Elezioni in Sicilia: spunti e riflessioni
18 novembre, 2012   |  

rosario crocettaLe recenti elezioni che si sono svolte in Sicilia danno luogo ad alcune considerazioni.

A trionfare è stata l’astensione,  pari  al  52,2 %  delle persone aventi  diritto di voto. Pertanto,  il  partito del “non voto” diventa, per la prima volta, maggioranza nel Paese. Infatti, un siciliano su due non ha votato.

Le cause della poca partecipazione al voto sono, indubbiamente, da ricercare nella sfiducia, ormai consolidata, che i cittadini hanno verso i partiti. Corruzione, scandali, ruberie, malaffare, esempi di malcostume che alcuni  uomini politici, a tutti i livelli, hanno messo in atto, determinano una radicale disaffezione e sfiducia verso la politica. Emerge, con tutta evidenza, la crisi della rappresentanza politica, la crisi di credibilità del nostro sistema politico.

L’astensionismo è un problema di enorme rilevanza in quanto, se non debellato nelle giuste forme, allontana  sempre più i cittadini  dalla politica e dalle  istituzioni.

Ecco perché è imprescindibile e urgente un serio e reale rinnovamento della classe politica; si tratta di eliminare tutte quelle cause che hanno determinato la disaffezione e il perdurare della crisi della democrazia rappresentativa. E’ necessario effettuare una vera rivoluzione etica e morale.

Grillo, leader del Movimento 5 Stelle, cavalcando in forma populista l’ondata di rabbia dei cittadini e sfruttando il malessere sociale, si è affermato come primo partito.

Colpiscono le sue recenti affermazioni di attacco verso tutti, usando un linguaggio pieno di insulti. Ha diagnosticato “il cancro della politica; i partiti debbono essere rasati al suolo e debbono andare a…”.

Partendo da queste premesse,  si può considerare il Movimento 5 Stelle un movimento democratico, facente parte di una moderna democrazia rappresentativa? Se si è fuori da tale concezione, dobbiamo collocare il Movimento 5 Stelle in una  e-democracy, ovvero la (presunta) crescita delle opportunità di partecipazione politica dei cittadini per effetto di internet; una democrazia, per così dire, “elettronica ”.

In tale contesto, la democrazia rappresentativa si sostituisce in democrazia diretta. Tale forma di democrazia è avversata da molti politologi: sostengono, infatti, che i cittadini, attraverso la rete di internet, potrebbero essere manovrati e manipolati, attraverso informazioni non veritiere, non verificabili;  ovvero la partecipazione dei cittadini alla vita politica potrebbe essere controllata da un potere superiore, il quale decide quali informazioni vanno trasmesse, quali enfatizzare, quali oscurare o, addirittura,  non prenderle  per niente in considerazione.

Nonostante la situazione di forte astensionismo e l’affermazione del Movimento 5 Stelle, dobbiamo evidenziare che il voto in Sicilia ha sancito nettamente la “ vittoria storica ”  del PD e l’elezione a Presidente di Rosario Crocetta.

Ho ragione di credere che Rosario Crocetta si distinguerà da tutti gli altri Presidenti eletti nel passato alla Regione siciliana.

Dovrà adoperarsi affinché sia portato a compimento il risanamento finanziario della Regione; dovrà battersi per l’instaurazione di un nuovo metodo per spezzare l’intreccio esistente tra politica – malaffare – mafia; dovrà colmare quel vuoto che si è venuto a creare con il forte astensionismo riavvicinando i cittadini alla vita politica della Regione.

Dalla Sicilia dobbiamo guardare all’Italia intera. Le prossime elezioni saranno per questo determinanti.

La grave situazione italiana, il marasma generale che ci circonda, i sintomi del malessere sociale, la rabbia dei cittadini che si rassegnano nell’astensionismo o, scegliendo la via più breve, danno fiducia al Movimento 5 Stelle, possono e debbono essere risolti dal Partito Democratico.

Le  qualità  di  Pier Luigi Bersani, uomo onesto, pacato e sobrio, sono la garanzia di una scelta giusta e condivisa. Non a caso, ha recentemente affermato che le priorità sono: “moralità e lavoro”, interpretando il disordine morale e la grave crisi di lavoro nella nostra società. Punti fondamentali di Pier Luigi Bersani sono quelli della realizzazione dell’etica, della realizzazione dei valori democratici e dell’uguaglianza sostanziale dei cittadini.

Lo squilibrio esistente nel nostro corpo sociale, il distacco tra cittadini e politica, le spinte di movimenti antisistema, hanno bisogno di interventi e iniziative all’insegna della Solidarietà.

Bisogna occuparsi di chi ha bisogno e vive ai margini della società, di chi non ha lavoro, e di chi lavora sotto forme di  drammatico sfruttamento (vedi le condizioni dei braccianti agricoli stranieri che lavorano nel nostro paese). Tale situazione è stata magnificamente resa nota da Roberto Saviano, durante la trasmissione “che tempo che fa” andata in onda su RAITRE il giorno 05.11.2012.

Solo partendo dall’aiuto concreto che sapremo dare agli emarginati, solo se sapremo comprendere i loro bisogni, solo se sapremo immedesimarci nelle loro umiliazioni, potremmo trovare la via giusta e lavorare tutti insieme, per eliminare ogni forma di ingiustizia e, così,  dare un volto umano alla nostra società, all’insegna dei principi e ideali che sono propri del Socialismo e del Cattolicesimo.

Ricordiamo a tale proposito il periodo storico, che va sotto il nome di “compromesso storico “ che ha visto Enrico  Berlinguer e Aldo Moro, uniti da un comune sentire la politica come passione civile, come rigore etico, come bisogno di coerenza. Per il bene del nostro Paese hanno superato le divisioni ideologiche e hanno dato vita a importanti riforme.

Ed in tal senso, bellissimo e suggestivo il pensiero di Pierluigi Bersani di indicare Papa Giovanni nel Pantheon della Sinistra.

In tutti noi, in tutti i partiti, deve nascere una profonda coscienza critica, abbandonando le spinte di individualismo, impegnandosi in un’opera di grande solidarietà. Un’ Italia migliore è possibile! Un’Italia tollerante, un’Italia che difende i diritti civili, un’Italia che sa partecipare al dolore altrui.

Lo Stato democratico si realizza totalmente nella nostra Carta Costituzionale (la più bella del mondo – così la definisce Roberto Benigni).

Gli italiani debbono ritrovare le concezioni di scelte condivise: la condivisione di una società solidale, umana, di vera democrazia partecipativa.

Per ottenere tutto ciò, la politica deve tornare al suo ruolo originario: la politica come servizio per i cittadini e non occupazione.

A tale scopo,  le sedi del Partito Democratico debbono diventare il luogo di discussione e di laboratorio politico. Non “rottamazione”, ma  fucina di grandi idee, con la collaborazione delle diverse età generazionali.

Dalle macerie della disaffezione alla vita politica, deve nascere un momento di genuino confronto, dove poter consentire al giovane di misurarsi con altri giovani, su tematiche che valorizzino il bene comune dell’Italia.

Ho sentito alcuni personaggi dello spettacolo, giornalisti ecc che, partecipando ad alcuni Talk-show, hanno affermato: “ io non ho votato e non andrò a votare alle prossime elezioni perché i partiti politici sono tutti uguali”. Tale affermazione è di per se inaccettabile e diseducativa per i nostri giovani. A loro dobbiamo infondere la passione per la politica, sentimenti di fiducia, imparare a discernere tra il bene e il male.

Una nuova Italia è possibile!




 
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