Intervista a Domenico Moselli, Sindaco di Bellegra.
23 novembre, 2012   |  

Intervistiamo Domenico Moselli, sindaco di Bellegra dal Maggio 2011, che dopo il suo insediamento si è trovato alle prese con un grave dissesto finanziario del Comune, denunciando con la sua Giunta i debiti accumulati dalla precedente amministrazione, principalmente dall’anno 2008, quando, dice Moselli, sembra esserci stato un totale abbandono della cosa pubblica”. 

Ad un anno circa dalla sua dichiarazione pubblica del grave dissesto finanziario del Comune di Bellegra, con una denuncia di un buco da circa 3Mil di €, ci può spiegare in sintesi qual è oggi la situazione ?

È notizia di qualche giorno fa’ che la Corte dei Conti ha rilevato, testualmente, che “lo stato delle scritture contabili non consente una verifica puntuale e precisa della situazione dell’Ente e costituisce, di per sé, una grave quanto generalizzata irregolarità”. Questo significa che la nostra amministrazione si trova a dover rideterminare il risultato di gestione degli anni precedenti e a dover recuperare l’eventuale debito ereditato. Entro pochi mesi dobbiamo trovare il modo di pagare i debitori. Ovviamente tutto ciò ci impedisce di concentrarci esclusivamente sui nostri progetti e programmi. Le autorità preposte stanno facendo le verifiche su eventuali responsabilità.

Ci può raccontare qual è stato il suo impegno come Sindaco e le azioni che ha deciso di intraprendere ?

Dal punto di vista personale la sensazione più forte è quella della grande distanza che esiste tra le grandi responsabilità e gli strumenti che ho a disposizione per esercitarle. Purtroppo questo periodo storico è il peggiore che si possa vivere come Sindaco: tagli dei trasferimenti statali e aumento vertiginoso dei bisogni (soprattutto dal punto di vista sociale) formano una miscela davvero esplosiva. Molte erano, e sono, le aspettative sulla mia amministrazione. Stiamo lavorando con rigore per riequilibrare le finanze del Comune, tagliando tutte le spese inutili (consulenze in primis) e concentrando i nostri sforzi sul sociale. Non abbiamo aumentato nessuna delle tasse comunali, mantenendo il livello dei servizi e, dove possibile, migliorandoli.

Come Amministrazione avrà dovuto incidere anche sui Servizi. Quel’è stato il grado di consapevolezza ed il consenso che ha avuto o non avuto dai Cittadini ?

Stiamo cercando in tutti i modi di evitare che il prezzo del risanamento ricada sui cittadini. Abbiamo mantenute invariate tutte le tasse e le tariffe ma non possiamo essere sicuri di poter fare altrettanto per il futuro. L’unico modo per avere il consenso dei cittadini in questi casi è quello di dire sempre la verità: solo la presa di coscienza collettiva della gravità della situazione può consentire la sostenibilità delle scelte. Purtroppo molti cittadini si erano assuefatti ad una amministrazione tutta fatta di “feste e cemento” (per parafrasare Cetto la Qualunque) e ora fanno fatica a capire che quel tempo è finito. Tuttavia sono sicuro che al termine del lavoro anche quei cittadini saranno dalla mia parte. Ovviamente tutto ciò non può prescindere dalla chiara e non contestabile individuazione dei responsabili di eventuali danni alla cosa pubblica.

Lei che ha dovuto affrontare un problema così grave, cosa si sentirebbe di dire o consigliare ad altri  Amministratori pubblici ?

Non credo di avere l’esperienza sufficiente per poter dare consigli. Posso solo consigliare a chi amministra la cosa pubblica di spendere molto tempo nello studio e nella comprensione delle normative e delle tematiche amministrative. Evitare, però, di isolarsi e dialogare costantemente con i cittadini. Avere le idee chiare e non accettare compromessi di sorta che possano in qualche modo impedirti di svolgere liberamente il mandato.

Trova delle analogie tra la situazione di dissesto che trovato nel suo Comune e la situazione Italiana ? Se sì, cosa ne pensa  ?

Fatte le dovute proporzioni, posso individuare due analogie: da un lato la sensazione di aver vissuto “oltre le proprie possibilità”, senza tenere conto del futuro e senza responsabilita’. Dall’altro, mi permetto di dire che in entrambi i casi la parte politica che ha causato i danni maggiori e’ quella di centrodestra: sara’ una casualita’?

Siamo a due giorni dalle primarie del centro-sinistra, Lei per chi voterebbe e perché ?

Andrò a votare sicuramente e voterò con convinzione Bersani. Lo voterò perche’ e’ portatore di una proposta politica molto seria e responsabile. Perche’ penso che oggi bisogna invertire la rotta della personalizzazione della politica e proporre un’idea di partito che vada oltre la presunzione della vocazione maggioritaria. Bersani e’ il rinnovamento vero, a mio parere. Non demonizzo pero’ gli altri candidati: Renzi ad esempio tocca temi politici reali, innanzitutto il rinnovamento, ma lo fa, a mio avviso, nel modo sbagliato. Non dimentichiamo che stiamo votando per il candidato premier, non per il segretario del PD, e lo facciamo grazie alla modifica statutaria voluta da Bersani.




 
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