L’anno delle donne che verrà

Il 2020 si è aperto con i devastanti incendi e la conseguente terribile, inaudita strage di animali in Australia e si chiuso con la pandemia, che sta tuttora incendiando l’Italia e il mondo. Un corto circuito tra ambiente ed uomo che chiama in causa il nostro rapporto con il pianeta in cui viviamo.

A suggellare questo annus horribilis c’è stata l’uccisione in Italia di Agitu Ideo Gudeta, la donna di origine etiope, imprenditrice-allevatrice in Trentino, simbolo dell’integrazione e della voglia di riscatto e dignità degli immigrati che cercano di sfuggire dalla fame, dai soprusi e dalle guerre. Un assassinio brutale, rivelatore della violenza cieca che viene perpetrata sulle donne.

L’anno 2020, tra le cose orribili, è stato anche l’anno che ha segnato infatti la più alta incidenza di violenze sulle donne, anche a causa della pandemia che ha costretto a ritirarci tra le mura domestiche con un peggioramento delle condizioni di vita ed un aumento dei disagi psicologici.

Tra i nefandi effetti della pandemia, la morte di tantissime persone, di cui la gran parte anziani, come Lidia Menapace, che il Covid-19 ha portato via nel dicembre scorso. Partigiana, politica e saggista, donna simbolo di pace ed impegno, a cui non può non andare il ricordo di Condivisione.

Per volgere lo sguardo oltre i nostri confini, vogliamo qui ricordare anche Maria Kolesnikova, leader dell’opposizione bielorussa, in carcere da settembre con l’accusa di “azioni volte a minare la sicurezza nazionale” di quel Paese che ha visto, dopo la manifesta frode elettorale del 9 agosto scorso, tornare per l’ennesima volta al potere il vassallo Lukashenko.

Per parlare del futuro, il 2021 sarà un anno di grande cambiamento politico per gli Stati Uniti ed il mondo intero, con l’avvicendamento del presidente americano Joe Biden al posto di Trump e una donna, per la prima volta vicepresidente degli States. Kamala Harris prima donna procuratrice distrettuale e per di più di colore in California, dotata di una forte personalità e competenza, si è distinta in politica, tra l’altro, per il suo impegno nell’ambiente, contro la violenza, la dispersione scolastica ed i reati sessuali. 

C’è poi tutto lo staff presidenziale della comunicazione composto interamente in rosa.

Ma il 2021 lo vogliamo dedicare, senza falsa retorica, a tutte le donne comuni, che sono il vero asse portante della società, quelle della vita di tutti i giorni.

Siamo ancora nel pieno dell’emergenza Covid-19 e la battaglia è ancora lunga. L’arrivo dei vaccini in queste prime settimane del 2021 è un bel segnale di speranza che vedrà ancora, soprattutto le donne, protagoniste indiscusse nella lotta al virus (e non solo) come infermiere, assistenti, medici e scienziate ma, soprattutto nei servizi essenziali, nelle scuole e nelle famiglie accanto ai bambini, agli anziani, ai malati e ai più bisognosi. A loro il nostro più caldo ringraziamento.

A tutte le donne, Alda Merini:

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso

sei un granello di colpa

anche agli occhi di Dio

malgrado le tue sante guerre

per l’emancipazione.

Spaccarono la tua bellezza

e rimane uno scheletro d’amore

che però grida ancora vendetta

e soltanto tu riesci

ancora a piangere,

poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,

poi ti volti e non sai ancora dire

e taci meravigliata

e allora diventi grande come la terra

e innalzi il tuo canto d’amore.

(Alda Merini, 1931-2009)