IL VOTO DEGLI ITALIANI – Prospettive future
4 marzo, 2013   |  

Il risultato elettorale è oggetto di molte valutazioni espresse da autorevoli opinionisti e politologi.

Vorrei esprimere le mie considerazioni sull’argomento.

Il risultato elettorale, oltre che produrre un fatto clamoroso, produce anche degli effetti che possono ripercuotersi sia nell’immediato che per il prossimo futuro, con conseguenze al momento imprevedibili.

Il voto degli italiani ha prodotto una evidente frammentazione, generando nel sistema politico una ben visibile ingovernabilità.

La coalizione di centro-sinistra, pur vincendo le elezioni, non ha la maggioranza assoluta al Senato.

Il PD, poi, non è riuscito a sfondare. Le cause di questo insuccesso sono, a mio parere, l’aver dato il sostegno al governo Monti; un governo che ha fatto dell’austerità la propria bandiera.

Grillo, invece, ottene un successo strepitoso; circa un quarto del corpo elettorale si è riversato sul Movimento 5 Stelle.

Lo Tsunami dell’attore genovese investe sia la politica che le istituzioni. E, secondo Grillo, “questo è solo l’inizio”.

Il centro-destra, dato perdente dai sondaggi, è riuscito a fare una straordinaria rimonta collocandosi subito dopo il PD con un distacco di appena 120.000 voti circa. Questo, grazie all’abilità di Berlusconi nel gestire le campagne elettorali.

Monti, che con sacrificio raggiunge il quorum, si sente soddisfatto.

C’è poi da rilevare l’insuccesso della lista INGROIA; con il pm di Palermo e il leader dell’IDV Antonio Di Pietro escono di scena Verdi, PDCI e Rifondazione comunista.

Se questa è la geografia politica, prodotta dagli effetti del voto, quale futuro si può immaginare?

Quali strategie dovrebbe perseguire il PD ?

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in presenza di una siffatta frammentazione politica, che non assegna la maggioranza assolta ad alcun schieramento o partito presente al Senato, dopo aver effettuato le consultazioni, dovrebbe dare l’incarico a Pierluigi Bersani, leader vincente del centro-sinistra, per verificare se è possibile, su un programma da condividere con il Movimento 5 Stelle, la formazione di un nuovo governo.

I punti del programma da condividere con il M5S potrebbero essere i seguenti:

  • Misure immediate per il rilancio della piccola e media impresa;

  • Provvedimenti urgenti al fine di mettere al centro il lavoro;

  • Legge anticorruzione;

  • Conflitto di interessi;

  • Riforma della politica (diminuzione dei parlamentari, riduzione dello stipendio, abolizione di ogni privilegio, riduzione drastica delle auto blu, riduzione del finanziamento pubblico ai partiti, una legge sui partiti, ecc.);

  • Moralità, legalità e trasparenza;

  • Provvedimenti urgenti per ceti più deboli, per gli emarginati, per gli sfruttati, per i diseredati ecc.;

  • Nuova legge elettorale;

  • Introduzione del Referendum propositivo senza quorum;

  • Obbligo di discussione di ogni legge di iniziativa popolare in Parlamento con voto palese;

  • Massimo di due mandati elettivi;

  • Ripristino dei fondi tagliati alla sanità e alla scuola pubblica;

  • Abolizione dell’IMU sulla prima casa fino a 500,00 euro;

  • Non pignorabilità della prima casa e degli strumenti e delle attrezzature di lavoro;

  • Eliminazione delle Provincie;

  • Acqua pubblica.

Con questo programma Pierluigi Bersani si presenta alla Camera e al Senato per ottenere la fiducia.

Cosa faranno i rappresentanti del M5S di fronte a tali proposte? Continuerà Grillo ad imporre agli eletti del M5S la negazione della fiducia a Pierluigi Bersani, pur essendo stati i punti programmatici sopra evidenziati propagandati da Grillo in tutti i comizi?

Gli eletti del Movimento 5 Stelle, sicuramente persone responsabili (almeno quelli che sono stati intervistati in trasmissioni radiofoniche e televisive), debbono rendersi conto che è in gioco la governabilità e quindi, l’unità del nostro Paese. Conosciamo le intenzioni di Grillo; sono sicuramente quelle di negare la fiducia a Pierluigi Bersani e spingere il PD a fare un governo con il PDL o governissimi di larghe maggioranze (il PD deve evitare di cadere in questo tranello).

Se Pierluigi Bersani non dovesse ottenere la fiducia da parte degli eletti del M5S, sarebbe obbligato a riconsegnare al Presidente Napolitano l’incarico ricevuto.

Il Presidente Napolitano dovrebbe, a questo punto, effettuare un secondo giro di consultazioni.

La delegazione del PD dovrebbe consigliare al Presidente di dare l’incarico a Grillo per la formazione del nuovo Governo, assicurando i voti del PD sia alla Camera che al senato. Dovrebbe nascere, quindi, un governo M5S e la coalizione di centro – sinistra, sulla base degli stessi punti programmatici proposti in precedenza da Pierluigi Bersani.

Se anche questa ipotesi fosse osteggiata da Grillo, in quanto rivendica il fatto che deve governare da solo, lo stesso apparirebbe davanti all’opinione mondiale come un irresponsabile, uno sfascista che non ha per niente a cuore i problemi dell’Italia e i problemi degli stessi italiani.

Dario Fo (premio nobel) e il cantante Adriano Celentano, che hanno lanciato un endorsement a favore di Grillo, dovrebbero, a questo punto, ricredersi e chiedere scusa agli italiani pubblicamente, ammettendo di essersi sbagliati sul comico genovese e di aver procurato un danno all’Italia.

Dopo tali tentativi andati a vuoto, il PD dovrebbe chiamarsi fuori dalla mischia e chiedere a gran voce il ritorno a nuove elezioni.

Il popolo italiano saprebbe sicuramente giudicare!




 
Condivisione Democratica  |  Copyright © 2016  |   Tutti i diritti riservati  |  Disclaimer & Privacy
Testata giornalistica on line di riflessione, proposta e approfondimento politico culturale
Registrata al Tribunale di Roma il 25/09/2012 Reg. n. 273
Direttore Responsabile Gerry Mottola