Il giro del mondo in 72 giorni

72 Giorni, 6 Ore, 11 Minuti e 14 Secondi per la precisione.

Quindi più di una settimana in meno di quanto impiegato dal Phileas Fogg per girare il mondo. 

Solamente che Fogg era un personaggio uscito dalla penna e dalla immaginazione di Jules Verne neanche un ventennio prima, mentre Niellie Bly era una persona reale. Anche se decisamente straordinaria.

Nellie Bly (dal Web)

Nellie in realtà si chiamava Elizabeth Jane Cochran e sicuramente non si può dire che la vita le sorridesse. Dovette affrontare le prime difficoltà quando nel 1871 – 150 anni fa – all’età di 6 anni il padre morì e lei scoprì di non essere la terza di 5 figli, ma la tredicesima di 15 figli che il padre Michael Cochran aveva nella contea che poi prese il suo cognome a Pittsburgh. Una difficoltà non solo sociale ma anche economica perché il Giudice, Commerciante, Imprenditore Michael non aveva provveduto alle sue due famiglie in modo sensato. Presto arrivarono il trasloco in una zona più economica, la sospensione degli studi e una sorta di emarginazione sociale. 

Forse per tutto questo quando Elizabeth lesse l’articolo “What Girls Are Good For” sulla prima pagina del Pittsburgh Dispatch, decise di rispondere con una lettera firmandosi “Lonely Orphan Girl“. Non era possibile ghettizzare le ragazze in casa ma queste avevano tutto il diritto di liberarsi e di lavorare secondo le capacità e la volontà, non per il sesso. La lettera fu pubblicata e ricevette un grande interesse da parte dei lettori. Partì una petizione per cercare l’autore della lettera da parte del Giornale. Ma appunto “l’Autore”, perché George Madden, il Direttore del giornale, era convinto che si trattasse di un uomo sotto mentite spoglie. Invece al giornale si presentò Elizabeth e Madden – che aveva scritto l’articolo contro il quale Elizabeth aveva inviato la sua lettera incendiaria – l’assunse.

Il suo primo articolo è intitolato “The Girl Puzzle” per descrivere la situazione delle donne dopo il divorzio, chiedendo che la legge sul divorzio venisse modificata.

Questo era quello che voleva fare Nellie, scrivere, descrivere i fatti per come sono, in modo da poterli cambiare. In modo da poter incidere.

Da quel momento Elizabeth iniziò a firmarsi lo pseudonimo di Nellie Bly, attribuitole dalla redazione del giornale che ascoltando un motivetto popolare all’epoca pensò di associare gli articoli a quella canzone, come se ne potesse essere la colonna sonora.

Nellie quindi iniziò a proporre nuovi spunti per articoli, per inchieste che potessero descrivere la vita delle donne nel mondo del lavoro ed ogni volta erano dei successi per l’interesse suscitato. Per 6 mesi si finse un’operaia per vivere sulla propria pelle le ingiustizie afflitte alle ragazze messicane. Nuovo articolo e nuovo successo. Ma al rientro, nel Pittsburgh Dispatch le venivano proposte solamente idee per articoli su eventi mondani: “What Girls Are Good For“.

Nellie alla partenza per il giro del mondo (dal Web)

Così lasciò Pittsburgh per New York dove fa un altro dei suoi articoli d’inchiesta fingendosi pazza e facendosi rinchiudere nel manicomio di Blackwell’s Island, per 10 giorni, per descrivere gli orrori che accadevano nell’indifferenza o generale. La serie di articoli vengono pubblicati dal New York World di Joseph Pulitzer al quale propone anche di una nuova sfida: fare il giro del mondo in 80 giorni, come descritto da Jules Verne (a cui farà visita proprio durante il suo “giro del mondo”).

Altro grande successo.

Ma la vita ha un nuovo “colpo di scena“: Nellie lascia il giornalismo d’inchiesta e si sposa con un ricco industriale che dopo pochi anni le lascia una realtà imprenditoriale florida alla quale contribuisce con alcuni brevetti registrati con il suo nome orginale. Dopo poco più di 10 anni, con la bancarotta della sua “Iron Clad Manufacturing Co.” torna ad essere Nellie Bly e a fare la giornalista, dal fronte Austriaco e Serbo della Prima Guerra Mondiale questa volta, dove viene anche arrestata come spia britannica.

Continuano le sue inchieste – una delle ultime in favore delle suffragette (perché le donne negli USA non avevano ancora il Diritto di Voto) – fino al 1922, quando muore a New York.

Con lei hanno avuto inizio le inchieste sotto copertura, le indagini investigative per raccontare e per cambiare il corso della storia.

Sono passati quasi 150 anni da quando Nellie ha iniziato a scrivere e dopo tanti anni c’è ancora chi pensa di sapere “What Girls Are Good For“. Anche se regolarmente smentiti.

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