Intervista a Francesco Ghezzi

Progetti di formazione

Per quanto riguarda la formazione – prosegue Ghezzistiamo attualmente proseguendo il corso sul Monologo che, iniziato ai primi di febbraio, terminerà a fine marzo.
A questo seguiranno un percorso ‘tecnico’, con un laboratorio ispirato al movimento degli animali al fine di costruire personaggi, ed una sorta di messa in scena di fine anno online con gli allievi.
I corsi si protrarranno fino alla fine di maggio, con una probabile aggiunta di un modulo nel mese di giugno.


C’è molta partecipazione e avvertiamo un bisogno generale di confrontarsi e continuare un percorso che, altrimenti, per alcuni si arresterebbe.

Abbiamo rilevato molta diffidenza nei confronti dell’insegnamento del teatro online. In Italia esiste ancora questo tipo di pregiudizio mentre in Gran Bretagna (ma vale anche per la maggior parte degli altri paesi europei e per l’America), partendo dalla Royal per arrivare a tutte le scuole e i gruppi teatrali, la formazione teatrale non si è fermata.
L’esperienza di quest’ultimo anno dimostra che non soltanto sia possibile fare formazione online di qualità ma anche che le persone riescono a sentirsi parte di un gruppo, anche se fisicamente distanti, sviluppando competenze davvero uniche.
Certo è che la formula online premia preparazione e professionalità: non ci si può improvvisare davanti a uno schermo.

Silvia Zacchini

Il nostro gruppo KabLab – che ha sostituito gli Under22 per raggiungimento dei limiti anagrafici – sta preparando, in collaborazione con il Centro Culturale Italo-Tedesco di Piacenza di Milena Tibaldi, un lavoro dedicato al Nathan der Weise (Nathan il saggio) di Gotthold Ephraim Lessing, massimo esponente dell’illuminismo letterario tedesco: l’opera, pubblicata nel 1779, venne bandita non solo durante tutto l’arco della vita dell’autore ma anche sotto il regime nazista.
I temi sono quelli dell’amicizia e della tolleranza: il mercante ebreo Nathan, il sultano Saladino e un anonimo templare riusciranno a trovare una via comune per il superamento delle loro differenze, in un alto ideale di solidarietà sempre più manifesto, atto dopo atto.

È naturalmente una sfida che abbiamo accettato insieme ad Acit e ai giovani componenti di Kab Lab, confortati dai risultati del progetto online della scorsa stagione e spinti dalla voglia di superare le enormi difficoltà derivate dalla situazione attuale.

Sei anche impegnato con il gruppo di teatro dell’I.S.I.I. Marconi di Piacenza, città dove risiedi.

Sì, per il quinto anno di seguito, e questa stagione si amplia ed evolve sempre di più.
Infatti, accanto agli abituali appuntamenti di “palestra” teatrale – dove gli studenti si cimentano con il training dedicato a emissione vocale, improvvisazione, movimento, recitazione, … – abbiamo dato il via a un progetto nato da un’idea degli allievi stessi di portare attenzione su temi che sentono importanti: la diffusione dell’AIDS tra i giovanissimi, la violenza di genere, l’immigrazione e la tratta degli esseri umani.

I ragazzi, chiamati a svolgere ricerche, raccogliere testimonianze e dati, convoglieranno il materiale in una sorta di copione che servirà alla messa in scena di un format di tipo televisivo, della durata di 10/15 minuti a puntata.
Un obiettivo ambizioso che si sta costruendo però con grande entusiasmo e generosità da parte di tutti e che sarà visibile, da metà aprile in poi, sui canali dell’I.S.I.I. Marconi.

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