Fail Fast!

Il simbolo delle due frecce è quello del “Fast Forward”, dell’avanzamento veloce, noto almeno a quelli che come me usavano il Walkman per ascoltare la radio, prima che fosse inventato lo Skip sugli strumenti digitali.

In pochi ce lo diciamo, ma alla base del processo produttivo delle Start-Up, c’è questa idea, un avanzamento veloce, considerando il Fallimento come un punto del ciclo di vita dell’azienda o del progetto che si sta seguendo. 

Vedere il Fallimento come la base del successo, per non rifuggirlo, ma affrontarlo.

Prima di tutto è necessario abbandonare l’idea di raggiungere l’obiettivo facendo grandi falcate ma di fare tanti piccoli passi, ravvicinati e veloci. Quello che è nascosto in questa frase infatti, è un approccio che vede una iterazione rapida di elementi di controllo, la possibilità di validare il percorso fatto, passo dopo passo, in modo da considerare se si sta andando verso il fallimento, nel minor tempo possibile. 

Non è un’idea nuova, anzi.

Edison_Fallimento

Forse Thomas A. Edison esagerava ad essere orgoglioso della sua ostinazione che lo spinse a provare, i quei 1999 tentativi – vale la pena raccontarlo per far capire il significato di “ostinazione” – a far brillare un pelo della barba di un suo collaboratore (!!!), ma le prove fanno parte di una buona idea. 

Ad esempio quella buona idea ha permesso di rendere meno buie le nostre notti.

La visione che aveva Edison era tesa al successo industriale, economico e non teorico, ed era il capo indiscusso del team di sviluppo. Diceva, riferendosi a se stesso: “il genio è l’uno per cento di ispirazione e il novantanove per cento di traspirazione“. Quindi la fatica del perfezionamento.

Nikola Tesla, che di Edison fu collaboratore e poi sfidante in quella che divenne la “Guerra delle Correnti“, a proposito del metodo di quel metodo lavoro diceva: “se Edison deve cercare un ago in un pagliaio procede con la diligenza dell’ape nell’esaminare paglia per paglia, fino a quando trova l’oggetto della sua ricerca. Ero testimone dispiaciuto di tale comportamento, sapendo che un po’ di teoria e di calcoli avrebbero evitato il novanta per cento del suo lavoro“.

Probabilmente la verità è esattamente nel mezzo.

Le opportunità vanno seguite, a volte anche inseguite, dedicandosi con impegno, e a volte ci si può soffermare su quella che è la ricerca del “Sub-ottimo“. Negli studi “Teorici” di informatica si vede in modo lampante che il lavoro “a testa bassa” a volte è assolutamente controproducente. Fa appunto “traspirare” il 99% del tempo. Perché uno degli strumenti più utili per raggiungere un obiettivo  è “il buon senso”. 

Quindi tanto si è bravi ad iterare, validare o a rivedere in tempo il percorso da fare, tanto più si è in grado di capire se si sta procedendo per la strada corretta o si sta “fallendo” e, in tal caso, abbandonare il percorso che si sta percorrendo per tracciarne un’altra.

La tecnologia cresce esponenzialmente e questo approccio, veloce e snello, è sicuramente il fattore che può decretare il successo di un progetto. Perché tanto più un progetto è flessibile tanto più è robusto.

Lascia un messaggio

La registrazione non è richiesta.