Condivisione democratica, rigenerazione democratica
4 ottobre, 2012   |  

In un’era politica in cui i personalismi, a destra come a sinistra, sembrano essere il nuovo dogma con cui fare politica, parlare di condivisione è una rivoluzione.

Condividere vuol dire partecipare ad una prassi collettiva, ad un momento in cui si decide di mettere a disposizione di più persone le proprie idee, le proprie opinioni e la propria esperienza.

Ma oltre al nome, Condivisione Democratica cela ben altro. Cela il desiderio del ritorno a una visione politica collettiva, in cui il gruppo trionfa sull’individualismo, la politica delle proposte sull’antipolitica demagogica e contro l’autoreferenzialità di cui l’attuale sistema politico è afflitto e di cui il Partito Democratico deve imparare a distaccarsi e abbandonare. Ecco, tutto ciò e molto di più vuol dire condivisione. E’ per questo che ho aderito con convinzione ed entusiasmo a Condivisione Democratica che vuole essere, e son sicuro che lo sarà, un punto d’ascolto importante per il Partito Democratico, la migliore risposta possibile alla disillusione verso la politica.

Oggi più che mai è necessario restituire alla politica la propria dignità: è forse un compito troppo arduo per un solo gruppo ma questa vuole essere anche una speranza che altri, in diverse parti della città o d’Italia, si cimentino in questo compito. Si scrive nel documento programmatico: «La politica è il nostro vivere quotidiano, è – deve tornare ad essere – il motore della società, la sua espressione, la sua guida. Per tale ragione non può smettere di esistere, come postulano facili e strumentali populismi e qualunquismi. Ma la sua rigenerazione non può avvenire per un semplice ricambio generazionale-anagrafico. Non ha importanza infatti quanto sia giovane chi ricopra un incarico, ma quanto siano giovani e nuove le sue idee. Non servono demolitori o rottamatori, pifferai magici o loro cloni, divoratori di novità senza spessore. Servono costruttori di un nuovo edificio sociale, che abbia fondamenta solide ancorate nel passato; costruttori che conoscano o ricerchino soluzioni adatte per una società che non più offre certezze».




 
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