Intervista a Sante Perticaro

Rinascere con la stessa forza e determinazione. Dialogo con Sante Perticaro. 

“Rinascite” è il titolo del suo romanzo scritto dopo il terribile incidente che lo ha visto coinvolto insieme alla moglie Maria, a bordo della sua autovettura. Sull’autostrada all’altezza di Benevento Sante Perticaro si schianta con la sua macchina, pare per un problema ai freni. Il ricovero, il coma, il trasferimento a casa, la guarigione, il miracolo. Sante Perticaro da poco si era trovato ad affrontare alla Camera una dura battaglia contro i grandi monopoli. Molte le ipotesi e le congetture su quello strano incidente. Non mollare mai, questo il messaggio di un testo che affronta molti argomenti: l’amore, l’amicizia, l’identità, la vita. Una grande ironia ed affabilità, un uomo che, si comprende, ha vissuto più vite e di conseguenza “rinascite”, nelle differenti professioni che lo hanno visto in vari ruoli di spessore ed in posizioni di rilievo. Uomo di grande coerenza e profondità d’animo ha trovato la giusta chiave di lettura per vivere e ci ha regalato, grazie al suo libro ed ai suoi interventi come opinionista, spunti di riflessioni profondi ed una saggezza che ha costruito grazie ad un impegno costante e proficuo in una vita intera. Politico italiano negli anni ’90, dirigente, opinionista, scrittore e molto altro ancora lo abbiamo intervistato per i lettori di Condivisione Democratica per il nostro numero di marzo. 

Dirigente di importanti aziende in settori diversificati, politico, opinionista, scrittore. In quali di questi ambiti si è sentito maggiormente Sante Perticaro?

“In ciascheduno di essi ho profuso, a seconda delle fasi della mia vita, il

massimo di impegno e dedizione. Per farlo bisogna sentirsi sempre

totalmente coinvolti. Questo dal punto di vista professionale, la metà del

proprio essere. O, meglio, il 49%. Poi c’è il 51%  da riservare alla

famiglia ed a sé stessi. Lascio ai lettori l’ulteriore ripartizione”.

E’ cambiata la politica dagli anni 80/90, anni in cui era impegnato in

prima persona, ad oggi?

“Sì, c’è stato un progressivo calo di qualità”.

In questo momento ancora una volta l’Italia vive una situazione di

grande precarietà politica, sociale, umana, sanitaria. Se fosse nuovamente coinvolto nell’attività politica del nostro paese oggi cosa potrebbe fare per orientare nella giusta direzione la vita di questo paese? Ma poi c’è una giusta direzione nelle condizioni in cui ci ritroviamo attualmente?

“Intanto si dovrebbe tornare a un sistema proporzionale di assegnazione

dei seggi nelle Assemblee. Un sistema, sia pur corretto, di ripartizione dei

seggi. Perché il metodo maggioritario porta a troppa autoreferenzialità.

La ricerca del meglio dovrebbe coinvolgere anche l’altro.

Per questo non sono in grado di dirle, da solo, quale sia la giusta

direzione. Per me io ripartirei dai valori: solidarietà, comunità, senso di

uno Stato che non può essere il tutto, ma deve scegliere in quali campi

agire. Ecco, la Sanità pubblica ad esempio é stata una grande conquista per

l’Italia. Altre spese è meglio lasciarle perdere…”

Da Conte a Draghi si è urlato al “miracolo” lei che cosa si sentirebbe di

“urlare”?

“Responsabilità” .

Quanto male e quanto bene le ha fatto l’esperienza politica?

“Mi ha fatto solo bene. Per capire quali siano i problemi ma, soprattutto,

dove siano e come funzionino gli ingranaggi di uno Stato che, di fatto, è

illiberale. A cui serve far fare una dieta. Come ci chiede l’Europa”.

Si può ancora sperare in una nazione ai massimi livelli, competitiva,

ambiziosa, creativa e costruttiva?

“Non credo fino a quando non si vedrà diminuire la spesa pubblica.

Il rapporto deficit/PIL deve avere un valore del numeratore molto più

basso”.

“Si può rinascere con un pezzo di scienza, con umanità e voglia di

vivere”. Io aggiungerei “E con un grande amore dal nome Maria, un nome importante, il nome della Madonna”. Il riferimento è al suo libro

“Rinascite” che racconta la sua esperienza post-incidente. In realtà è un

testo che tratta diversi argomenti. Ce ne vuole parlare?

“La parola chiave di questa domanda è “pezzo”. Ognuno di noi porta il

suo: di verità, ma anche di amore e di sacrificio. Ecco: se “Rinascite”

vuole lasciare un messaggio è proprio questo: io sono un pezzo. Nel mio

caso, e ringrazio Iddio, esso è combaciato perfettamente con un altro

“pezzo”. Di nome Maria. Io non sono niente senza l’altro pezzo”.

Cosa significa “imbattersi muso a muso con potenti che non perdonano”?

“Incrociarsi con il diavolo. Ciascuno di noi ha il suo. Implacabile, freddo,

cattivo fino al midollo. Comunque lunga vita anche ai diavoli: senza di

loro non saremmo su questa terra. Ricordiamo la mela e non diamo la

colpa a Eva, che poteva pure chiamarsi Evo. Invertendo i fattori il

prodotto non cambia”.

Sono state fatte parecchie congetture sul fatto che i freni della sua

macchina non abbiano funzionato. Ha creduto veramente si fosse trattato di un attentato o sono stati solo semplici pettegolezzi?

“Lasciamo perdere l’argomento…. Domanda di riserva?”

Il tema dell’eutanasia è argomento sempre più alla ribalta, la libertà di

scegliere, di decidere, di volere per se ciò che è meglio. Si parla di una

dignità della morte e nella morte. Cosa pensa di questa esigenza che

appare sempre più irrinunciabile?

“L’eutanasia è un argomento delicato, perché apre le porte a un potere

umano sulla vita. Però mi pare che anche la Chiesa consideri il vegetare

una sorta di “non vita”, per cui il Parlamento ha tutti gli elementi per

decidere in scienza e coscienza”.

La sua più grande passione, i suoi hobby, i sogni, la famiglia ed il lavoro.

Sente di aver realizzato tutto quello che voleva nella sua vita? E cosa

ancora ha desiderio di realizzare?

“Sí. Io non mi lamento della mia esistenza. Certo, se avessi vinto la Lotteria

di Capodanno sarebbero cambiati alcuni parametri.

Ad esempio ragionare, due volte al giorno, su come non far perdere valore

reale al mio denaro. Ma per ora questo cruccio l’ho evitato”.

La malattia cambia l’uomo, sembra un luogo comune, eppure è ciò che

accade, quasi sempre, quando ci troviamo difronte ad un evento

improvviso e spaventoso quale è la malattia. Ci racconta il Sante prima ed il Sante dopo il terribile incidente che l’ha vista coinvolta insieme a sua moglie Maria?

“Il Sante di prima era un Sante che avrebbe senz’altro avuto rispetto del

Sante di dopo. E viceversa”.

Come sta vivendo l’emergenza sanitaria e cosa ne pensa della gestione

politica della pandemia?

“La sto vivendo in casa e lavorando con gli strumenti tecnologici che ho

a disposizione. La gestione della pandemia in Italia è andata avanti per

approssimazioni successive. Si poteva fare meglio? Certamente, si può

fare sempre meglio. Ma io ringrazio ora Draghi, come ringrazio -per il

passato- pure Conte. Nessuno è nato con la verità in tasca”.

La politica si è trovata necessariamente, tra le tante cose, a dover gestire

anche l’istruzione dei giovani, il nostro futuro. Chiusura delle scuole,

DAD, privazione di socialità, sport, attività ricreative. Quale danno pensa possano subire i giovani da questo nuovo tipo di organizzazione e quali sono le più gravi ripercussioni con cui si troveranno a fare i conti da adulti?

“La politica non ha fatto altro che il preciso dovere che le spetta. Poteva

fare di più? Certamente, si può fare sempre di più. Ma non è il caso di

parlarne ora”.

L’opinionista in questo particolare momento storico è una figura di

grande responsabilità, soprattutto alla luce del fatto che pare ve ne siano moltissimi e non sempre di “buona fattura”. Dire o dare una opinione dovrebbe essere un lavoro frutto di tanta esperienza e di grande maturità. Cosa ne pensa dei suoi colleghi?

“Niente. Tutti cercano di dare il meglio di sé stessi”.

Quali sono stati i suoi maggiori scontri e le sue più grandi battaglie?

“Quelli/e delle riforme che poi hanno visto la luce qualche anno dopo.

Ecco, se devo riconoscere un mio difetto esso è stato quello di aver

anticipato troppo i tempi. Forse questa è la mia colpa maggiore”.

Se potesse tornare indietro rifarebbe tutto ciò che ha fatto

professionalmente e privatamente?

“Sí”

Come immagina il suo futuro? Su cosa pensa si potrà concentrare

maggiormente?

“Sulla Lotteria della vita”

Un consiglio a chi si avvicina in questo momento per la prima volta alla

politica.

“Ricorda il motto: tutti sono utili ma nessuno è indispensabile”.

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