Intervista a BlueAngy

BlueAngy due occhi di angelo per rivitalizzare l’amore. Come salvare le coppie che “scoppiano” e far rifiorire la relazione amorosa.
di Giovanna La Vecchia

I moralisti sono soltanto aspiranti peccatori a cui è mancata l’offertaCharles Bukowski

Libera, bella, audace, intraprendente e pienamente consapevole. Queste le prime sensazioni che abbiamo ascoltando le parole di BlueAngy. Una donna che con grande garbo, eleganza e fascino ha voluto raccontare, attraverso i suoi libri e la sua stessa vita, il significato della femminilità come “strumento” di riscatto e di vittoria. Angela è una combattente e le sue armi sono la gentilezza, la gratitudine, la pazienza, la sincerità, l’amore e l’altruismo. “Nutrire rancori equivale a morire lentamente” scrive “impariamo piuttosto a fare pace prima di tutto con noi stessi per poi essere in grado di farlo con gli altri”. Scrittrice di due romanzi di successo “Come fare del bene agli uomini – Vita e consigli di una cortigiana perfetta” edito da Einaudi e “Sesso, amore e liberazione – Complicità ogni oltre tabù per vivere felici la coppia ai tempi dell’amore infedele” Dario Flaccovio Editore, BlueAngy sta lavorando al suo terzo libro di prossima uscita dal titolo “Eros che mi lega, l’amore che mi scatena – Tutta la fragilità di una escort”, felice e soddisfatta di “aver deciso di cavalcare il lato sano e artistico della sessualità”. Formatore di benessere, life coach, motivatore, scrittrice, realizza percorsi psico-fisici per itinerari di vita, di origine ungherese, innamorata dell’Italia. Nel suo primo libro, un racconto autobiografico, BlueAngy narra di come, senza arcaici pregiudizi, si è ritrovata a fare il mestiere più antico del mondo. 

Copertina del Libro (Einaudi)

Nel suo primo libro “Come fare del bene agli uomini” edito da Einaudi parla della sua esperienza personale senza veli e senza nessun tipo di filtro partendo dalla sua infanzia a K. in Ungheria, il suo rapporto con la famiglia, il matrimonio a 17 anni, la gravidanza giovanissima, il rapporto con la religione. Cosa si porta addosso ancora oggi di tutte queste esperienze difficili e drammatiche?

“Siamo tutto ciò che il caso ha voluto che fossimo e quello che le esperienze personali che ci sono capitate hanno condizionato o adattato alle contingenze. Non so se la mia vita sarebbe potuta essere quella che è, e che è stata, se non ci fosse stata per me quella realtà di povertà e bellezza. Siamo tutti sempre l’insieme ineludibile del nostro passato e del nostro presente. Contesto e mezzi sono ciò che fanno le vicende della nostra vita, che poi chiamiamo il nostro destino. E’ illusoria la sensazione di libere scelte. Quando ripenso di tanto in tanto alla mia infanzia e adolescenza, al dramma di quegli anni, mi commuovo e sento dentro la mia anima un profondo dolore e non amo ricordare. Ma è una cicatrice, una ferita che non guarirà mai, quando i pensieri tirano fuori il mio vissuto arrivo ancora a soffrirne fino alle lacrime, ma poi volto pagina, vado avanti e continuo a costruire la mia vita, il mio futuro, cerco di distrarmi dal pensiero di quel periodo e do spazio dentro di me a tutta la bellezza che ho creato con sacrificio, coraggio, forza e determinazione”. 

Cos’è la bellezza per lei? Arma di seduzione, traguardo, obiettivo, strumento e alleato per ottenere “facilmente” un risultato che le consenta di avere una vita più leggera?

Immagine dell’Ospite

“La bellezza è, come un qualunque talento, un dono di cui non abbiamo nessun merito per averlo ricevuto, così come nessuna colpa se avessimo un handicap. Sono giunta alla conclusione, che nel mio caso la bellezza sia stata una sorta di silente indennizzo datomi da quel Dio sconosciuto, dalla Natura, da quel che vi pare e, una volta ricevuto, sono poi stata abbandonata a me stessa ritenendo di essere già stata ripagata abbastanza. Col dono della bellezza non c’era alcun libretto di istruzioni d’uso. Ed anche in questo caso c’è nondimeno l’illusione delle libere scelte che farebbero merito o demerito per premi o condanne. Ma una bella donna è uno stimolo sessuale permanente e ciò non è una scelta, accade, così come accade ogni altra cosa nella vita. Sta a noi sapere cosa farne, possibilmente l’uso migliore possibile, non serve in fin dei conti abbandonarsi a troppi pensieri o a troppi giri di parole, la vita è costruita su molteplici elementi e noi dobbiamo tener conto di tutto nel migliore dei modi”.

Angelo e diavolo, due aspetti apparentemente in contrapposizione che lei sembra vivere alternativamente per essere una donna completa e realizzata. Convivere con entrambe significa aver sviluppato una esperienza di grande equilibrio e forza. Quanto è importante coltivarle contemporaneamente nei rapporti umani?

“Un equilibrio è qualcosa che si stabilisce per forze intrinseche e quindi fuori dal nostro controllo. Certi approcci sono solo tattiche adottate sul campo in funzione di momentanei obiettivi. Nei rapporti con gli altri, per esempio, contano molto anche gli atteggiamenti dei singoli “altri”… E’ il segreto della  adattabilità…. ed adattabilità è a volte presupposto determinante alla sopravvivenza”.

I suoi riferimenti sono Linda Evangelisti e Brigitte Bardot, due donne straordinarie. Cosa l’ha affascinata di loro oltre la bellezza?

Immagine dell’Ospite

“Anche i riferimenti cambiano durante la vita. In un certo momento una Barbie può anche esserlo… in un altro momento, esperienze di vita ce ne fanno riconoscere altri che meglio sono confacenti ad una visione meno semplicistica e circoscritta dei valori. Non rinnego niente del mio passato, ma quei personaggi in un certo momento della vita potevano essere dei riferimenti, ma la storia della mia vita vissuta non li fa più dei riferimenti adeguati. Loro per esempio, per contingenze e/o circostanze che a me non sono capitate, hanno potuto fruire in modo diverso dei loro doni di natura. Ho infatti capito, che avere il coraggio di usare gli strumenti che ci si ritrova, anzichè attardarsi a imitare altri lagnandosi poi per le chance capitate ad altri anzichè a noi, è l’unica sensata strategia pragmaticamente utile al perseguimento del miglior vantaggio “possibile” che ne può discendere, dalle nostre virtù, come dai nostri limiti. Noi siamo il vero riferimento di noi stessi. Il resto è illusorio”.

Cosa cercano gli uomini in una donna “comoda”?

“Una figura che si conforma ad un molto confuso personaggio onirico e semplicistico, di cui percepiscono solo momentanee risposte a proprie esigenze. Va bene praticamente per tutto quel vuoto di cui un uomo ha in un determinato momento. Può essere una mamma, una sorella, un’amica, un’ascoltatrice, una dialogante, una gran puttana come una casta madonna… tutto… ma soprattutto rappresenta ciò che serve ad uno schiocco di dita, senza che abbia neanche a faticare per immaginarsela realisticamente. Una donna comoda è una donna che non esiste fuori dalla mente di chi la immagina. Le migliori donne comode sono quindi quelle che sono buone attrici: sono quelle che sanno capire e funzionare come la donna che serve al momento, più che essere le donne che realmente sono… – cosa quest’ultima che all’uomo interessa molto poco. In altre parole, le donne comode sono quelle che sanno non esistere come individualità a vantaggio delle aspettative dell’altro. Le donne comode sono personaggi solitari. In questo senso sono donne che non esistono”.

Nel suo libro si incontrano molte tipologie di uomini disposti a tutto pur di averla tutta per se, ha mai pensato di fare una scelta di unicità, una vita tranquilla, ci pensa mai al futuro?

“Sempre!… ma è una esercitazione di pura fantasia. Io non posso permettermi aspirazioni. Io sono troppo impegnata a “dover prendere” tutto e subito nell’ottica di un funzionale “carpe diem”. Io non ho futuro, a differenza di tutto il resto dell’umanità che nel tempo accumula crediti a compensazione di un infragilimento, ovvero invecchiamento, ma che ne può addirittura accrescere il “valore residuo” complessivo sul mercato. Nel mio caso questa eventualità non c’è: al momento che la natura si riprende i doni che mi sono stati dati in prestito io sono finita. Io non valgo niente nel mercato dell’usato. La storia delle grandi cortigiane le vede praticamente sempre morire dimenticate ed in povertà”.

Immagine dell’Ospite

Fare l’amore nel modo più classico, come una donna con un uomo ma in maniera perfetta. Cosa significa fare l’amore in maniera “perfetta”?

“Significa sentire il piacere dell’altro. Saper godere a sentir l’altro godere. E’ per questo che hanno senso incontri a tre e più, poliamore ed altre forme poligame o poliandriche che siano. Io godo nel vedere e percepire il mio amante godere, non importa come si scatena il piacere, perché il piacere è sempre e solo in noi stessi. Il momento del piacere è sempre un momento di solitudine scatenato da ciò che lo può scatenare. Si dice che il sesso straordinario è quello sporco e perverso, si confonde il meccanismo della provocazione del piacere col piacere sessuale stesso, che è invece castamente solitario. Sempre masturbatorio, oserei direi”.

Non tutte le donne che non possono permettersi un cappotto in inverno decidono di lavorare in un topless bar, ha mai pensato di avere un lavoro “ordinario” con uno stipendio “ordinario” ed una vita “ordinaria”?

“Si, ci ho pensato. E comparato a quello sgargiante ed edonistico che faccio mi son sempre apparsi lavori infinitamente noiosi, un “se non si può avere niente di meglio…allora…”. Per questo motivo se lei chiede a molte donne, che magari fanno le cassiere, le parrucchiere, le badanti o le domestiche, vedrà che nel segreto dei loro pensieri vagheggiano, sia pur in una dimensione fantastica, poter fare per una volta proprio un simil-mestiere come quello che abitualmente faccio io. Addirittura penso che questa sia addirittura una grande dimensione di sanità psicologica per le donne che dovrebbero imparare a saper sfruttare. Ma un conto è una fantasia, altra cosa è metterla in atto. Sto pensando un libro su questo argomento. Chi vivrà vedrà”.

Cosa la spaventa di più la mediocrità o l’ipocrisia?

“Ovviamente l’ipocrisia. La mediocrità è, come la genialità, qualcosa che ci si ritrova. Quest’ultima è un talento, un dono di natura… la prima spesso un discorso da sesso-degli-angeli  e ci vuole un Cimabue per scoprire che una mediocrità è spesso genialità nascosta”.

L’attrice o la psicologa. Avrebbe preferito l’uno o l’altra perché non ha costruito questo sogno studiando e laureandosi?

“Per tante contingenze di vita. perché sono nata povera ed in una famiglia disfunzionale. Mi son dovuta aiutare con le mie momentanee risorse, con quello che avevo, con quel che potevo fare, con l’illusione di immaginare di potercela comunque fare. Per tanti motivi e fraintendimenti e aspettative deluse o illusioni o meccanismi difensivi per non crollare e per non soccombere sotto le macerie della mia esistenza. Quando avrei avuto bisogno di determinati aiuti, non li ho avuti, ma ho avuto che altri prendessero da me e questo mi ha illuso che ce la potevo fare. In momenti della vita quanto è facilissimo “fraintendere”.

Cosa manca agli uomini ricchi?

“Il non rendersi conto che disporre di denaro non è cosa da tutti, ovvero che quello della ricchezza  non è lo stato ordinario di natura, con tutto ciò che da questo discende. Scambiano buona sorte per virtù. E gli manca la persistente consapevolezza che non tutte le soluzioni sono acquistabili”.

Spesso nel suo libro si legge “ho mollato tutto ed ho ricominciato”, sembra che questa sia per lei una esigenza irrinunciabile, paura della stabilità e della quotidianità o curiosità e fame di vita?

“Che altro si può fare quando non c’è altro da… poter fare?”

Lei dichiara che “i clienti americani sono diversi, io li preferisco” ci può spiegare questa sua affermazione?

“I clienti americani riflettono la natura utilitaristica e concreta di emanazione calvinista della società capitalista. Il denaro ed il successo, proprio perché entità desiderabili a cui si aspira, sono visti come valori, espressione cioè di un successo salvifico e quindi non demonizzati. Ne consegue un atteggiamento pragmatico e concreto che rifugge da fastidiose angustie di opinabili demonizzazioni, con la comoda estrinsecazione in semplici rapporti di tipo on-off. Se una cosa non funziona, si passa ad altro. Insomma, noi europei siamo più alambiccati e tormentati nelle nostre azioni perché zavorrati da una storia di simboli e riti della nostra cultura più sofisticata e barocca, ma che ci rende tutto meno diretto e quindi più complicato”.

“Nel mio mondo è difficile realizzare un rapporto sentimentale con un uomo”, ma realmente lo vorrebbe?

“Certo che lo vorrei! Ma mi domando, essendo io quel che sono e quel che faccio, quanto “l’altro” vorrebbe realizzarlo? E’ una situazione di irrisolvibile conflitto: sono desiderabile per come sono… ma da rifuggirsi per quel che sono”

Pensa molto alla sua infanzia, scrive. Una infanzia terribile che nessuna bambina dovrebbe mai avere, eppure qualcosa di bello e di buono è riuscito a ritagliarselo, forse nella sua immaginazione o forse per la necessità di sopravvivere a tutto quell’orrore. Che rapporto ha con sua figlia?

“La mia infanzia ha condizionato il dover cavalcare senza scrupoli il mio solo talento, la bellezza. In certe condizioni di vita gli scrupoli sono un lusso. Un avventuroso coraggio mi ha dato il successo che con i miei mezzi potevo ottenere. Ed è in questo senso che ritengo di “avercela fatta”. I propri figli son sempre portati più a vedere i lati positivi dei genitori degli altri, ed a vergognarsi dei propri. L’erba del vicino è sempre più verde. Poi si cresce, si tocca con mano la pervasività delle difficoltà e si riesce anche a capire cosa i propri genitori hanno fatto con i mezzi che si ritrovavano. E si cambia idea. E’ ciò che è accaduto anche con mia figlia”.

“Sesso amore e liberazione” è il suo secondo libro edito da Dario Flaccovio Editore, il sottotitolo è “Complicità oltre ogni tabù per vivere felici la coppia ai tempi dell’amore infedele”. Ci spieghi meglio.

Immagine dell’Ospite

“Se guardiamo la storia dell’umanità, vediamo che è sempre stata zavorrata da misconcezioni, dogmi, valori gratuitamente assunti che sono la manifestazione del derogare dalla natura sulla scorta di congetture culturali e religiose di valore presuntamente assoluto, e che hanno creato cacce alle streghe, persecuzione del razionalismo scientifico ed altre superstizioni. Tutto questo coacervo di misconcezioni ha alimentato ed alimentano tabù che creano infelicità e che sono difficili da sradicare. La ricerca della felicità è soprattutto una ricerca della verità, cioè in primo luogo l’azione di infrangere immotivate consuetudini e pseudo-valori. Per esempio, la natura mostra che gli animali, umanità inclusa, sono poligamici e poliandrici, ma la cultura dell’animale uomo è convenzionalmente monogamica, creando così un conflitto con una innaturale sovrastruttura intellettualistica ma naturalisticamente infondata e che finisce poi per esprimersi in infedeltà, poliamori, cioè, in forme surrettizie che mirano a compensare la non sintonia con la natura”.

Lei si definisce una cortigiana perfetta. Ci dica in tre punti i requisiti fondamentali per essere una buona cortigiana e soprattutto il perché una donna dovrebbe essere, sentirsi o diventare una cortigiana.

Copertina del Libro

“Godere nel far star bene la gente. Saper diventare per un breve momento il personaggio dell’immaginario del cliente. Far sentire importante e “capito” il cliente quand’anche non se lo meritasse”

Massimo Zivelli  nella prefazione del suo secondo libro la definisce “personal trainer del benessere psicofisico, maestra e guru dell’equilibrio e della felicità”, dove ha trovato l’energia positiva e dinamica per essere tutto questo?

“L’esperienza che, unitamente al mio interesse umano, ha fatto sì che ricercassi e sperimentassi continuamente in quella impagabile scuola esistenziale sintetizzabile in: “così è la vita”… prendere o lasciare”.

Molte donne si sentirebbero addirittura offese dal suo atteggiamento con gli uomini e dai consigli che dispensa nel suo libro-saggio, come risponde alle critiche che le vengono rivolte da una parte del mondo femminile?

“Non è esattamente così. L’atteggiamento delle donne è composito ed ha due facce: una apparente e l’altra nel segreto dei propri pensieri. Esternamente disprezzarmi con la scorta dei luoghi comuni del caso, è un modo di autogratificarsi agli occhi degli altri con discorsi un po’ da “Volpe e l’uva” esemplificabili in “io però sono per bene e lei no”… ma nel segreto dei loro pensieri “invidiano” la potenza che riesco ad esplicare nel mio ruolo ed i benefici che me ne vengono. Tutte le donne desiderano segretamente di poter vivere almeno per una volta la vita brillante ed avventurosa di una BlueAngy… – ma non osano dirlo, non si può dire da brave signorine ben educate”.

Il percorso parte dalla percezione della figura femminile nel corso della storia dell’umanità, quali studi ha approfondito per scrivere il suo libro?

“Sono affascinata dalla storia e dalla psicologia che con questa si innesta. La donna ha sempre avuto un ruolo di sudditanza rispetto al maschio e tuttora fatica a liberarsene. Di ciò ho imparato sulla mia pelle e sul patrimonio rappresentato dai miei clienti, che in gran parte sono persone molto scolarizzate con cui parlo molto “anche”.

Nel testo ci sono testimonianze di donne e di coppie che hanno raccontato la loro personale esperienza. Come ha effettuato la scelta?

“Ho scelto casi tipici e ricorrenti nei rapporti umani. Gli esseri umani si ripetono nella sostanza così come in un meccanismo di corsi e ricorsi più di quanto si pensi. Siamo più simili di quanto non si creda, siamo anzi tutti simili in immagine e somiglianza a Dio…. ah ah ah!”

Autostima, consapevolezza, comprensione della propria sessualità, istinto, chimica, complicità e libertà. Un’analisi a 360 gradi dell’universo femminile e maschile. Una sorta di manuale per sostenere la coppia in tutte le più svariate sfaccettature. Quanto è necessario oggi approfondire la parte più intima di ognuno di noi?

“La parte più autentica, genuina e sincera di noi è quella intima, perché segreta.  L’approfondimento del nostro intimo è quindi segreto ed in linea di massima ci vergogniamo di parlare del nostro intimo, accettiamo di farlo solo fingendo di ascoltare la nostra intimità come caso degli altri. Ci riconosciamo segretamente, ma non lo dichiariamo che rarissimamente. Nondimeno, anche riconoscendosi nelle storie degli altri, ciò funziona come un approfondimento del nostro intimo”.

Quanto conta la curiosità in un rapporto a due?

“La curiosità è il presupposto per la conoscenza. Se non si ha ”interesse a volere capire” –, la curiosità appunto –, non si ottiene conoscenza. E che altro mai è un rapporto di coppia se non un’esperienza di mutua ed approfondita conoscenza reciproca? Un incontro di diversità che tentano di voler capire come condividere momenti, pensieri, cose, sentimenti, in poche parole conoscersi per capire se ci si può mutuamente accettare”.

Io ce l’ho fatta, è il titolo di uno dei suoi paragrafi. Eppure a BlueAngy manca qualcosa, l’amore.

“Si, perché l’amore “immutabile ed eterno”, è un meccanismo inconscio, ancorchè fuorviante, che nondimeno alberga nel subconscio di tutti, che altro non è che un continuo divenire: ogni momento è un traguardo ed una nuovo inizio per una nuova sfida. Farcela, significa sostanzialmente, avere ancora le risorse ed il piglio per volere continuare, anzichè tirare i remi in barca”.

Potrebbe dire “il cliente ha sempre ragione”?

“Certo!!!!… E’ il privilegio universale che ha sempre colui che paga per ricevere – “il cliente” appunto – rispetto a colui che riceve senza pagare. Chi paga gode di un miglior servizio ed è per questa ragione che molti uomini sposati vanno alla ricerca di escort per fruire di qualcosa che potrebbero avere gratis con le loro mogli. perché mai demonizzare ciò che apporta valore ad un rapporto? A volte la gratuita ideologia di un cosmetico moralismo snatura la “verità” delle cose. Semmai bisognerebbe “educare il cliente” a fruire di una escort, sarebbe un non disprezzabile ulteriore valore aggiunto”.

Spesso molti rapporti di coppia contengono una buona dose letale di ipocrisia, perché accade e come superare questo ostacolo?

“L’ipocrisia è una difesa che discende dalla nostra incapacità ad affrontare la naturalità della fine di un rapporto. Nei rapporti, come per tutte le cose in natura c’è lo splendore della nascita, l’effervescenza della crescita, la noia della consuetudine, la erosione e la decadenza del rapporto. Se non esiste l’eternità (ahimè), esiste tuttavia il “senso di eternità” e l’ipocrisia è come approccio placebo a “tirare” finchè… i nodi possano arrivare al pettine il più tardi possibile e smussati delle ruvidità. L’ipocrisia ammorbidisce solo la tristezza della fine, ma vale quanto una bugia serve ad aiutare un malato terminale”.

Cos’è il marchio BlueAngy?

“Sul conto di BlueAngy è stato detto di tutto ed il contrario di tutto. BlueAngy ha il marchio di una criminale come quello di una puttana santa. Dipende quindi da chi risponde alla domanda. Quello in cui meglio mi riconosco, perché mi descrive nel mio più aderente modo di essere e di pormi, è la descrizione che ne è stata fatta in un blog,  che non riguarda me in modo esclusivo, in un pezzo il cui titolo è: “Quando fare la escort è un’ arte”. (Se “googglate”… “rispettabile escort” è il pezzo del 17 gennaio 2017)”.

E’ in uscita il suo prossimo libro dal titolo “Eros che mi lega, l’amore che mi scatena – Tutta la fragilità di una escort”, vuole anticipare qualcosa per i nostri lettori?

“In effetti ho più di un libro “in progress”, cioè in quell’ inesauribile e tormentoso processo di gestazione della preparazione di un libro. Scrivere libri è infatti anche un processo di contemporanea evoluzione e crescita di se stessi. E’ obbiettivazione di pensieri, riflessione, è ricerca che si concretizza in ultima analisi in un’esperienza di una miglior conoscenza di se stessi che è quindi anche un inevitabile spesso rinnegarsi. Questo significa che quando mi sembra di essere giunta alla fine, scopro di dover ripensare e rifare tutto in altro modo. Anticipare può quindi significare mentire su ciò che sarà il prodotto finale. Quello che posso dire è che uno dei testi in preparazione è un momento di riflessione su me stessa, che sintetizzerei in un “anche le escort si innamorano”, mentre l’altro è più problematico e difficile, perché vuole “osare” una sorta di rivoluzione copernicana nel modo di pensare il “fare la escort”, mirando a riuscire nella dimostrazione che, come per il peccaminoso aborto di ieri divenuto oggi un diritto della donna, quello di poter fare la escort può essere anch’esso un legittimo diritto della donna, riconosciuto e rispettato come qualsiasi altra forma d’arte. C’è molto da lavorare perché come è facile capire, in un’ epoca ancora da caccia alle streghe, osar dire che le streghe non esistono, è già esso uno stregonesco crimine. Chi vivrà vedrà”.

Cosa vorrebbe dire BlueAngy di BlueAngy? Si faccia una domanda e si dia una risposta.

“Che per quanto mascherata da molteplici aspetti che incuriosiscono di più e/o interessano di meno, la persona BlueAngy è invece infinitamente plasmata di ordinari sentimenti ed aspettative. Non le è congeniale quell’apparente, ancorché garbato, “cinismo di ruolo” che deve a volte ostentare perché altrimenti l’interlocutore, che è incuriosito dal personaggio più che dalla persona, ne sarebbe deluso. BlueAngy ama amare “disinteressatamente”, darebbe tutto quello che ha per un “principe azzurro”, ma BlueAngy è anche  stata formata all’università della vita e sa di doversi accontentare perché altro non può avere. Ho imparato ad accogliere tutto quello che viene, adattandomici, più che a pretendere che dovesse essere diverso, perché espressione dell’incontrovertibile ed enigmatica natura del destino. Se sono una escort significa che dovevo fare la escort. Tuttavia sento di potermi dichiarare fortunata. Sono circondata da persone meravigliose, ciascuna delle quali riempie la mia realtà nella specificità di ruoli.  Vivo in un realistico presente, perché il futuro non si può governare, ma perché mai non si potrebbe neanche sognare come una persona comune? Appunto”.

Per tutte le info https://my.bio/blueangy

2 pensieri riguardo “Intervista a BlueAngy

  1. Brava! Cara amica, hai tutta la mia stima e la mia ammirazione. I tuoi libri sono uno scrigno
    prezioso a cui attingere per essere felici.

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