Nessuno dovrebbe “credere” nella scienza, ma bensì “svincolarla”.

(Immagine dal Web e modificata dalla Redattrice)

Perché Galileo Galilei è considerato “il padre della scienza moderna”? A Galileo oltre alle importanti scoperte, come l’uso del pendolo per la misurazione del tempo, l’applicazione delle calamite e il telescopio dobbiamo il metodo scientifico sul quale ancora oggi si basa la scienza. Che cos’è il metodo scientifico? Sicuramente non la trascrizione di idee che vengono ad un ricercatore  la mattina appena desto, il metodo scientifico è un procedimento indiscutibile in base al quale un’ipotesi, dedotta dall’osservazione di un fenomeno, diventa regola e legge generale. Per fa si che l’ipotesi diventi una legge bisogna sperimentarla, cioè verificarla tramite esperimento che se ripetuto più volte deve dare lo stesso risultato. Solo quando tutto ciò è verificato la legge viene  tradotta in linguaggio matematico. In questo modo tutte le scoperte sono dimostrabili sia praticamente che matematicamente.

Quindi la frase, oggi di moda,  “bisogna credere nella scienza” forse non è proprio corretta, la scienza non è un “credo” non è un dogma al quale credere,  la scienza è dimostrata. Per affermare che una teoria sia sbagliata bisogna riapplicare il metodo scientifico e dimostrarne la non veridicità. Nel corso della storia però spesso la scienza nonostante la sua oggettività, è stata bersaglio di limitazioni, dovute spesso alla rivalità storica con la Chiesa cattolica.

Perchè spesso si arriva a limitare la libertà?  “ La Chiesa cattolica, che pure all’inizio non aveva manifestato ostilità verso gli studi di Galileo, cominciò a preoccuparsi delle eccessive novità”.  Che, come scritto  su un articolo dedicato a Galileo  su www.edatlas.it, sia colpa delle “eccessive novità”, che in questo caso riguardavano le teorie sul moto dei corpi celesti che toglievano la Terra al centro dell’Universo?  Sicuramente questo è uno dei motivi, ma il concetto di libertà è di certo più complesso e vasto. Più certo è  che la ricerca scientifica senza libertà non potrebbe portare a innovazione. Non è sempre stato stato così e forse non lo è ancora. Margherita Hack in un vecchio articolo su “Libertà di pensiero” scrive “ Se nel campo delle scienze biologiche, come la fisica, la matematica, la chimica il Vaticano non mette più bocca, lo stesso non succede quando si ha a che fare con le scienze biologiche” riferendosi alla legge 40 sulla fecondazione assistita. 

Facendoci bastare i “gradi di libertà” concessi continuiamo a porci domande e cercare delle risposte oggettive e dimostrabili.  Ah ma in fisica cos’è il grado di libertà?  Visto che, citando ancora Margherita Hack, “ la conoscenza scientifica rende liberi” non facciamoci mancare una nozione di fisica… possiamo pensare ai gradi di libertà come alle possibilità di movimento di un oggetto  in funzione dello spazio in cui esso si trova. Per chiarire meglio, immaginiamo di avere una matita su un tavolo,  essa potrebbe muoversi lungo l’altezza del tavolo, lungo la sua lunghezza e in più ruotare, se ne deduce che ha 3 gradi di libertà perché può muoversi in 3 direzioni.  Se poniamo un vincolo, cioè blocchiamo la matita, ad esempio alla punta, questa sarà solo in grado di ruotare e i suoi gradi di libertà si riducono a uno. 

Auguriamoci di avere sempre il maggior numero di gradi di libertà possibili e se così non fosse proviamo ad allentare i vincoli.

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