Come risolvere la Questione Morale in Italia?
25 ottobre, 2012   |  

Gli ultimi scandali che stanno interessando il mondo politico italiano danno una immagine dell’Italia alquanto ferita, logorata, martoriata. Il popolo italiano è al limite della sopportazione.

Il sentimento dell’antipolitica è palpabile alla quasi totalità dei cittadini. Chi più chi meno non né può più di questa politica.

Da più parti si invoca – in verità fin dal 1992, anno di MANI PULITE – una pulizia morale, una ricostruzione degna dell’Italia devastata dalla corruzione e da un sistema politico ormai decrepito.

Dopo la fine ingloriosa della prima Repubblica, è fallita anche la seconda Repubblica.

Dobbiamo renderci conto che si è conclusa una fase storica della vita politica italiana.

L’Italia sta vivendo una crisi politica violentissima, una crisi che è determinata dalla mancanza di etica nella politica (rammento che Etica, dal greco Ethos, significa costume).

Recentemente  il Cardinale Angelo Bagnasco ha inviato un monito ai nostri politici: “La questione morale in politica”, ha detto il Cardinale, “come in tutti gli altri ambiti del vivere pubblico e privato è grave e urgente e non riguarda solo le persone ma anche le strutture e gli ordinamenti”. Chiudendo il suo intervento, il Cardinale Bagnasco, ha affermato: “Cambiare è possibile perché è la gente che lo chiede e perché è giusto”.

Da ciò si desume che il comportamento dell’uomo deve essere improntato all’insegna della morale.

Kant affermava che l’uomo realizza un comportamento “morale “ quando, ubbidendo alla propria ragione, conforma l’intenzione all’imperativo categorico e quindi controlla le proprie passioni e i propri desideri.

Pertanto, secondo quanto sopra evidenziato, il nostro modo di vivere la politica deve essere improntato al rispetto assoluto della morale.

Purtroppo questo esempio non ci viene dato da molti rappresentanti della nostra classe dirigente.

Giustamente a questo stato di cose fa sentire alta la sua voce anche la Chiesa. Sempre il Cardinale Bagnasco afferma che “la corruzione sottovalutata dalla classe politica, è rabbia per gli onesti”..

Il Presidente Napolitano afferma che “è l’Europa a chiederci un grosso impegno di lotta contro la corruzione, ed esorta le forze politiche affinché si acceleri l’approvazione in parlamento del relativo provvedimento”.

Dopo molti anni dalla scomparsa di Enrico Berlinguer ritorna prepotente la “questione morale” da lui fortemente sentita.

In una intervista di Eugenio Scalfari apparsa su Repubblica nel 1981, Enrico Berlinguer affermò:   “I partiti sono diventati macchine di potere e di clientela”;  “I partiti non fanno più politica”; “I partiti hanno degenerato e questa è l’origine dei malanni d’Italia”.

Eugenio Scalfari durante l’intervista pose la seguente domanda: “Lei ha detto varie volte che la questione morale oggi è al centro della questione italiana. Perché ?”. Enrico Berlinguer rispose:  “La questione morale non si esaurisce nel fatto che, essendoci dei ladri, dei corrotti, dei concussori in alte sfere della politica e dell’amministrazione, bisogna scovarli, bisogna denunciarli e bisogna metterli in galera. La questione morale, nell’Italia d’oggi, fa tutt’uno con l’occupazione dello stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti, fa tutt’uno con la guerra per bande, fa tutt’uno con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro, che vanno semplicemente abbandonati e superati. Ecco perché dico che la questione morale è il centro del problema italiano. Ecco perché gli altri partiti possono provare d’essere forze di serio rinnovamento soltanto se aggrediscono in pieno la questione morale andando alle sue cause politiche. […] Quel che deve interessare veramente è la sorte del paese. Se si continua in questo modo, in Italia la democrazia rischia di restringersi, non di allargarsi e svilupparsi; rischia di soffocare in una palude”. La Repubblica 1981.

Gli italiani onesti non vogliono e non debbono soffocare in una palude, come quella che è sotto i nostri occhi.

Mai come oggi la “questione morale” sollevata da Enrico Berlinguer è tornata di estrema attualità.

Auspico che le forze politiche del centro sinistra, su input del Partito Democratico,  abbiano la forza, la volontà, la passione politica di riproporre il pensiero politico di Enrico Berlinguer e farlo così conoscere alle nuove generazioni.

Bisogna adoperarsi, tutti uniti, affinché si verifichi un riscatto morale della nostra società e rafforzare, così, l’etica della responsabilità nel nostro costume sociale.

Ciò che ci deve animare è il coraggio! Agire e pensare all’insegna di una forte dose di utopia.

Chi può  determinare il cambiamento della società italiana? Il Partito Democratico nasce con questo scopo.

Il Segretario Pier Luigi Bersani credo sia la persona più adatta al raggiungimento di un radicale cambiamento della società italiana. Saprà sicuramente comunicare con tutte le persone di buona volontà, saprà intercettare e fare proprie le loro emozioni e aspirazioni e, per il bene dell’Italia, saprà conquistare i loro cuori.

Tra i forti contrasti politici e sociali, occorre ottenere una vera giustizia sociale, che sia equa e solidale.

Sono sicuro che Pier Luigi Bersani intraprenderà un cammino di sincera dedizione, cercando di risolvere i tanti problemi che attanagliano la nostra cara Italia.

Invocando la canzone popolare di Fossati: “Alzati che si sta alzando la canzone popolare…”, all’alba di un nuovo giorno, la speranza di tutti noi sarà finalmente realizzata con l’innalzamento della bandiera del Partito Democratico.




 
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