IL DOVERE DELLA VERITA’
26 luglio, 2013   |  

Ci siamo lasciati alcuni giorni fa con la promessa di un documento politico che illustrasse propositi, suggerimenti, richiami e speranze di Condivisione Democratica.

Il documento c’è.. ma non si vede. O meglio, si preferisce lasciarlo maturare, vederlo crescere di nuovi stimoli, arricchirsi di nuovi contributi.

Si preferisce accogliere il tempo dell’estate, le notti agostane, che forse sapranno ispirare menti e cuori, azioni ed omissioni…

No, non si va in vacanza. In vacanza ci si va dopo essersela meritata…

E forse, anche noi comuni militanti, animatori di ricerca e aspiranti collettori di progettualità, avremmo potuto fare molto di più, impedire la formazione di alcuni passaggi, le decisioni di alcune scelte che non possono far parte del nostro vissuto, della nostra storia, del nostro essere.

Mai come questa volta Settembre sarà determinante. Il momento della ripartenza. O forse la prima vera partenza. Per capire chi siamo e, soprattutto, “se” siamo.

Un’identità incerta incombe sulle ali di un congresso che, se non animato, o “rianimato”, rischia di decretare la fine di una storia incompiuta piuttosto che l’inizio di un nuovo percorso.

Riprenderemo la stagione con la consapevolezza delle difficoltà, con la complessità dichiarata di far ritrovare gli animi smarriti, le apatie sopravvenute sui nostri desideri, sulle nostre volontà.

Discuteremo, ci apriremo ancora di più al confronto, ospiteremo proposte e persone che avranno il sapore dell’onesta, della chiarezza, delle buone intenzioni.

Nonostante tutto, si deve continuare. Si deve lavorare. Perché qui si parla dei nostri destini, si parla del nostro Paese e si parla di ritrovare il gusto della militanza per un partito che rispecchi la nostra sensibilità, umana e politica.

Nel frattempo, auspichiamo che l’attuale guida richiami il senso del suo popolo, l’humus della sua gente,  e ponga in essere le misure fondamentali, necessarie, propedeutiche alla fase congressuale.

Come sottolinea Ezio Mauro dalle pagine di Repubblica del 24 luglio, il Pd ha l’opportunità di ritrovare gli occhi spenti dei suoi sostenitori, di chi è pronto finanche a perdonare, o meglio ad offrire una nuova chance. Questa opportunità si chiama Riforma Elettorale.  Senza l’impegno di questa svolta, senza la chiara intenzione di spazzare una volta per tutte le nefandezze del Porcellum… tristi presagi accompagnano i nostri pensieri…

A questo noi sentiamo di aggiungere un ulteriore e profondo percorso di ricerca del colpevole…

La vicenda dei cosiddetti  “101” non può prescindere dal partito che verrà. Chi si è reso protagonista di questa scellerata azione non può restare nascosto nel silenzio, nell’ombra di un anonimato che getta ombre ben più grandi e preoccupanti sull’intero Partito. Senza la risoluzione di questa patologia, senza l’individuazione di questi nomi, privandoci semplicemente della verità… non potrà mai sussistere la vera rinascita, la vera rifondazione del Partito Democratico.

Staremo a vedere…

A tutti i nostri lettori… a loro sì…  Buone vacanze.

 

 

 




 
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