Riccardo Azzurri: Cantautore, Poeta, Spirito libero.

Essere “zingari” nell’anima significa
non farsi trovare dove stabiliscono gli altri.
Significa essere “altrove” rispetto alle mode, alle ideologie,
alle faziosità, al conformismo, alle invidie.
Gli zingari dell’anima hanno infinite partenze.

A. Pronzato

L’artista fiiorentino Riccardo Azzurri comincia ad avvicinarsi alla musica come tanti giovani della sua generazione strimpellando una chitarra regalatagli dal padre.
Suonando nelle cantine con diversi complessini, durante gli anni della scuola superiore di ragioneria, scopre non solo che il suo amore per la musica è qualcosa di più che un passatempo ma anche di avere doti da compositore.
Inizia la sua carriera di musicista entrando a far parte degli Extra, la band che nel 1979 accompagnerà Claudio Baglioni in una delle sue memorabili tournee (quella di “E tu come stai” ).
Ma l’esperienza del gruppo, sebbene positiva, non lo soddisfa pienamente e decide di perfezionare una dimensione musicale tutta sua.
In questo periodo è importantissimo l’incontro con Rodolfo Bianchi, che diventerà suo produttore per un certo periodo.

Nel Maggio 1981, grazie a questa collaborazione, nasce il suo primo esperimento discografico: il 45 giri “Comunque io“, con etichetta CBS.
Nel 1982 esce un nuovo 45 giri dal titolo “Mi sto innamorando ancora“, brano con cui partecipa al Festival di S.Vincent.
Nel 1983 capita la grande occasione e Azzurri partecipa al Festival di Sanremo dove presenta Amare te e si classifica al 5° posto nella classifica generale, canzone a lungo trasmessa nelle hit radiofoniche.
Seguono tantissimi altri successi editi dalla Ricordi e dalla Fonit Cetra.
Nel 1994 realizza il suo primo 1° CD-ROM grazie al produttore indipendente Raffaele Ottavio.

Nel 1995 partecipa al Festival Internazionale di Brashow in Romania rappresentando l’Italia e classificandosi ai primi posti con Desperado.
Grazie al produttore Roberto Rosati, nel 1996 con un nuovo CD prosegue la sua presenza sul mercato Internazionale.

Nel 1999, con la collaborazione della Casa Editrice “Harmony” di Firenze, Riccardo Azzurri e Roberto Rosati producono e realizzano “Amici miei la fine del secolo”, un CD i cui proventi della vendita furono devoluti all’Ospedale A. Meyer di Firenze.
Insieme, per questo progetto a scopo benefico, gli amici comici toscani Roberto Benigni, Francesco Nuti, Carlo Monni, Novello Novelli, Giorgio Ariani, Niki Giustini, Graziano Salvadori, Gaetano Gennai, Cristiano Militello, Massimo Antichi e Dennis & the Jets.

Nel Dicembre 2001, il mensile Tascabile TV premia Riccardo con il “Pegaso” premio per la popolarità Toscana.
Ma oltre che popolare, Azzurri è un artista molto sensibile i temi sociali.
Il suo singolo “Ferma la guerra”, proposto al Festival di Sanremo, fu scartato dal Patron Ravera perché giudicato troppo impegnativo per la forza artistica di un giovane cantautore!

Questo non lo ha certo scoraggiato e ha continuato a mettersi in gioco.
Con “Io sempre io” (etichetta indipendente Fiorentina FEM) presenta brani acustici dove la chitarra, sua compagna di sempre, fa bella mostra di sè.

Il verde, la natura e la ricerca di pace e silenzio portano sempre più Riccardo a registrare nel suo studio, immerso nel bel mezzo in un bosco.
Oltre all’amico di sempre Roberto Rosati, si aggiunge una perla al progetto: la collaborazione di Gabriele Lorenzi, storico tastierista della Formula 3, la band del grande Lucio Battisti.
Alla fine del 2011 esce il CD “Bentornata a te”.

Parallelamente alla sua intensa attività artistica, Riccardo pratica musico-terapia in molte RSA (Residenze sanitarie per anziani) della Toscana e collabora costantemente con l’Associazione Onlus “I ragazzi di Sipario”.

Con Lorenzo Lucii (leader del gruppo di canto dove Riccardo è insegnante) ha presentato la canzone “Non è facile” alle audizioni del Festival di Sanremo 2012.
E’ proprio durante questo anno che nascono i brani del progetto di “musica multietnica”. Una ricerca di fondere la magia del conscio con il mistero di una vita parallela che ci circonda, la cui porta è collocata all’interno di uno specchio e dove tutto procede secondo altri schemi: un viaggio attraverso dieci brani dove lo spirito della “terra” è iniziatico per una nuova vita.

Uno di questi brani è dedicato alla violenza sulle donne.
Nati da donne”, interpretata da una donna, contiene al suo interno una frase molto bella di Nelson Mandela: “La pace non è un sogno: può diventare realtà; ma per custodirla bisogna essere capaci di sognare” che viene declamata dal suo amico Abdel in lingua araba.

Da questa canzone prende vita nel settembre dello stesso anno un bellissimo evento: la Manifestazione organizzata con il Patrocinio del Comune di Pelago e “Donne in cammino”, Associazione che si batte per i diritti delle donne. La piazza si popola di canti, balli e suoni tribali del gruppo multietnico Senegalese “Kassumay Jembe” di Jean Guillaume Tekagne del Consiglio Direttivo Senegalese Cattolico in Toscana.
Dopo il dibattito sul tema della violenza sulle donne, con la partecipazione di molti personaggi della politica e della cultura, Azzurri si esibisce all’Arena di Diacceto con il gruppo Kassumay Jembe, i suoi musicisti e un corpo di ballo, presentando il suo ultimo lavoro “L’immaginario”.

Una delle più preziose collaborazioni è stata sicuramente quella con Aleandro Baldi. Insieme a lui realizza un brano dedicato alla sua città. “Firenze madre” riceve un successo inatteso grazie all’amico Leonardo Pieraccioni che lo posta nella sua pagina Facebook.
Nel 2016 realizzano “La riscossa“, brano supportato da un video che vede la partecipazione di numerosi amici artisti fiorentini della comicità.

Da ricordare il legame artistico con Gabriele Lorenzi (Formula 3) e Roberto Rosati (Bob Rose). Il trio calca i teatri italiani proponendo le più belle canzoni di Lucio Battisti.

Nel 2019 nasce una nuova collaborazione con un altro grande Artista, autore di meravigliose canzoni della musica italiana: Araba fenice è scritta per Don Backy e duettata con lui. Questo pezzo fa parte del CD Canto Popolare uscito nel 2019 e frutto del lavoro di due anni. 10 canzoni dove si respira più che mai la terra toscana.
Una cosa molto bella di questo CD è il regalo che gli ha fatto Don Backy: la canzone Vi lascerò, una sorta di testamento spirituale.
E di spiritualità ce n’è molta.
I testi e le musiche, sono “molto vicini al quotidiano e al pensiero delle persone più semplici”, dice Riccardo.
Ci sono storie nate nel silenzio del bosco.
Una di queste è narrata nel brano Canto Popolare e si ispira ad un fatto realmente accaduto nel 1944.

E la storia di Riccardo prosegue con tanti altri racconti.
Non si ferma mai.
Partecipa persino al Talent The Voice Senior di Rai1 nel 2020. Perchè come ricorda spesso: ‘E’ una strada sempre in salita ma….. che sia sempre così poichè……. chi è alla vetta si riposa!’

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