Incontro con Danilo Grossi

Questo numero di Condivisione Democratica è proiettato verso le opportunità, le possibilità che ci vengono offerte dal particolare momento storico che stiamo vivendo. Una vera sfida epocale. Abbiamo come gradito ospite Danilo Grossi, l’Assessore alla Cultura, Comunicazione, Innovazione digitale del Comune di Cassino. Sebbene giovane, ha da poco superato i 40, ha alle spalle una lunga esperienza nella promozione delle realtà culturali, sia nel mondo imprenditoriale che in quello istituzionale.

Assessore, innanzitutto, immaginiamo quanto possa essere faticoso ricoprire il Suo ruolo, operare per una collettività. Cosa l’ha spinta a mettersi a disposizione del Suo territorio?

Mi ha spinto la voglia di migliorare il pezzo di mondo dove vivo. Il non accontentarmi e il non protestare per le cose che non vanno ma rimboccarsi le mani per farle andare meglio. Per questo sono tornato a fare l’Assessore in una città complessa come Cassino.

Quante e quali sono le responsabilità a cui deve fare fronte ogni giorno? E quali sono le aspettative che hanno i suoi concittadini?

Le responsabilità sono tante da parte di noi assessori ed in particolare da parte dei sindaci. E come amministratori locali siamo i vasi di coccio in mezzo a vasi di ferro. Siamo il primo interlocutore a cui si rivolge il cittadino per richieste, proteste o proposte. Ma siamo gli ultimi quando si parla di contributi economici, stipendi o tutele personali. Per questo motivo è sempre più difficile riuscire a trovare persone competenti e di valore che accettino di impegnarsi in questo settore.

L’Italia è spesso definita come la nazione dei comuni, che sono una grande ricchezza per il nostro territorio, ma è forse è necessaria una maggiore cooperazione tra di essi, soprattutto ora che un’entità quale era la provincia è diventata via via più evanescente?

Penso che come è stata proposta, la riforma delle provincie sia una delle peggiori riforme realizzate. Si è voluto da una parte tagliare soldi e rappresentatività territoriali andando incontro ad un disegno populista, ma dall’altro sono rimaste le competenze che le province devono portare avanti. Il fatto che sia il Presidente che i consiglieri provinciali siano anche consiglieri comunali non aiuta di certo.

Condivisione Democratica ritiene che le amministrazioni comunali, vivendo ogni giorno i problemi reali ed in “diretta” del territorio, dei nostri paesi, della nostra gente, meriterebbero posizioni di rappresentanza negli organi istituzionali del nostro Paese. Se potesse parlare direttamente al parlamento – e nel nostro piccolo ci facciamo megafono per questo – cosa chiederebbe per il proprio comune e per la propria amministrazione?

Per troppo tempo l’ANCI ha lanciato grida di aiuto ma finora non è stata ascoltata. Ma così non si può davvero andare avanti nonostante il grande amore che ogni amministratore ha per il proprio territorio. Il Parlamento deve rendersi conto che deve tutelare maggiormente gli amministratori locali.

Cassino è un paese ricco di tradizioni e caratterizzato da numerosi fatti ed avvenimenti storici. Ce lo può descrivere a Suo modo?

Cassino è stato attraversato da diverse epoche storiche, dal periodo romano a quello medievale in cui grazie all’Abbazia di Montecassino e a San Benedetto è diventato il centro della nascita di una cultura occidentale, oltre luogo di conservazione della cultura classica. Senza poi considerare quanto sia tristemente nota per gli avvenimenti storici durante la seconda guerra mondiale con la completa distribuzione della città e dell’Abbazia che si trovava sulla linea Gustav.

Come intende procedere alla valorizzazione del patrimonio culturale del comune di Cassino? Quali sono i Suoi futuri programmi?

Abbiamo lanciato a fine di questi mesi tremendi di chiusure #RestartCassino, il progetto che prevedeva la riapertura di tutti i luoghi della cultura. Dai musei ai teatri, dalle sale ai monumenti storici. Sia gli spazi che erano stati chiusi a causa delle restrizioni sia quelli che erano già chiusi precedente. Questa ripartenza ci sta dando grandi soddisfazioni e con la riapertura degli spazi c’è anche una evidente nuovo spirito creativo che ci fa contare decine di eventi settimanali per tutti i gusti.

In quest’ottica di valorizzazione, come pensa di incrementare la partecipazione dei cittadini, quali soggetti interessati alla fruizione dei presidi culturali?

I cittadini se debitamente sollecitati e se messi nelle migliori condizioni rispondono pienamente alle sollecitazioni. Soprattutto quando la proposta è ampia e diversificata come avvenuto questa estate.

C’è poi il desiderio di valorizzare il patrimonio di natura immateriale, legato alle tradizioni, ai saperi e alle creatività artistiche di uomini e donne che vivono nel territorio di Cassino. Come pensa di integrare tali esigenze con la promozione del patrimonio culturale? Considerato poi che indubbiamente un serio progetto di valorizzazione richiede un adeguato impegno economico, come pensa di risolvere questo problema?

Ormai sono finiti i  tempi in cui i comuni avevamo grandi risorse da investire. in particolare Cassino , con il dissesto in atto ha grandi problematiche economiche . Ma questo non spaventa e non ci ha mai spaventato. Attraverso la progettualità per intercettare finanziamento regionali o ministeriali, la visione, il rapporto con associazioni ed imprenditori , si possono davvero realizzare dei piccoli grandi miracoli culturali che appena qualche anno fa sembrava impossibile. Mai arrendersi, perché le cose possono cambiare.

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