Eroi del 2021…?

Il periodo che è iniziato nell’inverno del 2019 ed arriva ad oggi è un esempio di come un momento possa essere costellato di disgrazie, di cosa sia un “Annus Horribilis”, devastato da un’epidemia che ci ha colto alla sprovvista. C’erano tutti i mezzi, sia tecnici che tecnologici, per poterla affrontare con un approccio razionale e composto, ma le cose -evidentemente- sono andate diversamente. Sia a livello mondiale che a livello europeo e nazionale.

Sicuramente è stato – ed è – un grande banco di prova per questa generazione che si è trovata ad affrontare una grande emergenza, un impatto profondo e pervasivo sulla società, sull’economia, sulla psicologia dei singoli. Solo una grande guerra può essere paragonabile a tutto questo.

Il grande insegnamento è che abbiamo avuto solidarietà verso le persone più fragili, sacrificando tanto di noi stessi. Perché gli affetti e la salute di tutti noi ha un valore incalcolabile.
Spesso sentiamo dire ciascun medico ed ogni lavoratore nell’ambito ospedaliero si sia comportato da eroe o da eroina, sacrificando completamente il proprio tempo libero, il proprio tempo nella famiglia per il bene della collettività: hanno messo a rischio la propria vita e a volte l’hanno sacrificata per salvare quella degli altri, in questa emergenza.

Abbia sentito come la Sanità Pubblica sia un bene prezioso, da conservare e potenziare.

In questi giorni è stata presentata la nuova moneta da 2 Euro che riporta il nostro GRAZIE al personale sanitario per questo grande sforzo.

Un’emissione totale da 6 milioni di euro per far girare la moneta di mano in mano per far vedere la riconoscenza che tutti noi abbiamo.
Però sempre in questi giorni ho letto di come quel potenziamento della sanità, abbia in realtà i suoi limiti, tra l’altro già conosciuti in passato.
Il potenziamento non dovrebbe essere solamente a “tamponare” l’attuale emergenza Covid, ma è strutturale. Mai come in questo momento si è potuto vedere quanto i precari siano necessari e non siano “lavoratori stagionali” buoni per i momenti di bisogno. Di quanto i posti nelle scuole di specializzazione post-universitarie siano ridotti. Si è visto come il personale medico e para-medico andato in pensione da pochi mesi, o anche da anni, in realtà fosse necessario per assicurare un livello di servizio a standard elevati, degni del grande paese europeo che siamo.

Per questo mi ha colpito particolarmente il movimento che si è avuto in Campania per la stabilizzazione dei precari che lavorano in questo settore così delicato della Funzione Pubblica. Diamo un po’ del nostro spazio a loro, condividendo i comunicati diffusi su Facebook da Manolo Ciancio, da quello che è stato un fronte, una prima linea nella lotta al virus, l’ASL Napoli Nord.

(Comunicato Stampa CISL)

A loro la nostra solidarietà umana che, a ben guardare, è anche per il nostro bene, per la nostra salute.

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