INCONTRO CON ADRIANO DE CUPIS
5 febbraio, 2015   |  

Adriano De Cupis ama definirsi uno “Spirito libero anticonformista, umile operaio a disposizione della Politica (gratuitamente) se intesa come servizio al bene comune e alla realizzazione di buoni progetti”.

Ha fondato l’Associazione “I Garibaldini del terzo Millennio e scritto i libri “Il cassetto chiuso” e “La lunga notte”  al fine di promuovere e valorizzare la figura di Giuseppe Garibaldi, tutelandone la memoria storica.

Nel suo ultimo lavoro dedica inoltre particolare attenzione alle vicende risorgimentali svoltesi in terra sabina, con un’appendice dedicata a personaggi distintisi in vari settori e purtroppo non sufficientemente ricordati.

 

1. L’impegno a cui sta dedicando tutte le Sue energie è rivolto alla valorizzazione della figura di Giuseppe Garibaldi. Come è nata questa passione?

Tutti abbiamo amato i nostri eroi in tenera età. Ci facevano sognare, ci rassicuravano che il male veniva sempre combattuto e spesso vinto. Una buona iniezione di positività per chi si affaccia alla vita. Mi entusiasmavano le gesta di Robin Hood o quelle dei Tre moschettieri. E’ nell’età adulta che con approccio non più fanciullesco mi appassiono di Garibaldi. Certo, in famiglia se ne  parlava molto, vuoi anche per un antenato che aveva combattuto con lui. Era il 1983 quando ricevo da mia madre per il compleanno un regalo  graditissimo, La storia di Garibaldi di Montanelli. “Sapendo la passione che hai per questo grande valoroso eroe, mamma tua con la stessa passione te ne fa dono”. Da allora non ho mai smesso di studiarlo, apprezzarlo. A differenza degli eroi adolescenziali, Garibaldi era un personaggio vero, esistito, e maturavo sempre di piu la consapevolezza che poco si conosceva della sua vita, della sua grandezza. Basta leggere la lettera di Sir William Gore per avere il profilo di questo unico e grande personaggio (Pag. 43 del libro “La Lunga notte” n.d.r.). Non sono state solo le sue innumerevoli gesta militari, ma anche il profilo etico morale. Uno che ha vissuto nella rettitudine per tutta la vita avendo e potuto gestire ricchezze e potere. Garibaldi rigetta il detto comune che dice che basta aver le mani in pasta per corrompersi o l’occasione fa l’uomo ladro.

2. Ci può parlare del Suo progetto che intende sottoporre alle Istituzioni al fine di rivalutare la figura di Giuseppe Garibaldi nelle scuole italiane? Crede che le giovani generazioni non conoscano un personaggio così fondamentale della nostra storia?

Tutto ciò che Le ho descritto mi spinge a realizzare un fumetto sulle sue gesta, ma soprattutto sull’uomo, sulle sue virtù. Tutti oggi sentiamo il bisogno di un nuovo Risorgimento etico e morale che inizi nelle nuove generazioni. Chi più di Garibaldi ne può incarnare il significato. Mao in Cina pubblicò un libretto rosso con le gesta di Garibaldi distribuito ai ragazzi cinesi, certo adattato alla sua situazione, ma impersonificava colui che combatteva ingiustizie si batteva per l’uguaglianza senza nulla pretendere. Per questo motivo ho creato l’Associazione “i garibaldini del terzo millennio” affinché non si parli di Garibaldi e di tutto quello che rappresenta solo nelle aule ma venga attualizzato  e divulgato.  E’ il motivo del progetto del fumetto. Spero di trovare chi mi aiuti nella realizzazione. Ho contattato comuni enti , personalmente metto a disposizione gli introiti dei miei libri auto sovvenzionati. Di piu, come pensionato a 1500 euro, non posso fare.

3. Nel suo ultimo lavoro, “La lunga notte”, dedica ampio spazio a personaggi del Suo territorio, la Sabina, pressoché dimenticati. E’ bella l’immagine di legarli idealmente a Garibaldi…

Garibaldi è un grande personaggio, ma scientificamente messo in disparte perché i poteri forti dell’epoca non potevano elogiarlo piu di tanto, chi perché si sentiva oscurato dalla grandezza, chi per la scomodità del cosa rappresentava. Lo stato sabaudo e la chiesa sono stati i principali responsabili. Per i miei personaggi sabini, invece, la responsabilità è solo di una politica gestita da personaggi poco attenti al passato e distratti da tutte altre cose. La toponomastica è  un servizio gestito spesso con indifferenza, poca attenzione al passato, preferiscono autocelebrarsi, quindi le vie sono appannaggio degli ex politici, anche di quelli che dovremmo dimenticare, vedi le vie intestate a Craxi… Due dei personaggi da me “riesumati” mi sono adoperato personalmente per riabilitarli e farli conoscere. A Ivo Viscardi, un personaggio che mai ha voluto contatti con la politica pagandone le conseguenze, sono riuscito a fargli intitolare una via a Roma. L’altro,è Luciano gentile, Lucianino,  un cantante giovane e sfortunato. Oggi la sua storia è conosciuta e rimane scritta nei manuali musicali.

5. Posso chiederLe un Suo parere sulla situazione politica italiana? La sinistra italiana, ed il Partito Democratico in particolare, ha raggiunto secondo Lei una sua naturale evoluzione  o ha smarrito il Suo pilastro ideologico – sociale – culturale?

Debbo fare una premessa… non sono vissuto sotto il cappello delle ideologie, questo mi ha permesso un distacco ed una visione della realtà diversa. Oggi tutti ci lamentiamo di ogni parte, di ogni partito. Una diagnosi che accomuna tutti. 40anni fa qualcuno mi ha fato capire in anticipo quello che in seguito avremmo tutti condiviso. Non è un partito che non funziona, ma un sistema. 40 anni fa realizzai che in effetti la nostra democrazia era incapace di fare passi in avanti, ingessata e soprattutto con assenza di ricambio. La situazione incancrenita che ha partorito un vero regime partitocratico. Il partito che doveva svolgere la funzione di collegamento con gli iscritti e con le loro istanze si  era tramutato in un centro di potere, autoreferenziale. Si abbandona il merito, avanza lo scambio di reciproca convenienza.. ed oggi dobbiamo vedere ancora come salvatori della patria chi in questi 20-30-40 anni è stato il corresponsabile del disastro, da destra a sinistra Quanto è stato profetico e quanto il suo messaggio è attuale quello di Garibaldi. Nel suo testamento politico, l’Italia deve proclamarsi repubblica ma non deve affidare le sue sorti cinquecento dottori che dopo averla assordata con le ciarle  la condurranno alla rovina,  scegliendo il più onesto degli italiani che educhi il popolo alla democrazia, alla libertà (Una Democrazia Presidenziale, n.d.a).

6. Giocando con la fantasia, ma forse non troppo… come si esprimerebbe secondo Lei Giuseppe Garibaldi sull’attuale situazione politica italiana…?

Di certo sarebbe stato al fianco dei palestinesi ed avrebbe combattuto in tutte quelle parti dove le ingiustizie sociali erano apparenti. In africa certamente contro le multinazionali predatori di civiltà e ricchezze,  magari dopo aver fatto “L’Europa Unita”, più sui  diritti e le eguaglianze  dei popoli che sull’ Europa delle banche…

 

 

 




 
Condivisione Democratica  |  Copyright © 2016  |   Tutti i diritti riservati  |  Disclaimer & Privacy
Testata giornalistica on line di riflessione, proposta e approfondimento politico culturale
Registrata al Tribunale di Roma il 25/09/2012 Reg. n. 273
Direttore Responsabile Gerry Mottola