Cogli la mela

La gente si aggrappa all’abitudine come ad uno scoglio, quando invece dovrebbe staccarsi e tuffarsi in mare. E vivere.

   Charles Bukowski

Tutti noi abbiamo quell’amico che si lamenta sempre, del lavoro, della vita, di tutto, ma non fa mai nulla per cambiare la sua condizione. Spesso lo sentiamo parlare di opportunità mancate, e percepiamo la sua costante, inarrestabile invidia per quello che ce l’ha fatta e la frustrazione che gli ricopre il volto come un velo nero.

(Immagine di Daniela Angeleri)

Le opportunità non sono per tutti. O forse sì? Basta allungare la mano e cogliere quel bel frutto maturo. Ma avete piantato un albero da frutto nel vostro giardino? O volete passare tutta la vita a invidiare quello del vicino?! Forse la faccio troppo facile, ma nulla è più facile del lamentarsi.

Si parlava di Libertà, lo scorso mese, del coraggio che questa richiede. Beh, anche le opportunità richiedono coraggio, il coraggio di superare i propri limiti mentali, il coraggio di essere incoerenti. La coerenza è una trappola pericolosa, perché sfrutta la parte razionale per incatenarci alle nostre decisioni, prese tempo addietro, che ci lascia ancorati a vecchie abitudini, che forse non vanno più bene. L’imprevisto è un grande generatore di opportunità. Eppure continuiamo ad associare alla coerenza una figura intellettualmente stabile, mentre l’incoerenza è quel tratto negativo della personalità. Oh povero universo, se fosse sempre stato coerente a se stesso.

Dobbiamo avere il coraggio di fare scelte incoerenti, consci della nostra forza e con la consapevolezza che si vince o si impara. Il problema è che ci aspettiamo che la vita ci dia quello che ci serve, cerchiamo soluzioni facili, e guardiamo nella stessa direzione degli altri. Evidentemente è una prospettiva sbagliata. Evidentemente le opportunità sono da un’altra parte. Forse sotto la superficie, al di là della nostra distrazione, forse nei nostri fallimenti, o nelle pieghe dei dettagli che non guardiamo, o nelle parole che non ascoltiamo, perché troppo presi dai nostri pensieri. 

“Noi abbiamo un corpo, abbiamo una mente, abbiamo uno spirito. Non li usiamo. Usiamo la mente solo per ricordarci i numeri di telefono o per imparare delle cose con cui guadagnarci il pane, ma non usiamo la mente per indagare, non usiamo la mente per fare altri esperimenti, e lo stesso con il corpo in verità. Noi non giochiamo abbastanza con le tante belle cose che abbiamo tra le mani. Più che agire, reagiamo. Siamo abituati, per routine, che se succede una cosa reagiamo così, ne succede un’altra reagiamo cosà e andiamo avanti in una serie di comportamenti già stabiliti, fissati, con pochissime varianti e con pochissima Libertà”


(Tratto da una delle ultime interviste a Tiziano Terzani)

Tiziano, grazie anche alla contaminazione della cultura asiatica, sostiene che il bello della vita sia l’armonia degli opposti. La vita è fatta dei contrari. L’uomo ha la sua ombra e non può certo eliminarla. La visione del Tao, yin e yang, luce e tenebra, non solo come contrapposizione, ma come fusione, contaminazione. All’interno della tenebra c’è un punto di luce e all’interno della luce c’è un seme di tenebra.

“E dinnanzi a questo orrore delle torri”, dice Terzani, riferendosi alla tragedia dell’11 settembre, “questo spaventoso senso della grande insicurezza che è la mia vita, e quella di tutto il mondo, ho visto il positivo. Dinnanzi a questa tenebra, ho visto una buona occasione per ripensare tutto, perché il Mondo mi sembrava cambiato per sempre, si tratta ora di accettare questo e di cominciare a cambiare noi.”

Una buona occasione nella vita si presenta sempre, il problema è saperla riconoscere e a volte non è facile.

E quando non si presenta? Possiamo anche provare a crearcela, uscendo dalla zona di comfort, da ciò che è più facile soltanto perché lo conosciamo già, dobbiamo sforzarci di pensare partendo da un punto di vista diverso, partendo dalla sfida più ardua. Un buon venditore lo sa, ad esempio, che non deve mai partite dalla vendita facile, un buon venditore parte dall’ostacolo più grande, dal prodotto più difficile, quando si deve dare un obiettivo. La sfida, la conquista sono grandi, immensi stimoli per generare delle buone opportunità laddove non ne piovano dal cielo.

La pandemia è stata una grande sfida ed una grande opportunità, ho sentito più di un coro spavaldo gridare “ne usciremo migliori, più forti e più uniti”. Ma secondo voi l’abbiamo colta davvero questa mela? O abbiamo almeno piantato l’albero da frutto? 

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