31 Aprile

Viviamo un momento storico molto complicato e complesso. Ce lo diciamo quotidianamente in quest’ultimo anno in particolare, vissuto in isolamento o comunque con distanze “sociali” che sembrano siderali.
Viviamo un momento storico dove i tratti oscuri delle paure, incontrano i tratti oscuri delle persone, di anime nere.
Viviamo un momento dove le notizie false, la propaganda destrutturante, le suggestioni collettive si intrecciano tessendo un controcanto continuo a tutto quello che sembra esserci alla luce del sole.
Questo non è l’unico momento storico nel quale queste inquietudini, normalmente sotto il pelo dell’acqua del visibile, sono visibili. Come un enorme iceberg vediamo una punta che nasconde il grosso blocco fatto di elementi sommersi, sommersi ed invisibili alla società e nell’inconscio umano. Cento anni fa quelle inquietudini, quelle frustrazioni, quei disagi hanno aperto il varco ad una stagione che ha fatto della dittatura, spietata e repressiva, il metro di misura dell’animo umano.
In “31 Aprile”, Giuseppe Cesaro mette assieme questi due momenti apparentemente lontani tra loro, tessendo un racconto che ci fa scendere in quell’anima nera che abita accanto a noi.
Si parla del fascino che esercita su di noi questo mondo oscuro, sui pericoli che il nostro mondo, il nostro momento storico sta correndo.
“31 Aprile” è un romanzo ricco di suspence e di colpi di scena, che ci fa entrare in un gruppo neonazista in crescita in Germania, appunto chiamato il “31 Aprile”, un giorno che non esiste ma che vuol far continuare la storia oltre il conosciuto: il 30 Aprile è il giorno del suicidio di Adolf Hitler.

Cesaro torna alla letteratura dopo “Indifesa”, continuando un percorso artistico e personale che è già un’avventura affascinante di per sé: inizia a scrivere professionalmente alla fine degli anni ottanta, pubblicando articoli, racconti, romanzi brevi e graphic novel, e collaborato alla realizzazione di romanzi, mémoire, saggi, biografie e sceneggiature per alcuni tra i più importanti editori nazionali. Dal 1998 è consulente artistico e ai testi di Claudio Baglioni.

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