Di nuovo a Hollywood
18 gennaio, 2015   |  

E’ fin troppo semplice parlare dell’Italia e degli italiani in modo negativo: quotidianamente i riflettori vengono puntati sulla nostra capacità e fantasia nel creare e favorire il malaffare. La vicenda dell’organizzazione criminale che rivendeva nei paesi poveri gli indumenti lasciati nei secchioni gialli della raccolta degli abiti usati lascia un amaro in bocca insopportabile, ….ma per fortuna a volte, tante volte, arriva dello zucchero ad addolcirci la bocca e questa nostra propensione alla fantasia alla creazione si concretizza in cose positive.

Tra i candidati all’Oscar, la cui cerimonia ufficiale si svolgerà il 22 febbraio al Dolby Theatre di Los Angeles, c’è anche un’italiana. È la costumista Milena Canonero, in lizza per “Grand Budapest Hotel” per il suo quarto Academy Award.

Un anno dopo l’Oscar alla nostra “La grande bellezza” per il miglior film straniero, l’Italia è di nuovo presente a Hollywood.

Grand Budapest Hotel è un film da molte sfaccettature, con dialoghi e ambientazioni surreali. Sembra un thriller ma in realtà il mistero è solo un pretesto per imbastire una colorata e divertente commedia grottesca. La storia è ambientata nel 1933 in un fantasioso stato di Zubrowka che ricorda l’Austria prima del putsch tedesco del 1934.

Protagonista della vicenda è un leggendario concierge di un lussuoso albergo europeo Monsieur Gustave H, interpretato da uno spettacolare Ralph Fiennes e dell’amicizia che lo lega a Zero Moustafa, un giovane apprendista che ben presto diventerà il suo protetto. Ingiustamente accusato di omicidio Gustave H affiancato sempre dal protetto sarà costretto ad una fortunosa evasione per provare la propria innocenza. Sullo sfondo, il furto e il recupero di un celebre dipinto.

Bellissima la scena della fuga sullo slittino, nel silenzio assoluto di un paesaggio completamente innevato.

Il film è diretto e co-prodotto da Wes Andersen e si ispira alle opere di Stefan Zweig.

Il resto del cast è ricchissimo; per citare alcuni nomi Jude Law, Jeff Goldblum, Willem Dafoe e Bill Murray.

I costumi appunto della nostra Italiana Milena Canonero, probabilmente non molto conosciuta in terra nostrana ma una celebrità fuori dai nostri confini. Costumista cinematografica italiana la Canonero nasce a  Torino nel  1952 studia arte e storia della moda a Genova.

Compiuti gli studi in Italia, si trasferisce giovanissima in Inghilterra dove inizia a lavorare, in piccole produzioni sia per il cinema che per il teatro. Si cimenta come costumista ma anche nel settore del montaggio e della produzione. Conosce molti registi, tra cui Stanley Kubrick che incrocia sul set di “2001: Odissea nello spazio”. Lavorando al suo fianco ne assorbe lo spirito perfezionista e l’ossessione per il dettaglio. Sarà proprio Kubrick che le offrirà il primo incarico da costumista per “Arancia Meccanica”, nel quale saprà mescolare “elementi di epoca edoardiana, fantasie in stile Carnaby Street e materiali acrilici ultramoderni, per dar vita a un patchwork dal sapore di pop art, vicino al gusto di Andy Warhol.

Un altro importante incontro avviene negli anni Ottanta con Francis Ford Coppola. In particolare  per il regista lavora per “The Cotton Club” (1984)  dove ricrea il modo di vestire degli abitanti della Harlem anni Venti e Trenta, offrendone una raffigurazione variopinta e fantasiosa, sempre rispettando la ricostruzione storica.

Tuttavia, il film nel quale è riuscita a fondere con maggiore raffinatezza suggestioni della moda e aspetti narrativi è stato “La mia Africa” (1985) di Sidney Pollack.  Nel ricostruire lo stile dei coloni europei in Kenya, è riuscita a fare sì che i personaggi venissero raccontati anche attraverso i loro abiti.

Senza smettere di coltivare il design di moda si è dedicata anche alle grandi produzioni televisive, curando i costumi ad esempio dell’edizione 1987 della serie “Miami Vice”.

Ha vinto tre Oscar: nel 1976 per “Barry Lyndon” (1975) di S. Kubrick, nel 1982 per “Momenti di gloria” (1981) di H. Hudson e nel 2007 per “Maria Antonietta” di S. Coppola.

Che dire, speriamo che il 2015 ci regali la quarta statuetta.

 …che si accendano i riflettori sull’Italia! Buona visione.




 
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