Il Festival della Filosofia 2021

Anche quest’anno, sfidando la pandemia, si terrà regolarmente la 21° edizione del Festival della Filosofia che si svolgerà nelle città di Modena, Carpi e Sassuolo, nel pieno rispetto dei protocolli di scurezza. Una delle più significative manifestazioni culturali di successo italiane, che ha avuto un crescente riconoscimento di pubblico, arrivando a superare le 200.000 presenze (70.000 lo scorso anno in piena pandemia con le restrizioni), creando una forte comunità che non rinuncia ad incontrarsi ed interrogarsi su temi e questioni fondamentali, secondo una vocazione squisitamente filosofica. 

Il programma, presentato nella conferenza stampa del 13 luglio, prevede una nutrita agenda di appuntamenti, mostre e spettacoli tra il 17 ed il 19 settembre, con 150 eventi e 45 lezioni magistrali tenute da grandi pensatori del panorama filosofico contemporaneo nazionale ed internazionale che vedrà tra l’altro, per la prima volta, il debutto di ospiti del calibro di Honneth, Floridi, Ignatieff, Malabou. 

Un grande incontro culturale pubblico, quest’anno dedicato al tema della Libertà, che si terrà nelle piazze dei centri storici delle tre meravigliose città, capeggiate da Modena, decorata medaglia d’oro al valor militare per la guerra di Liberazione, che sarà l’epicentro della manifestazione con la sua splendida Piazza Grande, patrimonio dell’Unesco. 

Si parlerà di temi attualissimi legati ai nessi tra automazione ed autonomia, algoritmi ed intelligenza artificiale, neuroscienze ed habitus, capitalismo digitale.

Come influiscono queste dimensioni sulle nostre menti, sui nostri comportamenti, sulle nostre scelte e, dunque sulla nostra libertà. I concetti di libertà e di libero arbitrio sono centrali in tutta la millenaria storia del pensiero filosofico ma, assumono alla luce di queste dimensioni emergenti, una luce completamente nuova che pone questioni mai prima affrontate dall’Uomo, mettendolo di fronte a sfide epocali legate al futuro non solo delle democrazie ma dell’ “umano” stesso. 

Occorre evidenziare che ad esempio, il concetto di habitus,  corrispondente al termine aristotelico hexis, egregiamente esplorato tra gli altri da Norbert Elias e da Pierre Bourdieu. è un fattore di condizionamento e riproduzione sociale ma può esserlo anche di cambiamento se la nostra apparenza sociale – esprimibile nei termini di una maschera d’interazione – possa essere intesa quale fattore di libertà se si evita l’opposizione ingenua tra autenticità e finzione, come anticipato da Barbara Carnevali, filosofa e componente del Comitato scientifico del Festival.

Si parlerà anche di ritualità prescrittive come ad esempio gli inginocchiamenti per dimostrare di non essere razzisti,  a cui, come evidenziato da Cacciari, occorre saper reagire quando si superano determinati limiti, opponendo una coscienza critica. Non siamo infatti esseri incondizionati ma nemmeno del tutto condizionabili. 

Prendendo a prestito un aforisma di Bergson “la materia è necessità, la coscienza è libertà”, possiamo affermare che la coscienza è il luogo squisitamente umano di maturazione della persona e delle sue scelte nella sua piena libertà individuale. Coscienza vigile, ma su cui occorre sempre vigilare (ricordando la famosa “veglia” filosofica), che al di là  degli “automatismi”, costituisce lo spartiacque tra l’umano e il non umano.

Buona estate e arrivederci a Modena !

Infoline: Consorzio per il festivalfilosofia, tel. 059/2033382 e www.festivalfilosofia.it

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