La lettura sotto l’ombrellone…?

Oh! Finalmente siamo arrivati a quel periodo dell’anno che sono le vacanze estive. Questo numero di Condivisione Democratica è “doppio” e se terrà compagnia a noi e ai nostri lettori per il periodo vacanziero sia che si vada a Luglio che ad Agosto o nelle prime settimane di Settembre. Un numero estivo, da “sfogliare”, virtualmente, sotto l’ombrellone al mare o sdraiati sull’erba in montagna, così come più ci piace.
Abbiamo preparato – come sempre del resto – un pò di articoli sulle mille curiosità che ci vengono.
Però mi fa piacere aggiungerci anche questo, sulla lettura degli altri articoli, così come per i nostri. Una lettura attenta, critica, curiosa.
Una chiave di lettura che non ci dovrebbe mancare nemmeno in questo momento estivo, di relax.
In queste settimane ho letto e sono rimasto particolarmente incuriosito da due notizie, che mi hanno fatto nascere due domande che voglio sottoporre anche a tutti voi.
Mi sono posto queste due domande leggendo due notizie in particolare.
Una notizia è quella che riguarda il tema serissimo delle coltivazioni biologiche, l’altra è su un tristissimo fatto di cronaca nera.
Mi aveva colpito che il Parlamento ha votato all’unanimità una legge che protegge e tutela la Biodiversità e le coltivazioni Biologiche che erano nel programma “Farm to Fork” dell’Unione Europea. Un percorso unico che porta le materie prime dalla Fattoria fino al consumatore finale, tutelando tutta la filiera. Nobile. Finalmente il Parlamento tutto unito in un’unica battaglia. Senza ideologie, senza schieramenti.
Però andando a leggere meglio ho visto che l’unanimità in realtà era una quasi-unanimità. Al Senato la legge è passata con 195 voti a favore, 1 astenuto a 1 solo voto contrario, quello della senatrice a vita Cattaneo, che ha presentato degli emendamenti alla legge per eliminare il riferimento all’agricoltura Biodinamica. Bio-Dinamica.
Mi sono domandato che cosa avesse mai spinto una Senatrice a Vita ad essere così battagliera contro tutto il ramo del Parlamento.
L’inventore di questa pratica agricola, Rudolf Steiner spiegava in un suo libro (Agriculture Course: The Birth of the Biodynamic Method) come aiutare la terra ad essere più produttiva:
«Catturate un topo abbastanza giovane e spellatelo in modo da recuperare la pelle. Ora avete la pelle (ci sono sempre abbastanza topi, ma devono essere topi di campo se volete fare questo esperimento). […] Quando Venere è nello Scorpione procuratevi la pelle di un topo e bruciatela. Raccogliete attentamente le ceneri e gli altri resti della combustione. Non sarà rimasto molto, ma se avete abbastanza topi è sufficiente.[…] Così avete ottenuto la vostra pelle bruciata di topo quando Venere è nello Scorpione. E lì rimangono, in ciò che è stato distrutto dal fuoco, le corrispondenti forze negative nei confronti della capacità riproduttiva del topo di campo. Prendete la cenere e spargetela su tutto il vostro campo. In alcune zone può essere difficile: potete farlo anche omeopaticamente, non ne avete bisogno di molto
Nello stesso libro si spiegava anche come concimare il terreno usando il Preparato500 che è costituito da letame di vacca infilato nel cavo di un corno proveniente da una vacca che abbia partorito almeno una volta. Il corno, una volta riempito, viene sotterrato per lasciarlo fermentare durante l’inverno. Il composto viene recuperato nei giorni prossimi alla Pasqua, quando ormai si è trasformato in humus e ha perso l’odore del letame, acquisendo quello nobile del sottobosco. Allora potrà essere dinamizzato (diluito in acqua in proporzioni omeopatiche) e distribuito sul terreno.
La Senatrice Cattaneo argomentando il proprio emendamento ha sostenuto che la Biodinamica è semplicemente una “pratica non solo antiscientifica, ma schiettamente esoterica e stregonesca” e per questo non meritava di essere protetta da una Legge dello Stato.
L’unica parlamentare in Senato.
Prima domanda: Prima di prendere una decisione è davvero meglio leggere ed informarsi o meglio seguire la massa?

Qualche giorno fa Libero de Rienzo, giovane attore e grande promessa del Cinema italiano, ci ha lasciati all’improvviso. Un infarto a 44 anni.
La prima reazione è stata quella di commozione e di ricordo dell’attore. Sulle testate giornalistiche sono apparsi spezzoni dei suoi film, i ricordi degli amici, anche delle persone che abitavano il quartiere e lo salutavano chiamandolo con il nomignolo. Persona alla mano Libero, per tutti Picchio.
Poi la notizia ha evidentemente perso di appeal ed è venuto fuori altro. Sospetti detti a mezza bocca su una presunta “polvere bianca” in casa, l’esame tossicologico sul corpo.
Giornalisti che si affrettano a dire che se hanno una notizia, il loro dovere è quello di pubblicarla. Quello di farlo sapere all’opinione pubblica.
La domanda che mi sono posto è se tutti quei “Sembra che…“, “Non si può escludere che…” siano davvero notizie o solamente ombre, solamente frasi acchiappa click in un mondo che vive in modo pruriginoso di rivelazioni “scottanti”. Qual è il ruolo del giornalismo se questo si abbassa alle voci di vecchie comari di paese?
Non sò quale possa essere il livello di “autocensura” che si può applicare a se stessi (come scriveva su La Repubblica Marco Mensurati) ma so quale tipo di giornalismo vorrò leggere sotto l’ombrellone quest’anno. Tutti i titoli di questo tipo, li lascerò lì, senza nessun click.

Mentre scrivo questo articolo leggo una delle ultime notizie riguardanti questa notizia: è stato arrestato il “pusher” che ha fornito la dose che ha portato alla morte di Libero. A leggere i commenti a questa notizia, questo “spazza via” le polemiche sul “diritto di cronaca”, mentre è proprio il contrario a mio avviso: le illazioni non vengono spazzate via, erano inutili e sono ancora più inutili fino alla presenza di una notizia, un dato oggettivo.

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