Intervista ad Antonella Lorenzetti Bernardini

Dal mondo dell’arte a quello delle sfilate: Antonella Lorenzetti Bernardini, una donna stile anni ’70 con la priorità della famiglia.

Una forte sensibilità artistica iniziata a soli 16 anni con gli studi a Venezia. Un concorso come Miss e l’incontro-amore con il mondo della fotografia. Le sfilate in abiti eleganti ed i nudi artistici e raffinati. L’ispirazione alle icone femminili anni ’70, il suo idolo Barbara Bouchet. Ha posato per vari artisti e fotografi, da Stefano Cusumano a Marco Leonardo Pieropan. Nell’estate del 1992 vince la fascia di Miss Bibione. Ha lavorato come comparsa nel film Letter to Juliet e Vacanze di Natale del 2011. Ed infine la passione per l’arte pittorica sfociata in mostre, di cui cura personalmente anche l’aspetto marketing, che le hanno fatto ottenere riconoscimenti ed apprezzamenti. Il ruolo di madre, predominante su tutto. Abbiamo intervistato Antonella Lorenzetti Bernardini per i lettori di Condivisione Democratica. 


Bellezza e pittura, entrambe due forme d’arte che riesce ad esprime con estrema naturalezza. In quale delle due espressioni si sente maggiormente rappresentata?

Amo sia il mondo della moda che quello dell’arte, anche se sicuramente nel primo ci sono meno libertà ed autonomia, si è legati alla casa di moda, al fotografo, alle esigenze commerciali. Nella pittura c’è più autonomia e questo per una donna come me è fondamentale, fa la differenza. La naturalezza sono riuscita sempre ad esprimerla in entrambi i campi, sono sempre stata me stessa, spontanea, disinvolta, a mio agio.  

Modella e miss, un mondo questo molto spesso al centro di polemiche. Come ha vissuto e vive questi contesti?

Diciamo che entrambi i mondi li ho vissuti e ne sono uscita, essendo diventata mamma giovane ho capito che fare entrambe le cose non erano così facilmente conciliabili. Non avendo neanche i genitori che potessero aiutarmi comunque ho fatto del mio meglio. Per quanto riguarda le polemiche credo che questo argomento riguardi un po’ qualsiasi ambiente, chi più e chi meno, fa un po’ parte del gioco, della visibilità, del successo e della carriera. Probabilmente oggi la “polemica” a tutti i costi è una caratteristica un po’ troppo accentuata, forse la nascita dei social ha richiesto questa dinamica che fa da cassa di risonanza e dà modo di arrivare a quanta più gente possibile. Certo discutibile fatto sta che è quanto accade che ci piaccia o no. 

La bellezza oggi sembra essere diventata un’esigenza irrinunciabile soprattutto nel mondo dei giovani, come pensa ci si debba rapportare in modo sano e costruttivo con questa necessità?

La bellezza è sicuramente alla base delle attività legate alla moda, va accompagnata sicuramente ad altre dinamiche, caratteristiche, non meno importanti. Il sapersi rapportare nel lavoro col prossimo in maniera costruttiva, accompagnarla di pari passo allo studio, all’esperienza di vita, ad una famiglia, amici, svaghi, hobby. La bellezza non dura in eterno e bisogna saperci pensare per tempo per non ritrovarsi soli con se stessi senza aver preventivamente saputo costruire “se stessi”. Molti hanno pagato un prezzo molto alto per una scelta univoca e basata solo ed esclusivamente sui canoni estetici. Oggi più che mai non sarebbe sufficiente e la solitudine dopo il successo può fare molto male. Bisogna essere lungimiranti e più completi per non ritrovarsi a dover vivere solo di ricordi. La vita offre moltissime possibilità ma bisogna lavorarci in anticipo. Per quanto riguarda i canoni estetici direi che certe qualità fisiche o le hai o non le hai. Io sono stata sempre longilinea di natura, curo moltissimo la mia alimentazione consumando molte verdure e tanta frutta, succhi e centrifughe, anche se non rinuncio ad un bel piatto di lasagne, che preparo per i miei figli. Comunque posso dire di essere contenta, indosso ancora oggi i jeans che portavo vent’anni fa.

La bellezza spesso comporta enormi rinunce e grandi sacrifici, ma pare sia altamente remunerativa soprattutto a livello di soddisfazione personale e di gratificazione. Come ha cambiato il suo modo di essere il contatto con il mondo della moda?

Più che sacrifici e rinunce io direi disciplina. Ma questa riguarda proprio l’approccio con la vita e la salute in generale, non solamente il fatto di essere una modella. Il sano rapporto con il proprio corpo è qualcosa che dovrebbe riguardare ognuno di noi, non solo il mondo della moda e delle passerelle. È importante curare il proprio aspetto indipendentemente dal lavoro che si svolge, bisogna sentirsi bene con sé stessi, in ordine, a posto. Non credo di essere cambiata molto con il mio ingresso nel mondo della moda, ciò che mi ha cambiata è la vita, l’esperienza, la maturità, la nascita dei miei figli, il contesto e tutto ciò che in generale caratterizza l’andamento della vita di ogni essere umano. Per il resto sono una donna a cui è sempre piaciuta l’eleganza, la raffinatezza, la bellezza e la luce, tutto ciò che, d’altronde, ho trasmesso poi nei miei quadri. In fondo in tutto questo non c’è stata molta differenza tra la moda e l’arte, entrambi gli ambiti necessitano di una certa sicurezza, intraprendenza ed indipendenza, oltre a canoni estetici di base, che ognuno poi può personalizzare a seconda della propria indole e della propria inclinazione. 

Assistiamo sempre di più ad una mercificazione del corpo e ad uno svilimento dell’anima, i modelli dei giovani non sono per niente edificanti, c’è il rischio che sia passato il messaggio soldi facili e senza fatica. Che tipo di infanzia ha avuto?

È vero, in generale, noto una sovraesposizione di corpi nudi dovunque, ma non necessariamente considero questo aspetto negativo o censurabile. Sono per la massima libertà di espressione. Certo la volgarità mi infastidisce, mentre un nudo artistico, come mi sono trovata a rappresentare anche io in prima persona, lo trovo come qualcosa di meraviglioso. Nulla è facile, soprattutto in questo delicato momento storico, credo in ogni cosa ci sia sempre una buona dose di sacrificio, di rinuncia ma anche di fortuna. Credere di poter avere tutto e subito con facilità e grossi guadagni è pura illusione e questo tipo di fama e di successo, seppure dovesse arrivare, dura molto poco. Per quanto riguarda la mia infanzia, da piccola sono cresciuta senza padre, sono diventata mamma molto giovane ed ho sempre dato la priorità alla famiglia. Non voglio far mancare nulla ai miei figli.

Lascia un messaggio

La registrazione non è richiesta.