Intervista a Martina Coletta

Martina Coletta si candida alle amministrative 2021 al Comune di Roma, a sostegno di Calenda sindaco. Dopo alcuni giorni dal giorno delle elezioni compirà 40 anni, un passaggio importante, denso di riflessioni e bilanci, un punto di arrivo , ma anche e soprattutto, di partenza.

Molto legata al proprio municipio, il settimo, dove ha frequentato le scuole, dove canta nel coro, dove ha avuto la sua formazione e dove ha sviluppato la sua personalità, basata sui valori, sull’empatia e il rispetto per il prossimo.

Laureata in biologia, con lode, a TorVergata, di professione di nutrizionista, da sempre impegnata nel sociale ed eletta alle scorse amministrative nel secondo municipio, dove risiede con il marito e la piccola Diletta.

Innanzitutto grazie per la sua disponibilità. Le elezioni del prossimo 3-4 Ottobre porteranno alle urne molti italiani per consultazioni locali, in particolare per capoluoghi come Milano, Torino, Napoli, Bologna e Roma. Lei si candida proprio nella Capitale, ma secondo lei che rilevanza hanno queste elezioni a livello nazionale?

Roma è sempre un punto importante e fondamentale per la politica nazionale. Non solo per l’importanza che ha come capitale, ma anche perché ha sempre dato indicazioni di come saranno le elezioni politiche. Non è una città storicamente orientata verso un unico schieramento politico. Certamente i singoli quartieri possono esprimere vicinanze ad una formazione politica o ad un’altra, ma nella sua visione d’insieme, la città è un metro di misurazione della politica nazionale, di quello che il Paese sente.
Ci diranno molto su quello che saranno le prossime elezioni politiche, non è una città orientata verso un
La visione politica nzionale in generale
Roma è anche una città anche molto grande, e avrà quartieri a orientamento
Ma la media corrisponde al dato nazionale.

Ci può sintetizzare quali sono le 3 principali proposte che sta portando avanti nel suo territorio e che vorrebbe veder realizzate nei primi 100 giorni da eletto?

Fare una sintesi solamente su tre punti non è semplice perché Roma è molto grande e le tematiche sono molto variegate e diverse. Ma ci sono temi che sono comuni a tutti i quartieri, a tutti i municipi:
1) Prima di tutte la gestione dei rifiuti. Questo è un disagio che Roma ha da un po’ di tempo, a onor del vero, da prima di questa amministrazione Raggi e che deve essere affrontato con serietà e con collaborazione di tutti.
Su questo tema, penso che anche l’opposizione dovrà fare una propria parte, per trovare scelte condivise e non andare alla polemica, quando sarà il momento di realizzare. A prescindere di chi vincerà le elezioni.
Roma ora è indicata come la città più sporca del mondo e questa è una etichetta che nessuno di noi vuole sia ancora associata alla città
2) Altro tema che mi è particolarmente a cuore è la mancata manutenzione ordinaria delle caditoie. Questa è la sintesi delle tante mancanze: mancata raccolta dei rifiuti, mancanza di gestione del verde con le foglie che si accumulano, mancato lavaggio delle strade.
Gli allagamenti che ne conseguono la rendono poi molto pericolosa.
3) Terzo tema, non per importanza, ma perché derivante anche dagli altri, la Sicurezza stradale. Tema che mi vede particolarmente sensibile e che mi ha colpito anche direttamente: due mesi fa, sono stata investita sulle strisce pedonali e non sono ancora quella di un tempo e non so quando tornero’ ad esserlo. Questo incidente ha cambiato me e la mia vita, il mio modo di vedere la vita, e soprattutto le cose che si danno per scontato, come la salute e la libertà di movimento. La padronanza del proprio corpo, l’autonomia e la percezione di essere al sicuro , quando in realtà non lo siamo. Sono stata investita alla fine della discesa di Via Catanzaro, incrocio Piazza Lecce, alle 4 del pomeriggio, quando al mio posto poteva esserci un bambino, un ragazzo in bicicletta, una scolaresca. Non oso immaginare cosa possa accadere di notte.

Attraversamenti sbagliati, le strisce sbiadite e i cittadini distratti.
I controlli sugli andamenti del traffico, sugli eccessi di velocità, hanno un carattere prevalentemente repressivo, che si limita e si conclude per spiccare la multa e non per la prevenzione. Il numero degli incidenti in Auto, in Moto, a piedi è cresciuto in modo vertiginoso. E diventerà ancora più grande, probabilmente. Dobbiamo porre molta attenzione.

Il disincanto verso la politica nasce dal distacco tra istituzioni e cittadini, dal non saper cogliere bisogni e, ancor più, nel non saper fornire soluzioni concrete e rapide. Come pensa si possa ristabilire questo legame tra cittadini e istituzioni, tra elettori ed eletti?

Secondo me iniziando a fare dei Fatti. Tutti i consiglieri e tutti i candidati, parlano di cosa fare, ma quasi mai sul come farli. La politica si dovrebbe impegnare a fare meno comizi, perché sappiamo benissimo quali siano i problemi della città, e ci dobbiamo concentrare a fare, a realizzare le soluzioni.
Sono convinta che dopo questo primo passaggio, i cittadini si riavvicineranno ad una politica più concreta e fattiva.

Roma ha davanti un periodo di evoluzione e di nuove sfide che la aspettano – una tra tutti: il Giubileo del 2025 – mentre sembra che la campagna elettorale sia inchiodata su problemi molto concreti senza una visione di futuro. Non le sembra che questo sia un problema per la Capitale?

Da un lato sì, perché la lungimiranza deve essere una dote fondamentale per un politico, mentre si risolvono i problemi è necessario avere uno sguardo al futuro, una visione d’insieme,
Necessariamente anche per far ripartire l’economia, il settore del turismo che è fondamentale e fondante per Roma. Il Covid ha dato un blocco vero all’intera città. Tutti i settori sono stati impattati, non solo gli alberghi o le realtà ricettive, è un problema per i musei, per i teatri, per i tassisti, per i lavoratori dello spettacolo.
Dobbiamo pensare ad occasioni ad avere nuova linfa per il turismo e per la città nel suo insieme.

Concludiamo con un suo appello agli elettori.

Faccio due appelli. Il primo appello che faccio agli elettori è di informarsi prima di parlare: la politica ha tanti difetti, ma i cittadini devono sapere quale siano le persone che possono amministrare bene. Quindi la prima cosa è votare senza pensare alla croce sul simbolo ma alle persone che poi saranno in grado di realizzarle.

Secondo appello che faccio è quello di sentirsi responsabili, perché è solo dalla collaborazione dei cittadini che la città la vivono quotidianamente che si possono avere risultati. Sicuramente reprimendo i comportamenti sbagliati, quindi non sporcarla la città, ma anche segnalando cosa non funziona, partecipando ai dibattiti, fornendo idee, partecipando alla vita attiva.

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