il premio della coerenza
1 aprile, 2013   |  

Ritengo che, come promosso per altri settori della vita pubblica italiana (cultura, sport, attività produttive, ecc.) anche per il settore politico dovrebbe essere istituito un “premio” da attribuire alle forze politiche che dimostrano di distinguersi, in particolare, per lealtà e conformità rispetto alla propria azione, alle proprie scelte presentate davanti ai cittadini.

Tra l’altro, anche da molti esponenti di varie formazioni, viene continuamente esaltato ed invocato il “principio della coerenza” in politica.

Per tale ragione, immagino, con un pizzico di ironia e fantasia, che il Comitato Promotore di Condivisione Democratica istituisca il “Premio della Coerenza”… Prima Edizione anno 2013….

Per valutare a chi e per quale motivo assegnare il Premio della Coerenza, dobbiamo riferirci alle consultazioni avviate dal Capo dello Stato il giorno 29/03/2013.

Sicuramente il Premio della Coerenza è da assegnare al Gruppo di Sel.

Coerentemente alla propria proposta politica, Sinistra e Libertà ha riconfermato la fiducia in Pier Luigi Bersani, indicandolo quale unico Premier del Centro Sinistra. Al di fuori di questa ipotesi, il gruppo dirigente di Sel ha escluso qualsiasi altra opzione.

Alla formazione Scelta Civica non si può assegnare il Premio della coerenza.

Riferendomi a quanto affermato dai rappresentati di questo gruppo, rimango alquanto stupefatto. Non riesco a comprendere per quale motivo Scelta Civica non abbia potuto esprimere la propria fiducia a Pier Luigi Bersani.

Costoro ritengono che l’unica soluzione possibile per formare il nuovo governo è quella rappresentata da un espressione di larghe intese, coinvolgendo anche il Pdl.

Lo stupore, condito da una buona dose di amarezza, nasce dalla constatazione che il segretario del Partito Democratico, durante la campagna elettorale, si è sempre dimostrato aperto verso questa formazione, tanto da affermare che se il centro sinistra avesse vinto le elezioni con il 51% dei voti si sarebbe comportato, nei confronti del gruppo rappresentato dal Prof. Monti, come se avesse raggiunto il 49%.

Pertanto, questa formazione appare non solo poco “coerente”, ma anche “ingrata” nei confronti del Presidente del Consiglio incaricato.

Alla formazione del Pdl, allo stesso modo, non può essere assegnato il Premio della Coerenza.

E’ fin troppo chiaro che l’intenzione di far nascere un governo con alla guida Pier Luigi Bersani è nettamente pretestuosa.

Da una parte si cerca di entrare nel gioco politico per assicurarsi un ruolo importante, e di avere quindi grossa voce nella fase dell’elezione del Presidente della Repubblica. Da un’altra parte si comprende il tatticismo mirato a tentare di dividere il Partito Democratico.

Il Pdl dimostra di essere una forza politica che, per usare le parole di Bersani, “la mattina dichiara guerra a tutto il mondo, la sera offre un abbraccio…”. Forse l’abbraccio della morte, aggiungo io…

Per il comportamento tenuto, per la posizione seria e responsabile, al Partito Democratico può essere assegnato il Premio della coerenza.

In ogni occasione è sempre stata esclusa una qualsiasi forma di governissimo con il Pdl, giustificata dalla assoluta distanza dei punti programmatici, come ben ricordato dal Sen. Luigi Zanda.

Sul Movimento 5 Stelle il ragionamento è un po’ più articolato. Hanno sempre sostenuto di non poter dare alcuna fiducia al Partito Democratico in quanto, secondo il loro parere, il PD è responsabile insieme alle altre forze politiche di aver portato, negli ultimi vent’anni di vita politica, l’Italia allo sfascio. Secondo questo ragionamento, il Movimento 5 Stelle non può “sporcarsi le mani” dando la fiducia al Partito Democratico.

Ricevuti dal Presidente Napolitano il giorno 29.03.2013 i rappresentanti del Movimento guidato da Beppe Grillo, non solo hanno riconfermato la volontà di negare la fiducia ma, contemporaneamente, hanno richiesto di ottenere loro l’incarico a formare il nuovo governo.

A questo punto mi chiedo: se il Presidente Napolitano avesse conferito l’incarico ai rappresentanti del Movimento 5 Stelle (cosa che avrei auspicato si verificasse), gli stessi, una volta formato il nuovo governo, sarebbero dovuti andati alle Camere per ottenere la fiducia; quale formazione politica avrebbe dovuto dare la fiducia al Movimento 5 Stelle? Solo il Partito Democratico. Avendo la maggioranza sia alla Camera che al Senato poteva esprimersi in tal senso.

Non vi pare questo comportamento all’insegna della non coerenza? Per ottenere la fiducia avrebbero accettato i voti del PD che, secondo il Movimento 5 Stelle, “ha le mani sporche”.

Pertanto, il premio della coerenza non può essere assegnato al Movimento 5 Stelle!

La politica italiana è in preda a una totale schizofrenia. Per guarirla ci vuole, non un solo psichiatra come afferma Beppe Grillo… ma un vero staff di eccellenti specialisti!




 
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