Raffaella Carrà: la Regina continuerà a far Rumore.

Il 5 Luglio si è sentito un gran vuoto nel mondo dello spettacolo e nei cuori di chi l’ha tanto amata.
Ci ha lasciato Raffaella Carrà, una delle più grandi showgirl della storia della televisione italiana, amata in tutto il mondo e considerata di casa nei Paesi latini.
Nata a Bologna 78 anni fa, fece il suo debutto nel mondo dello spettacolo giovanissima, per diventare ben presto un’artista a tutto tondo.
Ballerina, cantante, conduttrice, autrice, attrice di cinema e teatro e indiscussa regina della TV.
Una carriera lunga quasi 70 anni.



gabrielebenspergeri

Commission for Paula mag on her “women of 70″ issue.

Raffaella Carrà aveva molto più di un pubblico. Aveva ciò che l’Auditel non sarà mai in grado di registrare: amore, devozione, riconoscenza e tanto, tanto altro ancora.
Mina ricordandola su Twitter ha scritto:
Non ci sono paroletutto così impensabile…che tristezza non averti più qui. … Unica, Generosa, straripante di energia e positività, una Regina. I nostri cuori batteranno per te sempre Forte Forte Forte e faranno sempre rumore. Un bacio Raffa.’

Dalla Spagna é arrivata la proposta da parte del partito Mas Páis / Más Madrid di dedicare una piazza della capitale spagnola a Raffaella Carrà, il che dimostra quanto fosse reciproco e sincero il rapporto affettivo con la Carrà.
La giunta comunale di Madrid ha approvato tale proposta e, come pubblicato sul sito del quotidiano El Diario, ci sarà una piazza con il nome di Raffaella Carrà a Malasaña, sulla strada per Chueca, all’incrocio delle vie Fuencarral e Augusto Figueroa (la piazza è anche chiamata Plaza del Olivo per indicare l’albero che si trova al suo centro).

Anche la città di Barcellona ha reso omaggio all’Artista con un murales dello street artist Salvatore Benintende (noto con lo pseudonimo di Tvboy).
L’opera si trova a Passeig de Gràcia, una delle vie più importanti e famose della cosmopolita capitale della Catalogna .
Partendo da un ritratto della Carrà, l’autore ha optato per uno sfondo metà viola e metà arcobaleno, aggiungendo come didascalia le seguenti parole: “Una vida es una vida cuando tienes libertad. Todo el resto es solo #rumore“.

In Italia, è diventata una petizione on-line l’idea di Milly Carlucci di intitolarle l’Auditorium Rai del Foro Italico

Vladimiro Di Stefano

LEI, prima e unica vera regina della tv, ha lanciato slang, mode, stili, modelli. Unica costante il suo impeccabile caschetto biondo, adottato nei primi Anni Settanta e quasi immutato da allora, con o senza frangia.
Rimane nella memoria l’ombelico scoperto in quegli anni di censure televisive.
La sua era un’eleganza talvolta maliziosa. Indossava i look più audaci sempre con una grande ironia.
Il bianco, il nero, il rosso, l’oro come cifra stilistica. Il tutto impreziosito da una cascata di cristalli ed un meraviglioso, indimenticabile sorriso.

Nel 2018, a Roma Cinecittà, le era stata dedicata ICONOCLASTI, una mostra curata da Fabiana Giacomotti, con un allestimento di grande impatto.
Lo stesso forte impatto che la Carrà ha avuto nella cultura e fascinazione estetica di un intero paese e nel mondo.
Il Teatro Uno si era trasformato in una galleria delle meraviglie per renderle omaggio, un’esposizione che accompagnava la summer edition di Altaroma: video e foto, disegni e bozzetti di costumisti televisivi e cinematografici come Enrico Rufini, Corrado Colabucci, Luca Sabatelli, Gabriele Mayer, Gabriella Pera,…
Abiti, accessori e oggetti in un continuo gioco di rimandi fra costume e moda che si evidenzia maggiormente nella selezione di abiti firmati da Renato Balestra, Greta Boldini, Luigi Borbone, Mario Dice, Antonio Grimaldi, Giuseppe di Morabito, Guillermo Mariotto per Gattinoni, Leitmotiv, Fausto Puglisi, Marco Rambaldi, Francesco Scognamiglio, Daizy Shely.



fonte: https://www.m-ilmagazine.it/

Catalogo-gadget a tiratura limitata per gli ospiti: un “tributo a Raffaella Carrà” in versione paper doll su disegni di Cinzia Leone e comprensivo del cartamodello di una delle sue tute più famose, progettata da Simone Bruno dell’Accademia Koefia.

Ha scritto Aldo Grasso: ‘Raffaella Carrà, scomparsa oggi, ha attraversato la storia della televisione italiana regalandole molte fisionomie, prima a passo di danza, poi a passo con i tempi. È stata show girl, regina del sabato sera, da «Canzonissima» a «Milleluci», da «Ma che sera» a «Fantastico». Chi ricorda quelle trasmissioni ricorda soprattutto le sigle: «Tuca-tuca», «Chissà se va», «Tanti auguri» (Com’è bello far l’amore da Trieste in giù…). Così simpatica, così a portata di mano, così «la più amata dagli italiani», eppure saldamente legata a immagini erotiche: inevitabilmente icona gay.

Un’icona gay. E lei stessa si domandava come mai.
Incredula, un giorno, in terra spagnola, chiese ad un suo amico gay che cosa piacesse di lei così tanto da averla resa addirittura un’icona.
‘TUTTO’ le rispose sorridendo.
Tant’è che fu eletta a furor di popolo madrina del World Pride 2017.

Sempre fedele a se stessa, Raffaella era amata da mondi diversi come la televisione, la moda, la militanza gay, le casalinghe, gli intellettuali,…

Giancarlo Covino
Andrea Santonastaso

Da bambina rimanevo completamente affascinata davanti allo schermo, vedendola ballare, presentare, ridere.
La sua inconfondibile risata mi è sempre rimasta impressa. Così spontanea, così naturale, senza filtri.
Così come era lei, piena di grinta, quinta essenza di dinamismo.
Un bellissimo fuoco d’artificio, di quelli che osservi con occhi spalancati perché illuminano il tuo cielo, colorandolo per qualche secondo ma che rimangono a lungo nei tuoi ricordi e nel tuo cuore.

Una bomba sexy, dotata di un’energia e di un talento straordinario.
Persino Frank Sinatra perse la testa per lei. Fu un corteggiamento intenso. Raffaella in un’intervista, interrogata su questa storia d’amore, molto elegantemente rispose: ‘Lui aveva voglia di innamorarsi. Io no.’

Tutti erano innamorati della Carrà, nessuno escluso, anche i bambini.

Scrive sul suo profilo fb Roberto Rinaldi (Illustratore de La Gazzetta dello Sport e Comic Artist presso Sergio Bonelli Editore):

… quel sottile dolore della vita che va.
Nel 1971, appena settenne, completamente innamorato di Raffaella e di Maga Maghella. Nel mio immaginario era la mia sposa e principessa. Quando la vedevo avevo mal di stomaco da tanto mi piaceva… così, con la complicità di mia sorella più grande che recuperò un recapito su radiocorriereTv, le scrissi una lettera d’ammirazione, di poche righe eseguita come il mio miglior pensierino (alle elementari si scrivevano i “pensierini”) con una tensione da pre-esame di seconda.

Dopo un mese, era di sabato, e tornato da scuola mio papà mi disse “guarda di fianco al telefono, c’è una busta arrivata da Roma per te!”… era LEI!!!
Mi aveva mandato una sua foto (ovviamente promozionale) con scritto a biro blu “a Robertino con simpatia, Raffaella Carrà”.
Mi dispiace…grazie, principessa dei miei sette anni!’

‘E ora? Mi toccherà iniziare a contare le stelle? Va bene se a rispondere ricominci tu!’
Virginia Cabras (ALAGON)

Mik¥ Ritratti Manga

La Carrà è stata un esempio di donna emancipata, di grande generosità ed umanità, testimone dei profondi cambiamenti che hanno mutato la nostra società dal secondo dopoguerra in poi.
Un arco di tempo vissuto intensamente, giorno per giorno, con coerenza, grande impegno e passione.
Ed è con grande amore e passione che il suo pubblico l’ha salutata nel giorno del suo funerale.
L’omaggio della piazza per questa regina è stato cantare ‘Ballo ballo‘, uno dei suoi più grandi successi.

Perchè, come disse il regista Pedro Almodovar, Raffaella Carrà non era una donna ma uno stile di vita.

Audace Club
Carla Robles (Brownie Illustrations)




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