Il Tesoro

Il mondo narrato in questo bellissimo video é quello di un oratorio salesiano, il Don Bosco di Varazze, cittadina in provincia di Savona, e rappresenta un po’ tutto il mondo pastorale, una tradizione consolidata soprattutto nella Diocesi di Milano, che affonda le sue origini nel XVI secolo, si sviluppa negli anni e raggiunge attualmente grandi numeri (secondo le ultime stime, su 8000 oratori italiani almeno un oratorio su dieci é ambrosiano), affermandosi come punto di riferimento fondamentale per la vita delle comunità.
Questi luoghi si caratterizzano come centri di incontro, con l’obiettivo di percorrere un cammino tutti insieme, di ‘fare comunità’, di educare alla vita, portando avanti valori sani e saldi, contrastando il senso di smarrimento, scoraggiamento, paralisi o il pensare solo a se stessi.

Come ha scritto Don Stefano Guidi, Direttore della Fondazione Oratori Milanesi nel suo ‘Decalogo per gli oratori‘, l’oratorio è per tutti, ma non è tutto. In oratorio si favorisce il convergere di tutte le forme di attenzione educativa presenti nel territorio: i gruppi cristiani, la scuola, le associazioni sportive, i gruppi culturali, musicali, teatrali, per l’unità nella pluralità.

Gli oratori si configurano aperti, come possibilità per tutti, dove si partecipa insieme a giorni di formazione, di preghiera e di festa.
Ed è proprio questo mondo, fatto di colori, di corse e di rincorse, di sorrisi e di gioie, di magia e di amore, che viene descritto con grande passione da Filippo Poggio, laureato in Media Design al Naba di Milano, giovane e talentuoso creativo.


Regia, montaggio e sceneggiatura: Filippo Poggio
Colorist: Michele Bianchi
Operatore riprese: Christian Damele
Fonico: Pietro Lepori

LA TRAMA

Due bambini credono che si giocherà a breve ad una caccia al tesoro e che ci sarà anche Gesù a giocare con loro perché è stato proprio lui a suggerire loro la chiave del gioco: cercare, chiedere e bussare.
L’oratorio è vita, è energia in continuo movimento.
Mentre i due bambini discutono sottovoce su come trovare il tesoro, un altro si aggira tra i corridoi per trovare un luogo dove nascondersi.
Si inizia a giocare a nascondino.
Tutti i posti sono occupati, il tempo sta per scadere, ma, ad un tratto, quel bambino inizia a salire le scale…
Si starà forse dirigendo verso il suo tesoro?

Cos’è la vita se non una grande caccia al tesoro?

Gli indizi e le tracce sono molteplici e spesso ci portano a seguire strade diverse, ad allontanarci dall’obbiettivo finale.
‘La vita è una vocazione. Tutti sono in cammino verso la stessa meta, ma non tutti percorrono la stessa strada’ – ricorda Don Guidi.
E’ un viaggio tra labirinti e percorsi possibili.

Mi piace l’idea di porre il gioco del golf come paradigma della vita.
Nel Golf  lo swing è il gesto atletico che porta al bersaglio: movimento determinante per  focalizzare l’obiettivo, trovando  il giusto controllo della respirazione, delle emozioni e della mente.

Dentro ciascuno di noi c’è un solo vero autentico swing, una cosa con cui siamo nati, una cosa che è nostra e nostra soltanto, una cosa che non ti può essere insegnata e non si impara, una cosa che va ricordata sempre e col tempo il mondo può rubarci quel nostro swing che può finire sepolto dentro di noi sotto a tutti i nostri avrei voluto e potuto e dovuto… c’è perfino chi si dimentica com’era il suo swing. Sì, c’è perfino chi se lo dimentica com’era.”
Così si esprime il personaggio di Bagger Vance, interpretato da Will Smith, ne “La leggenda di Bagger Vance”, film del 2000 diretto da Robert Redford e tratto dall’omonimo romanzo di Steven Pressfield).

“Fissi con attenzione Bobby Jones. Quello che fa adesso è un capolavoro. Guardi come prova lo swing. Sembra quasi che stia cercando qualcosa. Poi lo trova. Fa in modo di mettersi in contatto con se stesso. Trova la concentrazione. E ha tanti colpi fra cui scegliere: un duf, un top, uno scal…
Ma c’è soltanto un colpo che è in perfetta armonia con il campo. Un colpo che è il suo. Un colpo autentico. E lui sceglierà proprio quel colpo. C’è un colpo perfetto che cerca di raggiungere ciascuno di noi, non dobbiamo fare altro che toglierci dalla sua traiettoria, lasciare che lui scelga noi… guardalo… è nel campo. Vedi quella bandiera? È un bel drago da sconfiggere. Ma se lo guardi con occhi gentili, vedrai il punto in cui le maree e le stagioni e il roteare della Terra tutto si incontra. E tutto ciò che è, diventa uno. Tu devi cercare quel posto con il tuo cuore. Cercalo con le mani, non pensarci troppo, sentilo. Le tue mani sono più sagge di quanto sarà mai la tua testa. Ma non ti ci posso portare io. Spero solo di poterti aiutare a trovare la via. Ci sei solo tu, quella palla, quella bandiera e tutto ciò che sei. Cercalo con le mani. Lo stai guardando Junuh. Non pensarci troppo. Sentilo. Sei solo tu. Quella palla è il rifugio del tuo autentico swing. Quella bandiera e tutto ciò che sei.”

Ma cosa significa trovare il proprio swing?

Trovare il proprio swing significa scoprire ed utilizzare la “propria voce”, la propria passione.

Questo è ciò che fa un Coach – afferma il Maestro Paolo De Ascentiis, Ambassador della PGA Italianalavorare sulle potenzialità inespresse, portare l’allievo a scoprire le proprie risorse, le proprie specifiche peculiarità, il proprio talento.
E’ un processo di scoperta della nostra vera natura che ci consente di sviluppare capacità ed intelligenze innate fino ad allora inespresse.

Da piccoli ci danno dei pre-swing, ci danno nozioni ed istruzioni, ci dicono cosa è giusto o non giusto fare. Crescendo dobbiamo sempre cercare di ‘guardare in avanti’, di non farci distogliere l’attenzione dagli obiettivi prescelti. E’ come guidare una macchina: nessuna distrazione e guardare sempre davanti a noi. Il primo colpo che si gioca nel Golf si chiama ‘drive’ ovvero ‘guida’. A volte, noi perdiamo la bussola. Esiste un caos con cui è necessario fare i conti. Nonostante gli ostacoli, non dobbiamo mollare mai. Dobbiamo guardare avanti,  sempre prefiggerci un obiettivo, non smarrire la direzione. Per superare le onde serve il timone, che va tenuto ben saldo tra le mani, serve aver ben chiara la via da percorrere e individuare il porto d’attracco.’

Significa diventare consapevoli della propria mission e ispirare gli altri a trovare la loro.
Questo il ruolo degli educatori, il senso dello sport e la valenza della cultura.


Filippo Poggio
linkedin.com/in/filippopoggio/
https://vimeo.com/filippopoggio



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