ALL YOU NEED IS LOVE: CELEBRATING LIFE THROUGH MUSIC.

Il prossimo 25 Giugno, gli amanti della musica di tutto il mondo si riuniranno per celebrare l’anniversario del Global Beatles Day.
Un’occasione per rendere omaggio ai Beatles e all’impatto che hanno avuto sia sulla storia della musica che sulla cultura pop.
Paul McCartney, John Lennon, Ringo Starr e George Harrison registrarono per la prima volta insieme come quartetto nel 1962, dopo che il produttore George Martin licenziò il batterista originale Pete Best sostituendolo con Sir Richard Starkey, in arte Ringo Starr.
L’incredibile produzione della band per l’intero decennio seguente è rimasta ineguagliata nella storia della musica.

Da allora i Fab Four hanno raggiunto un successo dopo l’altro.
Il 26 maggio 1967 arriva nei negozi di dischi del Regno Unito Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band e l’album si impone nel panorama musicale internazionale.
I Fab Four sono sulla cresta dell’onda.
Un anno prima avevano sfornato Revolver con Tomorrow Never Knows, uno degli album più amati, ma è con questo nuovo lavoro che si impongono come portavoce del cambiamento, tagliando i ponti con tutto, a partire dall’iconica copertina: rappresenta una fotografia della rivoluzione musicale e, soprattutto, uno stravolgimento dello stato dell’arte.

Con All You Need Is Love, grazie al primo collegamento televisivo in diretta globale, i Beatles  raggiunsero 400 milioni di persone, in 26 diversi paesi.
Questo magico momento nella storia della cultura pop ebbe luogo il 25 giugno 1967 ed è il motivo per cui, a partire dal 2009, il 25 giugno di ogni anno si celebra il Global Beatles Day, un’occasione per tramandare anche il loro messaggio di pace e amore.

La loro Musica e i loro messaggi sono impressi nelle opere di molti Artisti che conosco e che amo.

In primis, voglio citareAlberto Fortis, artista sensibile che nella sua densa carriera artistica si è misurato con le molteplici  forme della “poesia” ed ha prodotto capolavori indimenticabili quali Duomo di Notte, La Sedia di Lillà,  Settembre
Il suo è un universo fatto d’amore, emozioni, angeli, arcobaleni e “Fragole Infinite”.
E proprio con questa sua song, di chiara citazione “beatlesiana”, AL ci ha sempre incantato.
I Fab Four sono nel suo DNA.

Voglio quindi condividere con voi il racconto di questo amore per i 4 ragazzi di Liverpool, così come lui ha fatto con me qualche tempo fa:

I Beatles rimangono i Mozart della nostra epoca anche se questa affermazione potrebbe fare scandalo tra i puristi della musica classica.
La genialità, in qualche modo l’anticipazione che i Beatles con la loro musica hanno realizzato, a livello epocale e generazionale, è sorprendente.

C’è stata un’alchimia che ha fatto sì che questi 4 ragazzi di Liverpool anticipassero ciò che la musica negli anni successivi avrebbe continuato ad attingere dalla sorgente dei Beatles.

Ho avuto occasione di registrare ‘Fragole infinite’ proprio nei loro studi a Londra, in Abbey Road.
Ho provato la gioia di usare lo stesso microfono che Lennon usò per registrare ‘Strawberry fields forever’ e di ascoltarne delle versioni mai pubblicate, grazie alla partecipazione al mio album di George Martin, il loro produttore.

Sentendo l’uso delle chitarre e delle sonorità in queste versioni inedite, sembrava di ascoltare la musica di quel gruppo che avrebbe dato vita 30 anni dopo al fenomeno del grunge: i Nirvana.

I Beatles probabilmente hanno fatto una cosa irraggiungibile ad oggi perché l’epoca è cambiata, perché allora c’era un senso della collettività, un senso della musica come unione anche tra diverse fasce sociali, tra diversi paesi.

Il mondo è cambiato, la musica è cambiata con internet ma credo che ci sia una gran voglia di  rinascimento” perché ci sono dei segni da un po’ di anni che stanno tendendo a questa direzione.

I Beatles rimarranno sempre una luce in fondo al tunnel, luce che, secondo me, molto presto risplenderà sempre più anche in tutti gli altri artisti, nel loro modo di fare musica.

Quando ho scritto Fragole infinite mi sono sentito attirato, come tanti, nel vortice della musica beatlesiana ma non era tanto un atteggiamento da fan ma quello di una persona che, facendo questo lavoro, ha il respiro di musica e di arte, sente e metabolizza la materia da noi trattata con dei codici che qualcuno è riuscito ad esprimere con altezze somme, come hanno fatto i Beatles, ma che, in qualche modo, legano tra loro modi di pensare e modi di agire.

Non sto parlando solo di musica ma della vita in generale, del piccolo grande credo di ognuno di noi.

E’ importante ascoltare questo richiamo. Dobbiamo ricordarci che anche nei periodi più difficili e più bui l’arte aiuta.

Dobbiamo ricordarci che l’arte, quella autentica, e la nostra vita non nascono mai come merce da buttare sul mercato ma sono un fiore che cresce sul ciglio della strada senza chiedere niente a nessuno, ma sempre pronto a farsi cogliere da chi davvero lo sa riconoscere.

Dobbiamo ricordarci di straordinarie persone, legate tra loro da un’unica catena e cito per primo Gesù, Mahatma Gandhi, Martin Luther King jr., i fratelli Kennedy, i primi ministri Istzak Rabim e Benazir Bhutto, i giudici Falcone e Borsellino, Pier Paolo Pasolini e John Lennon da ultimo, che sono state persone, bandiere di pace che, in qualche modo, hanno condiviso una fine cruenta voluta da un vertice che non ha capito che questo mondo potrebbe essere migliore e che così tutti potremmo celebrare il vero senso della vita.

Siamo qui per questo, per celebrare la nostra esistenza.

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