime perché è pur sempre una pratica di tatuaggio, quindi invadiamo il derma superficiale (non epidermide) con aghi e introduciamo il pigmento, un elemento estraneo che il nostro corpo potrebbe rigettare con conseguenze davvero importanti per la salute. Fisiologia, Anatomia, Visagismo, Manovre e Manualità, Protocolli Igienico Sanitari complessi, sono alcuni delle competenze che dobbiamo avere, poi tanta formazione importante alle spalle, cura della cliente e tanta responsabilità, consapevolezza e aggiungo AMORE E PASSIONE!!

Sempre più giovani ricorrono al trucco permanente, ai ritocchi, all’abbellimento del proprio corpo, abbiamo smesso di essere “bambini” o lo siamo ancora più a lungo inventandoci una nuova immagine?

Secondo me non esiste più questa fase dell’età evolutiva, a 16/18 anni ci si sente ormai adulti navigati, molti hanno già bruciato tappe della vita che un tempo avrebbero, fatto a 25 anni, infatti le richieste che mi fanno in questa fascia d’età sono più che mai stereotipate, influencer, modelle, sono questi i modelli che seguono. Ho avuto anche tantissime richieste da donne giovanissime, minori, che riportavano traumi e in questo caso la dermopigmentazione è risolutiva, soprattutto psicologicamente in questa fase dell’età. Contrariamente i minori non li tratto anche se hanno il consenso dei genitori…è una mia scelta, il minore non ha la maturità e la consapevolezza di capire che il trucco permanente è una scelta importante! Spesso i genitori seppur più consapevoli si lasciano convincere dai figli, ma ciò non vuol dire che per me sia un consenso da accettare tout court. Bisogna avere il coraggio di dire di no, questo comportamento fa la professionalità e la serietà di un’azienda.

Verso quale futuro sta andando la sua professione e quali innovazioni importanti ci saranno nella ricerca di materiali e tecniche?

“Il futuro prevede nuove norme europee ed italiane sui prodotti e sulla qualifica, tante sui prodotti sono già in vigore da qualche mese. Regole molto più rigide a tutela della salute della cliente ma anche di noi professioniste che cerchiamo in tutti i modi di imporci come tali, di scrollarci di dosso questo marchio che ci sminuisce. Sarà la volta buona che tutte le Pseudo Professioniste, quelle Fake, quelle che hanno frequentato solo 3 giorni di formazione, quelle che non hanno l’abilitazione e che lavorano in nero in condizioni igienico sanitarie assurde, scompaiano!!! Pensi che il 50% dei trattamenti che eseguo sono di correzioni di precedenti trattamenti fatti male, e che la metà di questi non rispettano regole di visagismo o sono fatti con colori da tatuaggio corpo per cui bisogna rimuoverli con il laser.

Lei scrive “Non è tutto ugualmente gratificante. La passione ti fa vivere, altre cose campare”. Quanto ha compreso qual era la sua passione?

Ho capito che era una passione quando ho felicemente lasciato il mio precedente lavoro, quando fare questo mi faceva superare con soddisfazione e senza peso le giornate, quando gioia e senso di appagamento hanno dato un senso profondo a tutto l’impegno ed il sacrifico che questo lavoro comporta., e questa sensazione meravigliosa, mi fa VIVERE! Non ho mai speculato, mai fatto un trattamento per denaro, piuttosto dico no perché la responsabilità che c’è dietro è tanta e dormire serena e soddisfatta, guardarsi allo specchio senza sensi di colpa, sentirsi a posto con la coscienza, vale più di tutto.

Qual è l’aspetto più bello e gratificante della sua professione?

Emozionarmi nell’istante in cui la cliente si guarda allo specchio e si riconosce, quando mi dice che NON SEMBRA UN TATUAGGIO, che non l’ho cambiata ma le ho ridato l’aspetto di un tempo, soprattutto mi riferisco a quelle persone che si rivolgono a me per risolvere un trauma, perché oltre a guarire fuori guariscono dentro.

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La Giusy Festa Academy si occupa anche di formazione. Quanto entusiasmo riscontra nei giovani e quali sono i numeri oggi nell’approccio a questo lavoro?

Fare la Docente è una vocazione, in tutti gli ambiti. Ci vuole passione, empatia…tanta, l’approccio giusto e diverso per ogni allieva, essere generose nel dare, seguirle costantemente ed essere presente sempre, anche dopo, ma anche pretendere tanto. Fare questo lavoro comporta molte competenze e responsabilità, non è così facile come si crede, molte pensano che basti guardare una foto o un tutorial. Chi si rivolge a me sa che la mia formazione è lunga, complessa e l’impegno che ci metto è sempre tanto, anche in termini di tempo. È un settore pieno di ostacoli e variabili che non si insegna né si apprende con tre giorni di formazione, ahimè come fanno tanti. C’è tantissima richiesta, ENORME, tanto entusiasmo, ma molte non sono consapevoli, sono solo attratte dal business, voglio investire poco tempo e poco denaro, Queste sono le operatrici FAKE di cui parlavo prima, quelle che in futuro faranno errori gravissimi a discapito della cliente, ma io lo intuisco subito in fase di consulenza e quello che consiglio, senza mezzi termini, è di cambiare mestiere.