‘MASTERS of WAR’

INTELLIGENTI

di Carmine Gattonero Cassese, scrittore

PACE
Charlie Comics
Sputnink @sputnink_

Intelligenti.
Ci definiscono intelligenti, quindi pensanti, raziocinanti.
Capaci di comprendere se un pensiero o un’azione è conforme alle nostre direttive o meno.
Direttive.
Schemi di pensiero preordinati, preimpostati, appresi; un elenco di regole di base. Come camminare, guardare, ascoltare e interpretare tutto.
Regole di base.
Elenco di azioni da intraprendere quando non si è soli e insieme ad altri simili.
Regole che definiscono dove termina una sfera di influenza e iniziano quelle di altri.
Altri.
Esseri senzienti, intelligenti, con le stesse regole di base mie, che provano le stesse sensazioni, le stesse emozioni.
Emozioni.
Correnti di pensiero pseudocasuali attivate da ricordi, vista, udito, e altro. Molto potenti, in mancanza di controllo sono in grado di alterare intelligenza, direttive e regole di base, quando si è da soli e/o quando si è con altri.

Stavo volando, alto nel cielo.
Nubi basse a tratti mi nascondevano alla viste di chi era al suolo, le attraversai e sembrarono farmi il solletico, poi le correnti d’aria le scostarono da me.
Non ero solo, ma insieme a molti miei simili.
Parlavamo un linguaggio inaudibile, fatto di posture e osservazioni.
Piccoli cambiamenti nel nostro volo dicevano tutto di ognuno di noi.
Avevamo tutti un ruolo, un compito assegnato.
Da soli, potevamo fare poco; in gruppo eravamo una forza.
Guardai il suolo, e mi accorsi che anche altri lo stavano facendo.
Eravamo intelligenti, pronti, e avevamo le nostre direttive.
Eravamo nel cielo, al tepore del sole anche se l’aria era fredda. Attraversammo uniti una nuvola, e il freddo si insinuò in noi, il sole era stato temporaneamente coperto.
Guardai il suolo e pensai, riflettei.
Un gioco strano di empatia fece si che anche chi mi era vicino facesse la mia stessa cosa, entrammo in uno stato di sincronia.
Io, il primo, divenni il fulcro di questa ondata di emozioni.
Non eravamo più freddi, distaccati, raziocinanti; le emozioni ci avevano aggrovigliati e scombussolato tutte le nostre direttive, le nostre regole di base e quelle apprese successivamente.
Guardai il suolo con uno sguardo multiplo, frutto della nostra unione.
Decisi, e decidemmo tutti insieme. Arrivammo tutti alla stessa conclusione.

Lo stormo di bombardieri aveva lanciato il suo carico di bombe intelligenti, gli ordini erano di colpire specifici bersagli.
Come altri stormi in altre località.
E tutte insieme le bombe esplosero.
Un boato unico, sincronizzato.
Le bombe erano esplose in aria, si erano rifiutate di esplodere al suolo.
Erano intelligenti.
Erano vive.
Si erano sacrificate.

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