Trasmettere la Memoria: Canto Popolare.

E’ importante la memoria storica di un Paese.
La si produce attraverso i ricordi di chi ha vissuto quelle esperienze e i materiali di chi – con mezzi di comunicazione e con intenzioni diverse – ha voluto documentare quelle esperienze. Ma soprattutto, si produce anche attraverso i confronti e le sensibilità di chi, di volta in volta, “legge” quei ricordi e quei materiali e li rielabora.
E’ quello che con grande sensibiità sta facendo il cantautore fiorentino Riccardo Azzurri con il progetto di cui fa parte il cortometraggio ‘Canto Popolare‘.

Il cortometraggio nasce da un brano scritto e interpretato dal cantautore fiorentino Riccardo Azzurri e narra una storia molto toccante.
E’ la storia d’amore tra Bianca e Vasco (nomi fittizi per rispetto della privacy), nata ai tempi della seconda guerra mondiale e che si conclude con un tragico epilogo.

Ciao Riccardo, mi racconti la genesi di questo bellissimo progetto?

Sono 22 anni che collaboro con molte residenze sanitarie per anziani ed ho raccolto molti racconti durante le mie sedute di musicoterapia.
Li ho tutti custoditi in un quaderno. Una storia in particolare mi colpì. Fu quella di
Bianca (un nome che ho inventato per diritto di privacy) che durante un pomeriggio trascorso in una residenza sanitaria sulle montagne pistoiesi, cominciò con voce fioca a raccontarmi la sua vita.
Mi disse che la sua storia non l’aveva mai raccontata perché pensava che non sarebbe stata importante per gli altri, ma io mi resi subito conto che, parola dopo parola, lei mi stava aprendo il suo cuore.
Aveva amato un ragazzo all’età di 17 anni, in un momento molto brutto per la storia italiana: era il 1944 e l’Italia era in piena guerra.
Ma l’amore per
Vasco (altro nome fittizio) purtroppo non andò oltre la soglia dei suoi 17 anni.
Questo ragazzo, che si era voluto unire ai partigiani, fu infatti trucidato da un drappello di tedeschi durante un rastrellamento.
Un amore spezzato dalla violenza della guerra.
Tornato a casa, riportai subito su carta le impressioni che avevo avuto quel pomeriggio.
Da quelle impressioni nacque il brano
Canto Popolare e volli immediatamente pensare ad un video.
Per realizzarlo ho chiesto l’aiuto di molti amici. Hanno collaborato
Sergio Forconi, Giovanni Lepri, Rossella Mugnai, Luca Corsi, Marta Martini, Jamiro Ferrati, Vittoria di Lorenzo, Ascanio Cavarretta e tutta la cordata di persone che da tanti anni fanno parte della mia vita. La regia é di Giancarlo Gulisano.
E’ loro merito se il cortometraggio suscita grande emozione in chi lo guarda. In questa vita, ognuno di noi va alla ricerca di qualcosa in maniera inconsapevole e io quel pomeriggio con Bianca avevo scoperto qualcosa che ancora non conoscevo, o a cui non volevo credere, e cioè che il vero amore dura oltre la vita.
Bianca con il suo sorriso mi faceva capire che lei era ancora lì ad aspettare che Vasco comparisse ancora nella sua vita.

Il mio desiderio è che questo corto diventi parte di un progetto condiviso anche dalle Istituzioni, dall’Anpi, dalla Regione Toscana, dal Comune di Firenze, per non perdere la memoria di ciò che è stato e che, per i tanti anni trascorsi, sta perdendo i suoi diretti protagonisti. 

Grazie Riccardo. Trasmettere la memoria storica è importante per prendere coscienza, comprendere e non ripetere mai più gli errori commessi in passato. Diventa una fonte di energia e di riflessione per le nuove generazioni.

Alcune riflessioni da parte di chi ha partecipato al progetto.

Quando Riccardo mi ha raccontato questa storia e questo progetto, e mi ha proposto di partecipare, ho subito detto sì.
Mi ha riportato all’inizio della mia carriera, quando partecipavo ai recital sulla Resistenza, e ho provato a “metterci dentro” le emozioni di allora.
Mia moglie
Graziella, con cui ho sempre condiviso tutto e che per la prima volta appare su uno schermo, ha messo altrettanta emozione e impegno in questo lavoro.
Canto Popolare” è un documento storico, un monito dal passato per le generazioni presenti e future, perché gli errori suggeriti dall’odio e dalla follia nazifascista non si ripetano, né oggi né mai.
Purtroppo l’attualità ci dice che non sono stati ben compresi gli errori passati, o forse la nostra generazione non ha saputo, finora, spiegarli in modo corretto.
Questo lavoro può servire a raccontare e spiegare ai ragazzi cosa è stato e cosa non deve essere più.

Sergio Forconi

Per il gruppo di rievocazione storica “La croce di ferro” è stato un privilegio partecipare al magnifico lavoro di Riccardo Azzurri che narra una storia veramente accaduta durante il passaggio del fronte in Toscana e in particolare nel fiorentino.
Come gruppo rievocativo in veste di militari tedeschi abbiamo cercato di dare il massimo per valorizzare un evento che porta alla memoria un dei periodi più bui e drammatici della nostra storia.
Un lavoro che coinvolge, anche perché frutto di ricordi di una persona ormai anziana che non si rassegna alla perdita del primo amore causata dal cieco odio che ha caratterizzato quel tragico periodo.
Siamo onorati di avere partecipato a fianco, oltre a tutto lo staff di attori e personale tecnico, del grande
Sergio Forconi, interprete di tanti lavori cinematografici e teatrali, persona di squisita simpatia e semplicità.

Enrico Maestrelli – Associazione La Croce di Ferro

Credo che questo progetto sia stato accolto da tutti noi attori, con una grande e interessante motivazione, visto i ricordi ed i racconti di un periodo che ha devastato vite, amori, lavoro e dignità.
Abbiamo collaborato anche con la voglia di trasmettere alle nuove generazioni il ricordo, affinché non si ripeta lo scempio della guerra! Ringrazio
Riccardo Azzurri!

Rossella Mugnai

Sicuramente è stato davvero un onore poter prendere parte a questo progetto, soprattutto per noi persone “normali”, ma così vicine al mondo degli artisti “veri ” per molteplici motivi.
Considero
Riccardo un artista eclettico, una persona con una grande sensibilità ed un amico autentico.
Tutto ciò mi rende fiera di lui, del grande e significativo lavoro che ha messo in piedi e, in minuscola parte, anche di me.

Debora Tonci

E’ un grande progetto e ho detto sì, prima ancora che Riccardo finisse di spiegarmelo.
Quello che mi ha colpito maggiormente al cuore è il grande sentimento delle donne e in particolare della protagonista, nonna di tutti noi.
Forte é il suo sentimento d’amore, non solo per l’uomo ma anche per la libertà.
Il ruolo delle donne è stato fondamentale, ma poco riconosciuto.
Se gli uomini si trovavano davanti a delle scelte (o la montagna e i partigiani o stare dalla parte dei fascisti), non era così per le donne.
Chi si univa ai partigiani lo faceva col cuore e con la testa.
Tutto quel terribile passato sembra oggi quasi scordato. E allora questo progetto diventa molto importate per i giovani, per i ragazzini.
Sono felice di aver potuto dare una mano, viva la libertà e viva la democrazia.
Grazie Riccardo.

Luca Corsi

Come potevo rifiutare di portare nei luoghi importanti di Firenze questo bellissimo progetto? Canto Popolare non solo raccoglie i consensi da parte di adulti che ricordano i momenti tragici e storici della loro vita, ma è speranza e auspicio per i giovani nel ricordare loro che qualsiasi tipo di violenza è inaccettabile.
Solo il dialogo genera pace e benefici per tutti.
La partecipazione a questo progetto da parte di tanti attori, attrici e persone comuni, di diverse generazioni, sta a significare che è condiviso da tutti quanti un obiettivo di pace, come valore universale.

Silvia Papucci

È stato emozionante partecipare a questo progetto. Ho costruito la coreografia seguendo unicamente il testo della canzone ed il mio cuore. Emozionante viverlo con tanti attori amici, con Riccardo che conosco ormai da una vita e, non per ultimo, vedere recitare in una parte così drammatica mio figlio Jamiro insieme a Vittoria.
Un progetto pieno di amore che insegna ed insegnerà.

Marta Martini

E’ stata una esperienza bellissima ed emozionante. Ringrazio tantissimo Riccardo per l’occasione che ci ha dato.

Jamiro Ferrati

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