Condivisione Democratica è di nuovo on-line
1 marzo, 2014   |  

E’ passato ormai qualche mese da quando direttore e comitato di redazione hanno deciso di sospendere l’attività della testata.

L’intenzione era quella di prenderci una pausa di riflessione. Gli avvenimenti del momento lasciavano poco spazio alla motivazione dei promotori del progetto, prima tra tutte quella dei suoi  ideatori.

Nel frattempo di cose ne sono accadute. O forse non è accaduto nulla di nuovo. Nel senso che gli intenti e i presupposti della testata, orientati ad una attenta riflessione, ad un approfondimento sanguigno sugli sviluppi e le dinamiche dell’area politico – culturale del centro sinistra, cozzano spesso e volentieri con eventi, vicende e scelte politiche, personaggi.

Nonostante ciò, pur continuando ad essere accompagnati  da un senso di disorientamento e di vera e propria confusione, cerchiamo nuovamente di metterci in discussione, di scovare uno spiraglio, di costruire un dibattito, di provare a capire soprattutto se ha ancora un senso parlare di “centro sinistra”, o meglio di una sinistra che dia un nuovo e diverso significato ad una realtà ben distante dalle categorie interpretative del passato.  O se invece non si corra il rischio di risultare anacronistici, inseguitori di sigle e contenitori teorici che mal si attagliano al mondo attuale, alla sua complessità e globalità, di finire  chiusi in una stanza-museo, sordi e ciechi a quel che avviene fuori.

Resettiamo. Ed apriamo un nuovo percorso. Spalanchiamo le porte ad un nuovo terreno di confronto.

E’ iniziata l’era (???) di Matteo Renzi, oggi nuovo Presidente del Consiglio, nonché segretario del Partito democratico. La sua vivacità, la forte ambizione scevra da interessi materiali, il suo dinamismo, il suo “velocismo” è ora alla prova dei fatti.  Si tratta di passare da una eccezionale capacità comunicativa ed evocativa alla concretezza, dal dire di voler fare al fare vero e proprio.  La sfida è tutta qui.

Il Paese è pieno di problemi, molti incancreniti e tutti nostri, molti altri più recenti e che ci pressano dall’esterno.  Siamo in attesa di quelle riforme di cui da anni, anzi decenni parlano i nostri politici: nostri come italiani ma anche nostri come sinistra.  Senza che alle invocazioni e condivisioni di rito seguano fatti e iniziative, ognuno bloccato dalla sua incapacità o da meschini calcoli di vantaggio elettorale a breve.

E’ sempre un esercizio vacuo quello di far riferimento “all’ultima spiaggia”.  Ce n’è sempre un’altra, ma spesso è peggiore.  Il nostro ottimismo della volontà (la ragione è di ben altro avviso) ci spinge a dare il nostro microscopico contributo a che si esca da una situazione economica, sociale e valoriale veramente drammatica, dando spazio a nuove idee, nuovi modelli, nuovi comportamenti.

Il nostro Bersani  ha sempre sottolineato che non ci può essere “Un uomo solo al comando”.

Al comando no, alla guida, con una visione del futuro ed una gran voglia di realizzarlo va bene, ma non senza coinvolgere, ascoltare, far partecipare.  Una condivisione che non sia mero rituale come sin qui inconcludente e rissoso. Ma un confronto aperto, senza inciuci o ribaltamenti di scena inspiegabili e inspiegati. Insomma l’energia del fare coniugata con un pensiero collettivo e condiviso.

E’ chiedere troppo?

 

Gerry Mottola

Augusto Garzia




 
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