Carla Fracci: ‘Eterna fanciulla danzante.’

Carla Fracci, all’anagrafe Carolina Fracci è stata una delle più grandi ballerine del ventesimo secolo.
Lo stesso
New York Times, in un articolo del 1981, la definì prima ballerina assoluta, titolo tradizionalmente riservato solo a ballerine eccezionali nella loro generazione.
Un onore raro.
Raro e prezioso come lei, dotata di un talento eccezionale, al di sopra dello standard delle altre principali ballerine.

Milanese di nascita, figlia di un’operaia e di un tramviere dell’ATM, con la sua tenacia, grazia e raffinatezza, Carla Fracci ha raggiunto le vette più alte della Danza mondiale, rimanendo sempre fedele agli aspetti più semplici della vita.

Una raccomandazione che ripeteva sempre e che era significativa del suo carattere, come ricorda in un’intervista l’amato figlio, Francesco Menegatti, Architetto e Professore al Politecnico di Milano.
Ricordava spesso la sua infanzia trascorsa con i nonni e gli zii a Volongo, un piccolo paese nella campagna del cremonese, a contatto con la natura e gli animali, persino a governare oche.

E’ stato un puro caso, rientrando a Milano, che una signora vedendomi ballare disse: ‘è molto graziosa questa bambina e, soprattutto, ha molta musicalità.
Perchè non la iscrivete alla scuola di ballo del Teatro della Scala?
Questo era il consiglio che diede ai miei genitori.
E questo fu anche un aiuto per i miei genitori, visto che la scuola era gratuita.
Mi ritrovai in un mondo da scoprire. Io pensavo di andare a ballare il valzer, il tango come facevo con papà. Loro erano molto giovani , amavano ballare e andavano nelle balere, nelle sale da ballo, e così io non capivo cosa fosse la danza classica.
Durante la selezione, avevano diviso il gruppo in quelle che erano ritenute idonee, quelle che erano state accettate e quelle da rivedere. Io ero tra le bambine da rivedere.
Una maestra, direttrice della Scuola, Vittorina Mazzucchelli, passando disse: ‘ questa bambina è molto gracilina ma la ghà un bel faccin. (ha un bel visino)’.
Passò il mese di prova e fui presa.

A dieci anni, nel 1946, Carlina riesce quindi ad entrare alla Scuola di Danza della Scala e studia sotto la guida di Esmée Bulnes, Vera Valkova, Edda Martignoni e Paolina Giussani.
Inizialmente fa fatica ad accettare la vita nella Scuola, la mancanza di libertà, abituata com’era alla vita di campagna. Fu un vero sacrificio.
Ma quattordici anni, le viene offerto di interpretare la ragazza con il mandolino nella ‘Bella Addormentata‘. Sul palcoscenico c’è anche Margot Fonteyn,
prima ballerina del Royal Ballet di Londra, considerata la più grande di tutti i tempi.
Carla ne rimane affascinata, ha come una folgorazione e intuisce che Margot sarebbe stata il suo modello.
Fatica, studio, sudore e sacrifici non la spaventano e diventano una ragione di vita, unico modo per raggiungere i suoi obiettivi ed eguagliare la grandezza della Fonteyn.
E il destino volle che anni dopo si ritrovassero a danzare insieme a Rudolph Nureyev in Romeo e Giulietta a New York, una agli inizi e l’altra a fine carriera.

Dopo il ‘passo d’addio’, al termine della scuola, il destino le fu incredibilmente favorevole.
Durante la rappresentazione diCenerentola‘, l’interprete Violette Verdy, prima ballerina dell‘Opéra de Paris’, rinuncia ad alcune  recite e
Carla viene scelta come sostituta.
Il debutto fu trionfale.
Era il 31 dicembre 1955 e da quel momento iniziò la sua luminosa carriera.

Dopo tre anni diviene prima ballerina della Scala.
Sarà nel 1959, al Royal Festival Hall di Londra, che interpreterà per la prima volta Giselle, delicato e struggente personaggio con il quale l’étoile milanese si affermerà a livello internazionale, consacrata per la sua straordinaria sensibilità, la ‘ballerina-interprete‘ per eccellenza.

ritratto di Carla Fracci by Vladimiro Di Stefano (DISTE)

La sua vita è stata costellata di grandi successi e di premi internazionali.
In tanti mi hanno chiesto come ci si sente a essere un mito. Ma i miei che erano dei lavoratori, padre tranviere, madre operaia mi hanno insegnato che il successo si deve guadagnare. E io ho lavorato, lavorato, lavorato... ‘.
Ed è sempre rimasta una donna semplice, moglie del regista Beppe Menegatti e madre di Francesco.
You are wonderul’ le disse commosso Charlie Chaplin dopo averla vista.

Carla Fracci al Teatro alla Scala nel 1969

Come la definì il poeta Eugenio Montale, Carla Fracci è Giulietta…Carla, eterna fanciulla danzante.




Un pensiero riguardo “Carla Fracci: ‘Eterna fanciulla danzante.’

  1. L’abbiamo amata molto, e resterà in noi per la sua grandezza e semplicità. Aveva un viso che esprimeva tanto, intenso. Parlava anche tacendo. Sono cresciuta guardando i suoi balletti, affascinata dalla sua leggerezza, grazia e armonia.

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