ANCHE NEL LAZIO, GUERRA ALLE MAFIE
3 febbraio, 2013   |  

Qualche giorno fa su Repubblica è comparso un articolo, sotto forma di lettera al direttore, dal significativo titolo “Mafia, ora lo Stato dichiari guerra”, a firma di Walter Veltroni.

Le mafie stanno divorando anima e corpo di questo paese” attraverso una penetrazione nell’economia reale senza precedenti, sia per dimensione che per estensione territoriale.

Da un rapporto Transcrime e Università Cattolica, l’indice di presenza mafiosa, a prescindere dalle regioni di insediamento originario, vede ai primi posti le Regioni del nord ovest (Piemonte, Lombardia e Liguria, nonché Emilia Romagna) e il nostro Lazio.

A livello provinciale Roma si colloca ad un estremamente preoccupante 13° posto, per non parlare di quanto succede nell’area del basso Lazio.

Il rapporto stima che i ricavi delle attività illegali ammontino a circa 1,7% del PIL quindi attorno ai 25 miliardi di euro l’anno, di cui quelli direttamente riconducibili alle organizzazioni mafiose rappresenterebbero “solo” il 50% circa. E’ meno di quanto si pensi, ma non è certo poco. E soprattutto c’è un restante 50% di attività illegali che ha forme e origini disparate. E anche questo non è un buon segno per il Paese.

Che cosa fanno le varie mafie dei proventi delle loro “attività” (in ordine decrescente: droghe, estorsioni, sfruttamento sessuale, contraffazione, usura ecc.). 

Proviamo ad immaginare sul piano sociale, prima ancora che su quello economico, che cosa provochi ciascuna di queste aree di attività.

Questo costante immane flusso di denaro di denaro che genera devastazione o degrado di innumerevoli vite umane che canali prende? Viene investita prevalentemente in immobili o nel rilevare aziende.  Quest’ultimo aspetto è particolarmente presente in Campania, Lombardia e, ancora una volta, nel Lazio.

Vediamo giornalmente spuntare, ci ricorda Veltroni, “strane gallerie d’arte, negozi di abbigliamento in cui non entra nessuno, improbabili pizzerie”.  Molti esercenti vengono “espulsi” in ragione dei prezzi esorbitanti degli affitti dei locali, prezzi impazziti proprio perché c’è chi offre cifre fuori mercato in virtù di una liquidità senza limiti.

Ma non si limitano solo a comprare locali e imprese (della cui redditività non tengono un gran conto). Comprano purtroppo, e qui il fattore diventa politico in senso più stretto, politici, amministratori pubblici, funzionari.

Se questo è il quadro, e lo è, diventa prioritaria una lotta senza quartiere alle varie mafie. Una lotta che non può essere lasciata solo alla magistratura e alle forze dell’ordine, ma deve vedere in prima linea lo Stato che, appunto, deve dichiarare e portare avanti una vera e propria guerra alla criminalità organizzata.

Va rivista a fondo la legge anti-corruzione che l’opposizione del centro-destra ha depotenziato in sede di approvazione, vanno introdotte altre fattispecie (antiriciclaggio), unificate le banche dati sulle attività mafiose, impedite le infiltrazioni negli appalti di imprese legate alla criminalità introducendo liste di imprese pulite ed altro ancora.

Un impegno altrettanto deciso spetta ai partiti, nella scelta dei propri rappresentanti e nel sanzionarne senza titubanze le eventuali compromissioni.

Un grande impegno è atteso dalla maggioranza – la nostra maggioranza-  che governerà la nostra Regione: nelle deliberazioni  che adotterà e nei comportamenti  sia dell’Istituzione che dei singoli rappresentanti, a partire da chi verrà eletto nelle liste PD.

Non sarebbe male, tutt’altro, che prima delle elezioni, ciascuno dei nostri candidati alla Regione  sottoscrivesse una dichiarazione contenente gli ultimi 4 punti dell’appello che Libera e Gruppo Abele (vedi il sito www.riparteilfuturo.it ),  hanno proposto ai candidati al Parlamento e che ha visto a fine gennaio l’adesione di oltre 300 esponenti di tutte le componenti politiche (con una risibile, quasi invisibile presenza di quelli del centro-destra).




 
Condivisione Democratica  |  Copyright © 2016  |   Tutti i diritti riservati  |  Disclaimer & Privacy
Testata giornalistica on line di riflessione, proposta e approfondimento politico culturale
Registrata al Tribunale di Roma il 25/09/2012 Reg. n. 273
Direttore Responsabile Gerry Mottola