Intervista a Danilo Carboni

Rinnovarsi per innovare”, una nuova prospettiva nella formazione raccontata da un giovane professionista romano, Danilo Carboni

Formazione comportamentale, programmazione neuro-linguistica, intelligenza emotiva, progetti di apprendimento in ambito business, corporate, sportivo. E ancora coaching, facilitatore, appassionato di psicologia, tecnologia, avanguardie, arte e musica. Danilo Carboni, da oltre vent’anni si occupa delle “persone”, da ogni angolazione, con differenti metodologie che utilizza, affiancate da uno studio ed un approfondimento costanti, per uscire fuori dagli schemi più o meno consolidati, per rinnovare vecchie impostazioni ormai superate e non più efficaci. La sperimentazione, la curiosità, la ricerca ed uno spirito vivace, oltre ai risultati conseguiti nel tempo, lo hanno stimolato a “stimolare”, “perché se è pur vero che io trasmetto in poco tempo più informazioni possibili, il mio compito principale è realizzare in ognuno dei miei interlocutori la capacità di produrre loro stessi risultati e vantaggi. Potrebbe sembrare semplice, oggi poi con tutte le tecnologie a disposizione molti penseranno che non sia neppure necessaria una figura “umana” di riferimento. E invece non è così”.

Dalle modalità innovative nella gestione delle aule, non più la classica aula di formazione, allo studio dell’apprendimento attraverso stimoli e approcci metodologici che prendono le distanze con il passato, pur tenendolo in debita considerazione, attività metaforiche, non solo attraverso l’utilizzo dell’attività mentale, della capacità cognitiva, ma anche di quella emotiva, le “altre intelligenze” che esistono ma vanno coordinate. L’intrattenimento è di sicuro tra le abilità del facilitatore, perché “le persone imparano meglio quando provano delle emozioni associate”.

In questo difficilissimo momento storico mondiale, siamo un po’ tutti in attesa di poter tornare alla “normalità” riprendendo le nostre attività con maggiore vigore, ma seppur tutto sospeso non dobbiamo smettere di raccontare le nostre specificità nel mondo del lavoro che, seppur in costante movimento e cambiamento, deve continuare a tener fede ad alcuni principi fondamentali. 

Danilo Carboni si è raccontato per i lettori di Condivisione Democratica.

“La formazione comportamentale vista come mezzo per lo sviluppo della persona a 360 gradi mi ha sempre affascinato e mi ha permesso di approfondire con grande curiosità tutte le discipline e le metodologie che ho trovato utili allo scopo. Mi sono così interessato di PNL (programmazione neuro-linguistica), Intelligenza Emotiva, Coaching, ho attinto da conoscenze derivate dalla psicologia e dalle neuroscienze integrandole e utilizzandole in ogni ambito in cui “la persona” agisce, si muove, crea, impara. E ancora ho verificato sul campo i risultati ed ho adattato la teoria alla pratica negli anni lasciandomi contaminare dal nuovo mondo in continuo movimento ad una velocità vertiginosa, consapevole del fatto che siamo responsabili di un processo necessario di adeguamento da cui dobbiamo lasciarci “aiutare” per poter “aiutare”.
Essendo una persona pragmatica e orientata all’obiettivo cerco e studio modelli che facilitano più rapidamente possibile ed in modo duraturo l’apprendimento degli adulti. Da qui i miei approfondimenti e specializzazioni nelle metodologie di formazione metaforiche ed esperienziali in modalità indoor ed outdoor. Ho partecipato alla progettazione e realizzazione di numerosi programmi innovativi per lo sviluppo delle competenze in ambito risorse umane, confrontandomi con aziende operanti in differenti settori di mercato.
Credo molto nel network e nella condivisione; dal mio punto di vista tutte le occasioni di scambio sono preziose. Per questo sono anche attivo in varie associazioni operanti nell’ambito della formazione e dell’apprendimento degli adulti presiedendo per diversi anni nel direttivo regionale di “AIF” (Associazione Italiana Formatori)”.

La formazione con quali obiettivi per il mercato?

“Mettere al centro l’uomo; questa deve essere la parola d’ordine anche e soprattutto nel mondo della formazione. Le persone sono passate in secondo piano rispetto al lavoro, ai processi e ai risultati di business e questo sistema a lungo andare non può che collassare. Alcune società se ne stanno accorgendo puntando su sistemi di welfare interno e di valorizzazione dell’individuo. Uno di questi è la formazione, ma di quale tipo di formazione parliamo?

La formazione che io propongo vuole promuovere la cultura del rinnovamento partendo dall’uomo. La formazione del capitale umano è ancora il fattore vincente nei processi di innovazione aziendale. E’ necessario riscoprire il valore dell’essere umano e del suo cammino verso la propria realizzazione altrimenti non c’è più futuro per noi. 

L’apprendimento vero e duraturo delle persone sarà basato sul coinvolgimento di tutte le dimensioni umane. Mente, cuore, corpo, spirito, pensiero, sentimento, azione, relazione, sensi”.

Neuroscienze e nuove conoscenze sul funzionamento dell’essere umano. Quanto è importante nel processo di formazione?

“Gli adulti imparano quando siamo in grado di stimolarli attraverso nuovi punti di osservazione della realtà in modo significativo e credibile per loro.

L’Andragogia, disciplina che studia l’apprendimento degli adulti, ha già teorizzato tutto questo e le neuroscienze oggi, svelando scientificamente il funzionamento del nostro cervello, stanno confermando alcuni concetti teorici e facendo nuovi approfondimenti.

Ad esempio oggi si sa con certezza che l’essere umano presenta cellule neuronali anche in altri organi che non sono il cervello. Abbiamo neuroni anche nel cuore e nell’apparato digerente. Dunque le nostre decisioni ed i nostri comportamenti sono la risultanza della combinazione di informazioni che provengono da ‘centri di pensiero’ diversi e con caratteristiche differenti”.

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