Fulco Pratesi: Ambasciatore del Pianeta Terra.

“Il Grande Albero” per la storica campagna del @WWFitalia
per salvare dall’abbattimento i grandi #alberi secolari nei boschi.
© Fulco Pratesi

Come ha detto Papa Francesco nella ‘Laudato si’, ‘tutto è in relazione’, ‘tutto è collegato’, ‘tutto è connesso’: bisogna pensare al Creato.
Il concetto espresso di una ecologia integrale è diventato il paradigma che tiene insieme le problematiche ambientali (inquinamento, riscaldamento globale, esaurimento delle risorse, …) con questioni non abitualmente connesse ad un’agenda ecologica in senso stretto, come la vivibilità e la bellezza degli spazi urbani.

La magistrale enciclica di Papa Francesco non poteva essere più completa, coraggiosa e documentata. Aver accomunato nello scenario mistico del “Cantico delle creature” anche i minimi organismi, spesso sconosciuti o negletti, come gli esseri che danno vita al suolo fertile e aver denunciato con vigore pratiche agricole non armoniche con le necessità della natura e della biodiversità, fanno del testo del Pontefice un documento di un’ importanza dalla quale non sarà più lecito tornare indietro.

Antonio Guterrez, segretario generale dell’ONU ha dichiarato che stiamo andando verso il limite dell’abisso e il costo della nostra inerzia sale. In alcune situazioni ci stiamo avvicinando ai peggiori scenari ipotizzati dagli scienziati, con conseguenze per le persone e per tutti i sistemi naturali che ci sostengono.
Sono convinta che non sia mai troppo tardi per cambiare rotta.

Cambiare rotta deve essere è una priorità.
Mettere in sicurezza gli ecosistemi naturali, fermare l’estinzione delle specie, impegnarci a costruire uno stile di vita più sostenibile e responsabile, intervenendo contro il cambiamento climatico, è un regalo che facciamo alla Terra, ma prima di tutto a noi stessi e alle generazioni che verranno.

Papa Francesco ci propone: «evitare l’uso di materiale plastico o di carta, ridurre il consumo di acqua, differenziare i rifiuti, cucinare solo quanto ragionevolmente si potrà mangiare, trattare con cura gli altri esseri viventi, utilizzare il trasporto pubblico o condividere un medesimo veicolo tra varie persone, piantare alberi, spegnere le luci inutili, e così via» Gesti che non sono solo ‘verdi’ ma atti per un futuro sostenibile.
Quali sono, a tuo parere, i cambiamenti da mettere in atto?

Innanzitutto si dovrebbe porre un freno sull’aumento indiscriminato della popolazione.
Secondo le previsioni, se una qualsiasi popolazione dei paesi in via di sviluppo volesse arrivare ai livelli di una nazione come l’Italia, già oggi non esisterebbero risorse per esaudire le sue richieste. Con il risultato, come sostiene il WWF parlando di ‘Impronta ecologica’, che occorrerebbe un altro Pianeta per corrispondere alle aspettative di tutte le popolazioni ancora non approdate all’eden consumistico che l’attuale sistema economico propone ed esalta.

Bisogna saper gestire l’energia del Pianeta perché la rapidità del cambiamento climatico comporta grandi rischi.
C’è necessità di un’educazione ambientale ed un eco-comportamento.

E come tu hai dichiarato in un’intervista del 2012:
E’ ora che si incontrino ambiente e territorio’.

Nei libri “Clandestini in città” e “Natura in città” sei stato uno dei primi a parlare di ecologia urbana, uomo e ambiente uniti anche nel contesto urbano.

Senza dubbio l’ambiente urbano oggi offre enormi potenzialità alla vita naturale, rispetto al passato. Per secoli si è mantenuto un atteggiamento antropocentrico, ma l’uomo non è al centro dell’universo è solo una piccola parte di quell’armonia perfetta che si chiama Creato.
Il Piano Regolatore è lo strumento che permette la convivenza tra l’ambiente, la natura e l’uomo senza che nessuno prevalga sugli altri.

Oltre al Piano Regolatore, credo che nella progettazione urbana sia importante pianificare anche una carta della Rete Ecologica per poter pianificare dei ‘corridoi ecologici’ che consentano la convivenza di molte specie animali.

Sì, è importante avere queste attenzioni nella pianificazione.
A Roma ci sono milioni di metri cubi abbandonati, che potrebbero essere riconvertiti…un’incredibile spreco di suolo e di risorse. Prima di costruire un solo metro quadro di nuova edificazione si dovrebbero utilizzare gli spazi esistenti!
Pensa ai cimiteri, alle cappelle votive grandi come palazzi. Hanno un effettivo impatto
ambientale, in quanto modificano il terreno su cui si estendono,mangiando terreno, danneggiando la natura, privando di vita un ecosistema.
Sarebbe meglio spargere le nostre ceneri e fare piantare degli alberi in nostro ricordo.

Da architetto ho avuto la piena consapevolezza che per ogni pezzo di cemento che si posa è un pezzo di Natura che scompare.
Per questo ho smesso di progettare architetture e ho iniziato a fare piani per i parchi nazionali e per le riserve naturali.
Sono molto felice per quanto ho realizzato nella mia vita, per il cammino intrapreso e per tutte le battaglie vinte. Devo molto a mia moglie Fabrizia, che mi è sempre rimasta accanto e mi ha sempre sostenuto.

Dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna…

Mia moglie è una donna meravigliosa.
E’ stata importante anche la mia famiglia. Sono avvinghiato a lei e ai miei quattro figli: Carlo Alberto, Olimpia, Isabella e Francesco.
Ho avuto ed ho anche un bellissimo rapporto di amore e di stima con i miei fratelli e sorelle, con Maria Cristina, Anna Paola, Ferrante, Fabrizio, Gianfranco che purtroppo è mancato qualche anno fa, e con Guendalina che è il nostro trait d’union.

Grazie Fulco e grazie anche a Guendalina, donna straordinaria a cui ho dedicato ‘Guen e Petronilla‘ 🙂

Guendalina Pratesi e Petronilla
https://roma.corriere.it/







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