Le principesse della scienza

“Sono diventata la principessa della scienza”, ad un anno dalla sua dimostrazione scientifica sul palco di Miss America così si definisce Camille Schrier in un suo post su Instagram. Camille è una delle prime donne a portare la scienza in un concorso di bellezza. Nel 2018 nel concorso è stato introdotto un nuovo metodo di valutazione, basato sul talento delle concorrenti, e Camille, con due lauree e un dottorato, precisamente in biochimica, biologia e farmacia, ha deciso semplicemente di “essere se stessa” e presentare una dimostrazione di chimica, conosciuta come “dentifricio dell’elefante”, una reazione chimica che sfrutta la decompressione catalitica del perossido di idrogeno per avere “un’esplosione scenografica”. Per farla breve Camille Schrier è la prima Miss America scienziata nel 2020. 

Ma se si parla di principesse della scienza non si può non nominare la Regina, Marie Curie, la prima donna in assoluto a ricevere il Nobel, anzi due, uno per la fisica, uno per chimica e una cattedra  all’università francese la Sorbona.

I suoi studi, portatati avanti insieme al coniuge la conducono alla scoperta di due nuovi elementi radioattivi presenti in natura, il polonio e il radio. Cos’è la radioattività? La radioattività è la capacità di elementi con grande peso atomico, cioè con un nucleo formato da tanti protoni, di disgregarsi ed emettere energia elettromagnetica durante la disgregazione. Questa scoperta le fece conquistare il Nobel per la fisica nel 1903 e  l’isolamento in metallo del radio quello per la chimica nel 1911.

Il premio Nobel è stato istituito nel 1901 e se la partenza sembrava buona per le donne prima con Marie Curie (1901) poi con Bertha von Suttner (premio Nobel per la pace nel 1905), considerando anche l’arretratezza degli anni, in realtà così non è stato, infatti dal 1901 ad oggi solo 58 donne hanno avuto questo onore.

Le cose stanno cambiano, sempre più ragazze intraprendono la carriera scientifica e le possibilità di aumentare l’elenco delle donne da ricordare e non solo per  premio Nobel aumentano. L’anno appena concluso intanto ha un +1 per quell’elenco, Andrea Ghez insieme ai suoi colleghi Roger Penrose e Reinhard Genzel si è vista assegnare il premio Nobel per la fisica 2020, grazie allo studio dei moti delle stelle influenzati dai buchi neri, perché ve lo ricordate il “cuore ti tenebra vero”? L’unico modo per osservare i buchi neri è vedere come influenzano, con il loro campo gravitazionale, i moti dei corpi celesti intorno ad essi

In futuro vedremo sicuramente più Marie e più Camille, non che non ci siano già ma ne vorremmo vedere molte di più, fino a quando storie come queste non facciano più notizia perché “normali” e non eccezionali.

“Non accetterò una linea di condotta che ci conduca alla guerra.” con questa frase invece la regina Amidala conquisto il Nobel per la pace indetto dalla Confederazione degli Stati Indipendenti…no, non è vero, ma la sua interprete anche si merita una nomina tra le principesse della scienza, alla quale ha dedicato  parte della sua vita. Natalie Portman infatti, laureata ad Harvard in Psicologia, pare sia arrivata alle semifinali del prestigioso concorso scientifico Intel Science Talent Search, che in oltre 69 anni di attività ha selezionato futuri premi Nobel, matematici, fisici e chimici di fama internazionale.

Le donne che hanno conquistato i Nobel scientifici (chimica, fisica e medicina) e alcune principesse senza Nobel, ma non meno importanti. Collage di foto prese da web.