Tracce di Shomano 2021.

TRACCE DI SHOMANO
1 agosto – 26 settembre 2021
19^ edizione – Valle Camonica (BS).
Tra gli ospiti Alice, Giovanna Botteri, Bobo Rondelli, Ginevra Di Marco e la recente Targa Tenco Peppe Voltarelli.

Nei mesi di agosto e settembre torna in Valle Camonica una delle rassegne culturali più consolidate e longeve di questo territorio: “Dallo Sciamano allo Showman. Lo Shomano“, il festival della canzone d’autore del CCTC – Centro Culturale Teatro Camuno di Nini Giacomelli e Bibi Bertelli, che giunge alla sua 19^ edizione, forte della storica collaborazione con il Club Tenco e l’Associazione italo-catalana Cose di Amilcare.

Anche per quest’anno, come già accaduto nel 2020, è stato deciso di proporre delle caute Tracce di Shomano perché – nonostante il numero importante di spettacoli (ben tredici in due mesi, in otto Comuni della Valle Camonica), la presenza di ospiti di altissimo livello e popolarità, le collaborazioni con il territorio e il ritorno alla proposta formativa e laboratoriale per adulti e bambini – non é stato dimenticato l’anno e mezzo che tutti abbiamo portato sulle spalle e nemmeno che una festa con restrizioni e contingentamenti non può essere la grande festa con cui lo Shomano ha sempre abituato il grande pubblico.

Con la speranza che si possa recuperare questa dimensione il prossimo anno, in occasione della cifra tonda dei primi vent’anni della manifestazione, incontro Nini Giacomelli, Direttrice Artistica di questo meraviglioso Festival.

Ciao Nini, ci vuoi raccontare di questa nuova edizione del Festival dello Shomano?

Questa sarà la 19esima edizione: uno Shomano ancora frenato dalla pandemia, ma che lascia apparire uno spiraglio di luce abbagliante in fondo al tunnel, una luce che ha la forza del volo sciamanico dei pensieri.
Il nostro Festival è da sempre dialogo.
Cantare i grandi cantautori, in un fil rouge di note e alfabeti vecchi e nuovi come in una liturgia, ne favorisce la conoscenza più intima.

Fa calare la loro poiesis nel nostro quotidiano.

Fare rete con il territorio e con il mondo apre orizzonti, fa sì che le montagne attorno a noi non siano barriera ma respiro.
E così la Valle dei Segni, declinati e riletti, diventa sorgente inestinguibile di linguaggi e suoni, resilienti o innovativi, e si rigenera ogni volta nell’arte dell’incontro.

La cultura é un punto cardine di un Paese. E’ motore per una ripartenza.

E’ difficile parlare di cultura  con una pandemia che ancora non ci dà tregua,  è difficile farlo dopo 14 mesi di chiusure e con aiuti ministeriali  che, seppur mille volte benedetti, restano sulla carta e sulle scrivanie  per mesi prima di trovare la strada del bonifico e contributi locali che spesso e purtroppo sanno più di questua, se si escludono i pochi entusiasti.  

Forse è da incoscienti anche sperare, credere, abbassare la testa e andare avanti, di cuore e di idee, nonostante tutto.
La nostra forza principale è il pubblico.
Un pubblico composito ma che, ognuno per ragioni diverse, ha fatto proprio il Festival.

Tu e la tua equipe avete lavorato tanto, con fiducia, con tenacia, con amore per la Valle Camonica e non solo, per proporre un calendario ricco di appuntamenti che permetteranno di tornare ad assaporare la normalità e la socialità sempre in sicurezza.

E’ stato un programmare cercando di vedere la luce oltre il tunnel. 
Il teatro, la musica e  l’arte in genere,  hanno pagato il prezzo più alto in chiusura e ancora oggi ci sono freni che diventano spesso  inspiegabili di fronte a tanti “tana liberi tutti.


Ma noi siamo fatti di creatività e rigore. Certi di essere socialmente utili, ancor di più in questo momento.  
Il Festival è apertura e incontro. 
Il Festival è anche cura.
Ante Covid apriva a  Barcellona e negli scorsi anni era passato anche da San Francisco, in entrambi i casi con edizioni realizzate sul posto. 
Un Festival che è anche un progetto ed un volano promozionale della Valle Camonica stessa, ideato nel 2003 (diretto allora dal M.o Sergio Bardotti – produttore discografico, autore Rai e uomo di cultura), creando un trait- d’union tra  il potere medianico dello Sciamano (inciso sulle nostre millenarie rocce – I graffiti camuni  presenti nei nostri Parchi sono stati il primo patrimonio Unesco) e il potere medianico dello Showman, fino a confluire con un calembour nel neologismo SHOMANO.  


Il filo conduttore 2021, 19ma edizione,  sarà la canzone d’Autore (con la A maiuscola, quella che non si pesa in base ai followers).
Si passerà attraverso i grandi cantautori per arrivare ai nuovi in un percorso di musica e poesia.
Una ricerca artigianale del suono e del verbo.  
In fondo credo siamo dei grandi sognatori anche quando navighiamo a vista, tracciamo rotte nell’aria, lasciamo segni.

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