Intervista a Laura Scrano

La figura della donna ricercatrice in Italia secondo lei è diversa rispetto all’estero?

“La figura nasce ovunque con la stessa modalità ma poi, soprattutto in alcune aree del paese Italia, c’è la tendenza a soffocarla e a creare ostacoli continui.

Del resto….perché si verifica la fuga dei cervelli?”

La famiglia ed un lavoro così impegnativo, come si riesce a conciliare per mirare ad ottenere il meglio in entrambe?

“Le parole chiave sono collaborazione e continua ricerca di equilibrio dinamico, applicando l’arte del funambolismo”

La ricerca è più donna o uomo?

“La ricerca è passione, responsabilità ed abnegazione. Questi sentimenti sono comuni ai due generi, ma sono gli individui e le situazioni di  contorno a fare la differenza”

Qual è il regalo più grande che chiede a questo 2021? 

“Ripristino di una socialità consapevole e responsabile”

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Curriculum Vitae Laura Scrano

Ricercatrice presso il Dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo (DICEM) dell’Università della Basilicata,  PhD in Fotochimica Industriale conseguito presso l’Università Claude Bernard di  Lione,  abilitata come professore di  2a fascia , SSD AGR/13,   studia le proprietà che consentono ad alcuni minerali argillosi di trattenere molecole organiche presenti nel suolo, fra cui alcuni erbicidi dell’ultima generazione, e di come i costituenti del suolo (sostanza organica e minerali argillosi) influenzino il processo di degradazione fotochimica. Inoltre, nell’ottica di migliorare la base scientifica dello sviluppo degli indicatori dei rischi ambientali dovuti alla presenza di agenti inquinanti nonché di definire, attraverso opportuni test di laboratorio, quali metodologie alternative a quelle già in uso possano consentire un rapido risanamento dei corpi idrici anche immettendovi reflui “puliti”,  ha perfezionato l’indagine sui meccanismi di degradazione fotochimica di alcuni erbicidi e di idrocarburi in presenza di polveri di semiconduttori e flussi di ozono, identificando i relativi prodotti di neoformazione (sia in fase liquida sia su supporti adsorbenti) e testandone la tossicità (microtox, daphnia magna, fitotest).  La dottoressa ha anche una buona esperienza sull’uso di materiali d’inclusione (ciclodestrine e zeoliti) per il recupero e la degradazione catalitica e foto catalitica di xenobiotici organici ed è inserita in un team di ricercatori europei per la realizzazione di nuovi ibridi nano strutturati da utilizzare come adsorbenti per la rimozione di inquinanti organici in acque reflue. Attualmente si interessa della caratterizzazione di materiale lapideo e dell’identificazione delle cause ed entità del degrado fisico-chimico e biologico sperimentando l’uso di sostanze naturali per la bioremediation e il biocleaning delle superfici dei monumenti calcarei.

La dottoressa Scrano, insieme ad un team di ricercatori europei con cui collabora attivamente,  identifica e caratterizza  metaboliti secondari con caratteristiche salutistiche in alimenti di origine vegetale. 

E’ revisore accreditato di numerose  riviste scientifiche relative al settore di appartenenza, editore del  Journal of Advances in Plant Biology” , Guest Editor della  Special Issue “Identification and Functional Characterization of Plant  Toxins” e della Special Issue “Analytical Separation Techniques Coupled to MassSpectrometry for Detection of Some Chemicals and Their Metabolites in Water” ed è stato Curatore Editoriale di atti di convegni internazionali. 

E’ autore/coautore  di oltre 100 articoli pubblicati su riviste nazionali ed internazionali indicizzate SCOPUS.