Famiglia e Scuola = Società futura
30 ottobre, 2012   |  

famigliaMolto spesso il termine moralità viene usato solo per denunciare l’assenza di principi morali o di quell’etica che dovrebbe essere alla base dei nostri comportamenti sociali nonché politici.

A questo proposito mi piace riportare un pezzo di A. Capobianco  che sottolinea che in politica spesso esiste un divario spiacevolissimo “fra ciò che è giusto” e ciò che “é utile”, fra ciò che pensiamo sarebbe giusto fare e ciò che sappiamo essere utile per i nostri interessi.

Purtroppo tutto ciò si sta propagando anche in altri ambiti della nostra società, ma cosa ancor più grave anche nel contesto familiare.

Nelle pareti domestiche si svolgono comportamenti feroci e tragedie, violenze e molestie che ci mostrano uno spaccato ed una terribile visione di quello che dovrebbe essere il nostro primo rifugio dopo il trauma della nascita,” la nostra famiglia”.

Bisogna soffermarsi a pensare che molto spesso in essa si riscontrano disagi derivanti da situazioni culturali, economiche e di costume. La famiglia deve ritornare ad essere il nucleo centrale per la formazione dei nostri figli ove si gettano le basi di quell’educazione morale e dei valori che, la scuola, in un secondo momento, affronterà ampliandone i contenuti.

Non bisogna delegare alla scuola questo compito così oneroso: le tradizioni, le regole, la religione non possono essere scrollate dalle nostre spalle, debbono essere compiti genitoriali; il bambino è dotato di una “mente assorbente”, così la definiva una grande pedagogista quale Maria Teresa Montessori, sottolineando il grande processo di apprendimento nei primi tre anni di vita paragonandolo ad una spugna che tutto assorbe.

Attualmente, specialmente nelle grandi città, le famiglie vivono grandi disagi dovuti  alla situazione economica, alla lontananza dai posti di lavoro, per chi ha la fortuna di averli, ai ritmi nevrotici ed alla scarsità dei  servizi che, mal si coniugano, con la mobilità e gli orari di una metropoli o di una grande città.

Di conseguenza, nei primi anni di vita il naturale ruolo educativo nei confronti dei propri figli, spesso, viene svolto dai nonni, ma non è naturale e mal si confà a quello che vorrebbero e dovrebbero svolgere: un ruolo caratterizzato da amorevoli ed affettuosi comportamenti rivolti ai nipotini al fine di consolarli da tutte quelle delusioni e difficoltà che si presenteranno loro; non debbono e non possono sostituire le figure genitoriali che debbono gettare le basi ed impartire regole e comportamenti consoni allo sviluppo e alla crescita intellettuale dei loro figli, futuri cittadini di una società multiculturale.

Dobbiamo ritornare ai valori della famiglia e dell’educazione se vogliamo vincere questa battaglia contro l’ignoranza e l’assenza di principi morali veri, senza intolleranze razziali, per andare incontro ad un mondo multiculturale dove le diverse culture si integrino nella scuola, perché sono proprio i nostri bambini i veri “mediatori culturali” e solo loro potranno porre le basi per una vera globalizzazione. Ma tutto ciò non potrà avverarsi senza il prezioso contributo dell‘educazione famigliare. Famiglia e Scuola = Società Futura.

Ci troviamo di fronte ad una società nuova che necessita di profonde riforme che il nostro  partito non può e non deve trascurare; bisogna generare e tracciare nuovi percorsi che restituiscano serenità e supportino le famiglie, agevolando il loro primario compito:l’educazione dei propri figli; occorrono più servizi educativi ed una scuola non più depauperata della sua “vera mission”: formare le future generazioni.




 
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