Intervista a Roberta Petrilli

La prima visita guidata che feci con Roberta Petrilli fu alla Centrale Montemartini, all’inizio di ottobre dell’anno scorso nel periodo-tregua tra una chiusura e l’altra, e l’ultima fu alle Basiliche di San Pietro in Vincoli e Santa Prassede, luoghi di culto con accesso consentito.
Roberta è stata una salvatrice per me e le mie amiche; ci ha “distratto” per un attimo dal periodo non facile, con grande competenza e passione per il suo lavoro.
Ho parlato di lei nell’ultimo pezzo che ho scritto e mi sono detta “perché non proporle un’intervista?!”, mi piaceva l’idea di approfondire il suo percorso di formazione, le sue specializzazioni e i suoi obiettivi: molto gentilmente ha accettato la mia proposta.

Siamo collegate in web conference e chiedo a Roberta se possiamo dare all’intervista un taglio informale: non ci conosciamo bene ma la cultura crea sorellanza e lei, sorridendo, mi dice che va benissimo così.

Roberta, parlami di te…
Sono nata e cresciuta a Velletri; dopo il diploma al Liceo Classico Mancinelli, mi sono iscritta alla Facoltà di Lettere -indirizzo archeologico- dell’Università “La Sapienza” di Roma, conseguendo la laurea con il massimo dei voti.
Dopo la laurea, sono stata ammessa alla Scuola di Specializzazione in Archeologia della suddetta Università, conseguendo dopo tre anni di studio il titolo di Archeologa, con il massimo dei voti.

Visto che il mondo dell’archeologia è molto vasto, immagino che tu ti sia specializzata in un indirizzo specifico….

Sì certo, la mia grande passione è sempre stato l’Egitto: infatti mi sono laureata e poi specializzata in Egittologia, prendendo parte nel corso degli anni a missioni archeologiche in Italia, Sudan ed Egitto.
Da otto anni collaboro con una missione archeologica italiana che lavora in Egitto; nello specifico in un antico villaggio di epoca greco-romana situato nella pseudo Oasi del Fayyum, nota per i famosi ritratti di epoca romana su legno e ubicata a circa 150 km a sud-ovest del Cairo. Ho potuto continuare così a coltivare le mie due più grandi passioni: l’Egitto e Roma.
L’antico villaggio di cui parlavo ha il nome di Soknopaiou Nesos (l’isola del dio coccodrillo), dove da anni lavora la missione archeologica del Centro di Studi Papirologici dell’Università del Salento. Nell’ambito di questa missione, io mi sto occupando, oltre ad alcune precise attività di documentazione durante lo scavo, di catalogare, disegnare e studiare gli oggetti in fibra vegetale e legno rinvenuti nel sito e in buono stato di conservazione vista la sua ubicazione in pieno deserto. Ho avuto degli ottimi riscontri in merito a questi studi e ho già presentato in parte i risultati in convegni internazionali. Alcuni miei lavori sono stati pubblicati ed altri sono in fase di pubblicazione.

Da dove deriva questa passione Roberta? Ti è stata trasmessa in famiglia o possiamo definirla passione innata?

Mi appassionai, fin da bambina, a romanzi di archeologia come Civiltà Sepolte di C.W. Ceram, sognando posti lontani e vicini, dall’antico Egitto a Pompei, cercando di riprodurre a matita le immagini che trovavo nei libri, attività che poi mi ha fatto anche appassionare al disegno, cosa che mi è stata molto utile negli scavi.
Sono molto legata a quel libro, apparteneva a mio nonno e me lo regalò mia madre; fu anche grazie a lei che scoprii questa passione, era professoressa di italiano e latino e fin da piccola mi fu da stimolo, portandomi a visitare musei, luoghi d’arte e siti archeologici.

Hai quindi trasformato la passione per l’archeologia in lavoro, tu sei Guida Turistica, come e dove si sviluppa il tuo lavoro?

Sono Guida Turistica in lingua italiana e inglese dal 2009, anche se opero nel settore dal 2012, svolgendo la mia attività quasi esclusivamente a Roma, compresa Città del Vaticano, e dintorni. Vista la mia formazione archeologica, ho cercato sempre di dare un approccio altamente culturale ai miei tour, ma utilizzando un linguaggio semplice ed incisivo perché le conoscenze e il piacere della bellezza delle antichità e dei monumenti arrivassero a tutti con piacevole attrattiva.

Posso confermare quanto detto, sei molto brava e chiara, lascia che te lo dica… Hai svolto anche guide all’estero?

Talvolta collaboro con una rivista archeologica nazionale per accompagnare, in qualità di archeologa specializzata, viaggiatori appassionati di archeologia in Egitto o in altri Paesi del Medio Oriente, che sono parte della mia formazione di studio e della mia passione. Questo mio amore per l’archeologia mi ha portato fin da giovane a viaggiare il più possibile, in particolar modo in Africa ed Asia, e poi a spaziare anche in paesi lontani dal mio campo di studio.

Tu non trasmetti solo informazioni storiche e architettoniche, trasmetti anche l’appassionante evoluzione culturale e sociale del nostro Popolo e non solo…

Ho sempre creduto che raccontare la storia attraverso i monumenti ancora visibili fosse un modo per entrare a contatto con le nostre radici e talvolta con quello che invece è lontano da noi, un viaggio attraverso il tempo che ci mostra uno scorcio su ciò che eravamo attraverso la bellezza delle opere superstiti. A volte le visite guidate possono essere semplici momenti di distrazione, a volte momenti di riflessione, altri semplicemente di piacere.
Mi è sempre piaciuto trasmettere agli altri nuove prospettive per osservare le antichità e i monumenti che una città come Roma e un paese come l’Italia hanno da offrire e che riescono nella maggior parte dei casi ad emozionare.
In particolar modo per molti anni, prima che con gli adulti, ho svolto attività di operatrice didattica nei musei e nelle scuole con i bambini e ragazzi di scuole di ogni ordine e grado, sensibilizzando la loro curiosità al mondo antico attraverso attività laboratoriali.

Ti ho definita una “salvatrice” in questo momento storico buio, cosa ne pensi e soprattutto che riflessioni fai, professionalmente parlando?

Questo che stiamo vivendo è un periodo davvero bizzarro, preoccupante e in parte alienante. Per chi fa il mio mestiere è molto difficile riuscire a lavorare tra una chiusura e un’altra e districarsi tra le ansie e le preoccupazioni.
Nonostante questo, ho potuto contribuire nel mio piccolo a donare un momento di serenità e distrazione con le mie visite guidate, quasi rubate a questo tempo fermo della pandemia, perché tanta bellezza non può che fare bene all’anima.

Ringrazio Roberta per la sua disponibilità e per il tempo che mi ha dedicato, ci salutiamo e ci diamo appuntamento per la prossima visita guidata, in attesa di momenti migliori.

Per informazioni:

  roberta.petrilli@gmail.com

rae_guida_archeologa

 

Pubblicazioni:

Independent.academia.edu
Peretresearchers

Un pensiero riguardo “Intervista a Roberta Petrilli

  1. Hello! I am a good friend of Nicola Canta and he suggested we get in touch with you. We will be in stone fir two days -25-27 August. My partner and I would like to organize a private tour of the Vatican and the Sistine chapel on the 26th. Would you be interested and available? We are both English speaking.
    Thank you!

    Elana

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