Intervista a Giada Gervasi

Giada Gervasi è sindaco di Sabaudia.

È avvocato cassazionista, cittadina di Sabaudia, da sempre attiva nell’associazionismo e nel volontariato.

Nel 2013, insieme a un gruppo di amici, ha scelto di impegnarsi in Politica e dar vita a un progetto alternativo agli schemi partitici. La lista civica, durante le precedenti amministrative, è stato il terzo schieramento più votato e Giada Gervasi, senza apparentamenti, è stata eletta consigliere comunale (carica che ha ricoperto fino al 4 maggio 2016).

Nel 2017 si presenta con il movimento totalmente civico Cittadini per Sabaudia sfiorando il passaggio al primo turno (48,18%) e vincendo poi il ballottaggio con ampio consenso (77,75%).

È suo desiderio ribadire la scelta della sua autonomia, restando fuori dalle logiche partitocratiche, da apparentamenti ed accordi, per avere la possibilità di amministrare con le mani libere.

Immagine presa dal web

Sindaco, innanzitutto, immaginiamo quanto possa essere faticoso ricoprire il Suo ruolo, operare per una collettività. Cosa l’ha spinta a mettersi a disposizione del Suo territorio? Quante e quali sono le responsabilità a cui deve fare fronte ogni giorno? E quali sono le aspettative che hanno i suoi concittadini?

Fare il sindaco è una missione, è un impegno costante e totalizzante che può intraprendere solamente chi ama la sua città e ha a cuore la sua crescita, sotto ogni punto di vista. Quando ho deciso di candidarmi sapevo il ruolo che sarei andata a rivestire se eletta e conoscevo bene le tante responsabilità che avrei assunto nei confronti dei miei concittadini. Ma non ho esitato a mettermi in gioco per realizzare un percorso virtuoso che potesse portare Sabaudia ad essere sempre più una città vivibile, a misura d’uomo e al contempo meta turistica privilegiata, capace di accogliere valorizzando ogni suo aspetto. Le responsabilità sono tante e variegate perché ovviamente un Sindaco è responsabile, direttamente o indirettamente, sotto ogni punto di vista, di tutto ciò che accade sul territorio; così come sono alte le aspettative dei miei concittadini che, dando fiducia al gruppo di lavoro che abbiamo creato e che si è presentato alle elezioni, hanno voluto dare un taglio netto al passato riscoprendo un percorso civico che vede ogni persona al centro. Non è un caso che il nostro movimento si chiama “Cittadini per Sabaudia”. 

L’Italia è spesso definita come la nazione dei comuni, che sono una grande ricchezza per il nostro territorio, ma è forse è necessaria una maggiore cooperazione tra di essi, soprattutto ora che un’entità quale era la provincia è diventata via via più evanescente? 

Assolutamente sì, i rapporti interistituzionali sono fondamentali e per un territorio come Sabaudia, su cui vigono le tutele del Parco Nazionale del Circeo e che rappresenta uno dei centri urbani più attenzionati a livello regionale per le sue peculiarità, la sinergia e cooperazione tra gli Enti diviene uno strumento operativo necessario. A volte questo può rallentare le procedure, già aggravate dalla burocrazia, ma il continuo confronto e il rapporto di lavoro congiunto e costante nel tempo rappresentano senza dubbio alcuno un punto di forza, un’opportunità di cui far tesoro per il benessere della collettività. 

Lei alle precedenti elezioni che l’hanno vista vincitore si è presentato con una Lista Civica. C’è necessità di una riscoperta di questo impegno civile dei cittadini?

Credo fortemente nel concetto di cittadinanza attiva, che è alla base del mio impegno sociale e politico e che rappresenta il pilastro su cui si fonda il movimento “Cittadini per Sabaudia”. Sono convinta che ognuno di noi possa dare un contributo importante al miglioramento della comunità in cui vive perché solo chi vive ogni giorno il territorio riesce a comprenderne le problematiche e al contempo le sue caratteristiche e le sue potenzialità. E poi ritengo che chi critica l’operato altrui debba anzitutto mettersi in gioco in prima persona, fare concretamente. Io ho fatto così, credendo fortemente in un progetto politico fatto da e per i cittadini, pronto a costruire una nuova era per il territorio, fatta di trasparenza amministrativa, di rispetto rigoroso della normativa vigente, di studio, progettazione e programmazione e soprattutto di impegno totalizzante nei confronti dei cittadini. 

Condivisione Democratica ritiene che i Sindaci, vivendo ogni giorno i problemi reali ed in “diretta” del territorio, dei nostri paesi, della nostra gente, meriterebbero posizioni di rappresentanza negli organi istituzionali del nostro Paese. Se potesse parlare direttamente al parlamento – e nel nostro piccolo ci facciamo megafono per questo – cosa chiederebbe per il proprio comune e per la propria amministrazione?

Chiederei innanzitutto maggiore attenzione attraverso progettualità cofinanziate. Le risorse di un Comune sono sempre esigue e un territorio come il nostro, che per troppo tempo non è stato oggetto di manutenzione ordinaria e straordinaria, ha bisogno di interventi mirati e a lungo termine. Penso all’illuminazione pubblica che va ammodernata anche in funzione del risparmio dei consumi e dell’ecosostenibilità, alle infrastrutture che necessitano di un rifacimento quasi totale in diversi punti, soprattutto nelle periferie, alla mobilità sostenibile e alla micromobilità e i servizi sociali, sempre troppo carenti in un momento di precarietà come quello che stiamo attraversando.  

Sabaudia è una cittadina con una storia non lunghissima (nemmeno 100 anni) ma è un tessuto urbano consolidato e molto vivibile. Ci può descrivere Sabaudia, a suo modo? Il suo luogo dell’anima nella città?

Sabaudia è una giovane signora, raffinata e piena di stile. Così descriverei la mia città se fosse una donna. Sabaudia mi sorprende sempre quando passeggio immersa nell’architettura razionalista, le cui linee regolari trovano la fuga all’orizzonte, dove il frastagliato profilo del parco del Circeo si specchia nel placido lago di Paola, ad un passo dal quale le morbide dune scivolano verso un mare turchino. Il luogo della mia anima è la stanza del comune da cui posso affacciarmi e vedere la città: è da lì che ogni giorno affronto con impegno e determinazione il tanto lavoro per dare ai miei concittadini e ai tanti visitatori una Sabaudia sempre più accogliente e rispondente alle esigenze della collettività. 

Qualche settimana fa una forte mareggiata ha fatto riemergere una torretta di avvistamento risalente alla seconda Guerra Mondiale e altro materiale bellico. Sembra incredibile che a distanza di 75 anni possano essere presenti ancora pezzi nella nostra storia. Sabaudia e tutta la zona pontina è stata oggetto di uno scontro bellico pesantissimo.

Stupisce il fatto di come una giovane città come Sabaudia possa conservare testimonianze che arrivano a noi dopo secoli e secoli: dagli insediamenti romani fino agli eventi bellici della seconda guerra mondiale, passando per l’epopea delle opere di bonifica fino all’architettura razionalista, ancora oggi fiore all’occhiello e calamita per studenti, ricercatori e appassionati di tutto il mondo. Sabaudia è storia sotto ogni punto di vista, da qualsiasi angolo di territorio la si osserva, e non smette di interessare e incuriosire regalando narrazioni degne di nota.

Foto di Anna Rita Cardarelli
Foto di Anna Rita Cardarelli


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