Come Santoro poteva mettere all’angolo Berlusconi
16 gennaio, 2013   |  

Nello show televisivo di giovedì scorso, incontro che diverrà storico, abbiamo assistito ad un duello mediatico tra Berlusconi e Santoro; da parte del primo c’è stato un tentativo di “rinascita” che, come Lazzaro, dopo essere stato messo in panchina, tenta di acquisire voti che potrebbero andare alla sinistra, in quanto i voti della destra li ha, in parte, già recuperati con le trasmissioni sulle “reti amiche”, ed infine facendo leva su tutti quei cittadini di centro che, ancora incerti e disorientati, potrebbero votare per Monti.

Il suo sogno di “rimonta”, non potendo aspirare a vincere, si limita al recupero di una percentuale di preferenze per ridurre lo spread dei voti, con l’auspicio di arginare e ridimensionare, numericamente, la vittoria della sinistra. Sa bene di non poter vincere, ma tentare di strappare voti alla sinistra è la sua attuale “mission”.

L’ironia che dovrebbe essere l’humus di un dibattito politico, si è trasformata in una sorta di “avanspettacolo” e gioco tra macchiette che mi ha riportato all’infanzia, quando assistevo ai battibecchi tra Totò e Peppino De Filippo che tanto mi avevano divertito per il continuo dibattersi dell’uno che stuzzicava l’altro per provocarlo. Ma questa volta il gioco non mi è piaciuto, anzi, in me affioravano sempre più sentimenti di stizza ed insofferenza tali da spingermi a cambiare rete in continuazione, per poi ritornare alla 7.

L’andamento del dibattito condotto da Santoro, inizialmente ilare e spiritoso, non si doveva trasformare in una rissa mediatica dove il conduttore reagiva, risentito ed irato, alle provocazioni da parte dell’ospite che, con un sorriso sornione, proseguiva la sua interpretazione “cabarettistica” arrivando persino a spolverare con il proprio fazzoletto la sedia lasciata libera da Travaglio.

La reazione particolarmente irata di Santoro ha demolito il castello di critiche e rilievi costruiti dal conduttore e dalla sua equipe che, fino a quel momento, avevano messo all’angolo il Cavaliere.

La difesa per la sinistra dovrebbe essere la conoscenza dei meccanismi e delle manipolazioni della comunicazione. Se Santoro avesse considerato tali meccanismi avrebbe compreso che :

erano stati messi in campo troppi argomenti ed infine che il pubblico è particolarmente distratto e non sempre riesce a seguire attentamente tutte le questioni messe in ballo.

Fatte queste premesse è facile comprendere che l’unico modo per mettere all’angolo Berlusconi era trattare, sviscerare ed insistere su un solo argomento, perché per la gente è necessario che i rilievi formulati siano martellanti e ripetuti più volte per fissarli nella mente, altrimenti non riesce a seguire e ricordare.

Perché i cittadini ed i telespettatori debbano assistere a tali performance televisive non ci è dato sapere, ma forse dovremmo riflettere maggiormente e difenderci da tali capolavori della comunicazione politica.

Poche ore prima, in un incontro con degli amici, riferendomi all’attesa trasmissione televisiva della sera, avevo commentato che se “NOI” di sinistra avessimo boicottato la trasmissione, se tutti noi ci fossimo accordati in tal senso, l’ascolto sarebbe precipitato notevolmente dando un segnale molto chiaro a tutti coloro che si occupano di ascolti. Non ci vorrebbe molto a capirlo, ma l’imput deve venire dall’alto e non può essere una scelta personale ma collettiva.

Comunque possiamo sempre organizzarci!!

 



 
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