Intervista a Valentina

Nel mondo di ogni giovane dovrebbe esserci sempre una parte rappresentata da un’isola felice, la tua credo sia la musica, ma prima dell’incontro fatale com’era fatta la tua vita? 

“La mia isola felice è la musica, la mia vita prima della musica stento a ricordarla perché era fatta di tanto dolore e sofferenza, ma ugualmente sapevo ritagliarmi quei momenti che mi rendevano felice. Svagarmi, cucinare insieme a mia madre, un hobby che tutt’oggi adoro, andare al cinema, cercare di fare quelle piccole cose che mi ricordavano come ci si sente ad essere contenti, accontentarsi a volte è una necessità, un dovere, un obbligo. E bisogna ricordarsele queste piccole cose, anche quando il tuo mondo si riempie di cose più grandi. Penso che le grandi cose possano esserci e possano anche sparire da un giorno all’altro, ma le piccole cose, rimangono per sempre, anche quando la vita non gira più nel verso giusto. E sapere ritornare in modo sano a quei piccoli miracoli è il modo migliore per salvarsi sempre, in qualsiasi circostanza”. 

Un ricordo prezioso della tua infanzia?

“Uno dei ricordi più belli della mia infanzia, è quando partivo per il campeggio ed al mare insieme alla mia famiglia. La spensieratezza di quei giorni, l’allegria, il sole, la vita che trascorre serena ed i giorni che mettono le ali ed hanno la leggerezza delle farfalle”. 

Quali certezze ti ha regalato la musica?

“La musica mi ha regalato e mi regala tante emozioni, tante soddisfazioni, perché non sapevo fossi in grado di scrivere o di trasmettere sensazioni ad altre persone. La certezza che mi ha regalato la musica forse è proprio la consapevolezza di essere in grado di “dialogare” con gli altri con una modalità costruttiva, positiva, bella e profonda. La musica ci sarà sempre, ed è la certezza più bella, sarà sempre nella mia vita”.

Qual è il messaggio delle tue canzoni? 

“Scrivo canzoni su molte tematiche, l’amore, le esperienze personali, la vita, ma hanno tutte lo stesso messaggio in comune, essere positivi e non abbattersi mai. Cerco sempre di trasmettere positività nelle mie canzoni, attraverso la tenacia di non mollare mai e la costanza ed il coraggio di lottare per qualcosa che si vuole veramente. Non bisogna avere rimpianti”. 

Sei una cantautrice. Chi sono i grandi a cui ti sei ispirata?

“Per scrivere i miei brani mi sono ispirata ai grandi cantautori italiani, Fiorella Mannoia, Lucio Dalla, Lucio Battisti e tutti i cantautori che hanno fatto la storia della musica italiana. Non si può scrivere senza averli ascoltati ed amati. Fanno parte del nostro patrimonio artistico e culturale. Noi giovani cantautori dobbiamo rispettarli ed imparare dal loro percorso straordinario che ha caratterizzato tutta la loro vita”. 

Cosa fai quando non ti dedichi alla musica? 

“Durante il mio tempo libero, quando non mi occupo di musica, mi piace cucinare, fare foto, andare a passeggiare con la mia ragazza, divertirmi, stare con gli amici, guardare un film, mi piace ricreare il cinema a casa, d’altronde in questo particolare periodo non possiamo fare diversamente. In attesa che tutto torni come prima”.

Cosa vorresti dal tuo futuro come professionista e come donna?

“Mi piacerebbe essere da esempio come cantautrice e come donna, per come sono riuscita ad affrontare e superare tutti gli ostacoli. Vorrei vivere di musica ed occuparmi di tutto ciò che amo, fare concerti, incontrare persone, parlare della mia esperienza ed essere serena e felice così. Portare la mia musica con me sempre, in ogni sfaccettatura della mia vita, coinvolgere gli amici, viaggiare, imparare dai migliori e continuare a studiare, approfondire, migliorare, maturare come artista e come persona. Ma credo ci sia tempo per tutto questo, ho solo 24 anni”. 

Qual è il sogno gigante che vorresti realizzare nei prossimi anni?

“Vorrei far conoscere la mia musica a più persone, crearmi una nicchia, dei fans, ed iniziare a fare serate con la mia musica. Il mio è veramente un sogno gigante, non è facile affermarsi, siamo in tanti e sarebbe sciocco dire che non abbiamo tutti la stessa fame di successo e di gloria. Chi ama la musica non vuole tenersela per se o chiusa in un cassetto, vuole condividerla. E’ la caratteristica che appartiene ad ogni forma d’arte”. 

Anche la tua vita e la tua professione sono di certo state bloccate dalla pandemia, come hai vissuto questo momento così difficile e così lungo?

“Questo momento in realtà non mi ha nè bloccata nè buttata giù. Durante il lockdown mi sono chiusa in camera a scrivere e comporre musica, ho continuato a seguire le lezioni online e soprattutto non mi sono lasciata sconfiggere né sopraffare, la solitudine a volte serve ed è produttiva, può dare frutti che altrimenti non avrebbero modo di venire fuori. La solitudine fa maturare idee, progetti e concretizza sogni”.

Di cosa hanno bisogno oggi i giovani per emergere in modo sano e vero?

“I giovani hanno bisogno di essere seguiti da produttori e da vocal coach competenti che non pensino esclusivamente ai risultati materiali ma a comporre bella musica. I giovani hanno bisogno di esprimersi, quindi devono avere qualcuno vicino che li stimoli a credere in loro stessi. Hanno bisogno di una spinta, di motivazione per emozionarsi ed emozionare. L’inesperienza spesso può farci commettere errori gravi per questo abbiamo bisogno di chi sappia farci rimanere con i piedi ben piantanti per terra. Senza studio e sacrificio non si arriva da nessuna parte soprattutto nel nostro mestiere”. 

Dei giovani se ne dicono tante, che non hanno più obiettivi, che sono apatici, inespressivi, senza sogni e senza ambizioni, che sono abituati ad avere tutto e subito. Io voglio essere più ottimista anche perché ho conosciuto moltissimi ragazzi straordinari e profondi. Come vedi la tua generazione?

“È vero, della mia generazione se ne sentono di tutti i colori, però io credo che a prescindere da tutto, tutti noi abbiamo dei sogni e degli obbiettivi, a prescindere dalle possibilità economiche e dalla facilità con la quale qualcuno può realizzarli. Questo momento storico ci pone davanti a molte paure per il futuro ed il modo di reagire di molti è quello di chiudersi o di non identificarsi in pieno con quello che si vuole realmente realizzare o ancora di non comprendere come arrivare a realizzare qualcosa. Spesso non abbiamo gli strumenti per arrivare a capire, molti crescono soli con le famiglie prese da mille impegni per sopravvivere, può capitare di affidarsi alle persone sbagliate o di credere in amicizie o amori non sinceri. Ma credo che tutto ciò molto spesso è solo un modo più forte e crudo di crescere e maturare, non esistono più le famiglie allargate di un tempo, il supporto di parenti, vicini di casa, amici, siamo una generazione che si confronta con difficoltà molto grandi, questo ci complica un po’ la vita, le condizioni sono spesso ostili ma abbiamo il supporto di una grande tecnologia ed una facilità di accesso a molte notizie ed informazioni, diciamo che ci possiamo aiutare e sostenere anche da soli, ma una volta arrivati ad avere le idee chiare dobbiamo trovare un riferimento per puntare quanto più in alto possibile. La vita è piena di possibilità, dobbiamo sfruttarle tutte, trovo sia una grande ricchezza che prima non era accessibile e fruibile”.

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