Guen e Petronilla.

Guendalina Pratesi e Petronilla

Sono tante le storie che mi commuovono, soprattutto quelle che hanno come protagonisti i nostri amici animali.
La storia che voglio raccontare inizia il 21 Maggio 1970.
Ci troviamo al Giardino Zoologico di Roma dove Carlo e Sora Tuta, due oranghi provenienti dalle foreste del Borneo e di Sumatra, diventano genitori di Arcibaldo e Petronilla (così chiamati per la somiglianza con la famosa coppia del Corriere dei Piccoli).
Purtroppo la madre non si occupa dei due cuccioli e nonostante vengano studiate soluzioni di allattamento con latti artificiali, la situazione diventa molto difficile da gestire.
Arcibaldo non riesce a sopravvivere ed ecco che interviene Guendalina Pratesi, nota per il suo grande amore per gli animali e per la sua attività in seno al WWF.
Guen’ si offre di ospitare la piccola Petronilla a casa sua, dove condivide vestitini, biberon, pappe e pannolini con i suoi due figli.

Anche Francesco Baschieri Salvadori (biologo, direttore dello Zoo) e il fratello Fulco Pratesi (fondatore WWF Italia e attuale Presidente Onorario) partecipano attivamente alle cure della piccola.
Tutto l’amore ricevuto salva Petronilla che diviene ben presto un personaggio popolare.
I giornali e la tv seguono le sue vicende.

Viene fotografata al mare a Fregene o in barca a Montecristo.
Durante un concorso ippico – mi racconta GuenMiss Petry cattura l’attenzione di tutti mentre segue la gara, vestita di tutto punto, tanto che le telecamere la inquadrano a lungo.’
Sono molti gli aneddoti divertenti che l’hanno vista protagonista, scambiata per una neonata nel passeggino.

All’età di due anni Petronilla viene riportata allo zoo dove ha vissuto fino all’età di 45 anni insieme alle due figlie, Zoe e Martina, ancora oggi beniamine del pubblico del Bioparco della Capitale.
Ogni qual volta che Guen l’andava a trovare, l’ha sempre riconosciuta, andandole incontro non appena sentiva la sua voce.

Gli animali non dimenticano mai, sono creature che possiedono un’anima e un cuore, amano e soffrono proprio come noi.

Photo courtesy of Guendalina Pratesi


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