Il Galateo della Comunicazione Digitale

“bip”…”bip”…”bip”…”bip”…., alzo gli occhi al cielo, ecco, non può che essere lui!

Ti voglio bene amico mio ma niente da fare, non ti togli il vizio di inviare questi messaggi brevi, brevissimi, spediti a ripetizione e mi chiedo perché? Perché non inviare messaggi un po’ più “sostanziosi”, limitando quindi la mitragliata di “bip”? E da quando te l’ho chiesto, cercando di farti notare la cosa con il massimo tatto, tu che hai fatto?! Mi hai risposto “togli la suoneria” e, se prima l’invio lo davi ogni tre parole adesso hai iniziato a darlo, ogni singola, maledetta, parola…(emoticon con sorrisino beffardo).

Penso sia fondamentale adattarsi all’evoluzione della comunicazione digitale, ritengo che per noi “grandi” sia uno dei modi per attutire un po’ l’ansia degli anni che passano, del tempo che invecchia, per evitare di entrare nel loop del “ah, ai miei tempi..” e per riuscire quindi a relazionarci con gente di ogni età.

Ritengo che “cavalcare l’onda” dell’evoluzione e dei cambiamenti sia necessario e non solo per quanto riguarda la tecnologia e il digitale ma per ogni aspetto della nostra vita: i cambiamenti sociali, la politica, la cultura, la musica…

La “Comunicazione 2.0” richiede però un discorso diverso.

Malgrado io ritenga che sia indispensabile non “restare tagliati fuori” dal progresso e all’evoluzione sociale e avendo memoria di come la “comunicazione a distanza” funzionava 30 anni fa, non posso non notare delle particolarità, chiamiamole così, che mi portano a fare delle riflessioni e che mi fanno anche pensare, sempre più spesso, “che fine abbiamo fatto…”.

Sono stata un’adolescente che comunicava a distanza con il telefono di casa, quindi le litigate famigliari erano inevitabili “è un’ora che sei al telefono, vuoi chiudereeeee?!?!”, così come erano inevitabili simpatici incidenti “ma noooo, ti avevo detto di dirgli che non c’ero!!!”, per non parlare delle telefonate dalla cabina telefonica, con la fila fuori che aspettava e i gettoni che non bastavano mai….

C’erano anche dei lati positivi tipo la “qualità dell’ascolto”, prima che arrivassero i cordless, parlavamo seduti, senza altre distrazioni, senza fare per forza qualcosa, con conseguenti insopportabili rumori, eravamo davvero tutti più liberi, non rintracciabili, non esisteva il “dove sei?”, il “con chi sei” e tanto meno il “cosa fai”.

L’utilità del telefono cellulare, degli SMS e del Texting è innegabile però spesso il “buon uso” ci  sfugge di mano, scadendo a volte in maleducazione, insensibilità e pure codardia.

Provo a fantasticare sulla stesura di un Vademecum-Galateo per l’utilizzo di cellulari e texting, con tanto di suggerimenti agli sviluppatori delle app…

Vorrei chiarire fin da subito che facendo le considerazioni che seguono cerco di sforzarmi di “predicar bene e razzolar bene” ma non sempre ci riesco…sì sì, sto mettendo le mani avanti perché già mi sembra di sentire i commenti di chi mi conosce (emoticon con occhi alzati “faccio la vaga”)

Rumori durante una telefonata

Scena 1

“ma dove sei? Sento un rumori infernali..” certo cara, mi dispiace molto ma io mi sposto con i mezzi, in città, quindi porta pazienza o ci sentiamo un’altra volta”, ecco l’insofferenza di chi vive nella cittadina noises-free e non si rende conto che i rumori per strada, in città, sono inevitabili.

Diversa, e dannatamente fastidiosa, è invece l’altra situazione

Scena 2

“scusa, sento tanti rumori fastidiosi…faccio fatica a sentire quello che dici, ma dove sei?”, risposta “sono a casa ma sto cucinando, lavando i piatti, pulendo, passando l’aspirapolvere, parlando con i miei figli, mangiando, bevendo…però se ti da fastidio faccio più piano…” poi di fatto nulla cambia e soprattutto, con certe persone, ogni volta è così. Capisco che possa capitare ma confesso che sto diventando particolarmente intollerante con chi lo fa in maniera sistematica perché penso sia totale mancanza di rispetto.

App Messaggistica

I Gruppi

…ormai sono un incubo e, a quanto sento, non solo per me.

La logica, e le buone maniere, dovrebbero far sì che le persone annuncino la creazione di un gruppo e chiedano la conferma per aggiungere un contatto, purtroppo spesso questo non avviene (emoticon sguardo infastidito) e ci si ritrova a malavoglia in una chat dalla quale poi è imbarazzante uscire.

Quindi, io mi chiedo perché gli sviluppatori di queste app, tra i tanti aggiornamenti, spesso inutili, che fanno non trovano il sistema per far sì che venga inviata una richiesta a chi deve essere aggiunto in un gruppo, richiesta che può essere confermata o rifiutat?

C’è da dire tra l’altro che manca la richiesta di consenso per essere aggiunti però, poi, se si decide di abbandonare il gruppo, la cosa appare in bella vista, in maniera che tutti sappiano che “+0039 333 ______ ha abbandonato”….”emoticon che impreca censurata”

I Fraintendimenti

Chattare è utile, comodo e a spesso anche divertente, tanto più se si usano emoticon e GIF per integrare il senso del discorso, le GIF in particolare le trovo davvero geniali, confesso che mi divertono molto e apprezzo chi le usa riuscendo a contestualizzare con ironia.

Dovrebbe esserci però un limite a tutto questo, purtroppo tanti hanno sostituito la comunicazione a voce, e in presenza, con la messaggistica, parlano di qualsiasi cosa e comunicano cose anche personali e delicate, privando chi ascolta (o meglio, legge) di qualsiasi tono, enfasi, espressione.

In questo meccanismo ci caschiamo un po’ tutti, è talmente normale che sia così che è difficile starne fuori però io ritengo che sia tutto molto avvilente e triste.

Trovo che più di qualcuno usi le chat come paravento, per non esporsi, per codardia, per evitare di dire le cose in faccia.

In chat si può essere lasciati dopo anni di relazione, vengono annunciate nascite e lutti, si può essere contattati da persone sparite da anni, ormai tutto questo è normale…ma va veramente bene così?!

Come dicevo, trovo che le emoticon siano l’unico strumento per “dare tono ed enfasi” a quello che si scrive, però anche su questa cosa c’è da dire che l’uso non è semplice, spesso soggettivo e quindi si scivola a volte in spiacevoli fraintendimenti.

Le Visualizzazioni

“ho visto che hai letto, perché non hai risposto?!” già, perché non ho risposto subito?!? E’ vero, esistono le opzioni della privacy sulle impostazioni ma la vera domanda è: perché devo dare spiegazioni?

Le Immagini dello Stato di Whatsapp

L’altro modo di comunicare senza dire, ti comunico qualcosa facendo il giro largo.

Certo non è l’unico senso che ha l’immagine postata però è il più frequente, è una comunicazione strana, così come lo è la scelta di visualizzare o meno, se visualizzo ti confermo che ho letto, se non lo faccio ti faccio capire che non m’interessa quello che hai da dirmi.

Questo tipo di comunicazione è quasi un evento paradossale, con pochi tap sullo schermo possiamo comunicare con chiunque, cercare la qualunque su internet, sapere cosa fa l’amico che non sentiamo da tempo grazie alle storie….ma poi quanto tutto questo ci rende distanti? Quanto quei messaggi così rapidi e istantanei, quelle storie da 24 ore, ci allontanano dalla realtà? Quasi come se diventassero un arma digitale per creare un nostro alter-ego, un palcoscenico per le insicurezze da mascherare.

E poi ci sono i Social Network, i leoni da tastiera, gli haters, ma questo richiede un discorso diverso, è un capitolo a parte…..

Un pensiero riguardo “Il Galateo della Comunicazione Digitale

  1. Bella analisi del quotidiano digitale.
    Favorevoli o contrari, ci identifichiamo tutti in questa nuova comunicazione.
    Complimenti all’autrice.

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