intervista a laura puppato, capolista al Senato per il veneto
14 febbraio, 2013   |  

Laura Puppato, amministratrice locale, imprenditrice, madre e “nativa” del Partito Democratico per cui è stata eletta consigliere regionale del Veneto nel 2010 con 26.230 preferenze ed attualmente capogruppo del Partito Democratico. Dopo essere stata sindaco, nel 2009 è stata candidata alle elezioni europee sfiorando l’elezione e risultando la prima dei non eletti della circoscrizione Nord-Est con 59.883 preferenze. Nello stesso anno ha assunto il ruolo di Presidente del Forum Politiche Ambientali del PD. Candidata alle ultime primarie del centrosinistra con spirito di servizio verso il Paese e verso il Pd. E’ capolista al Senato in Veneto per il partito Democratico.

 

Le domande sono a cura della redazione. Coordinamento di Fabio Ecca

 

Le elezioni del 24-25 febbraio sono fondamentali per il nostro Paese: noi tutti ci aspettiamo un grande risultato che permetta al centrosinistra di cambiare l’Italia. Secondo Lei, in cosa il nostro Paese andrebbe cambiato con maggiore urgenza?

Far ripartire l’economia e il mercato del lavoro è oggi la principale priorità che vedo. Usciamo da vent’anni di politiche segnate da una cultura liberista che ha creduto che il mercato fosse in grado di autoregolarsi. Ma credo abbiamo tutti toccato con mano che se il mercato è lasciato a se stesso a vincere è l’egoismo dei più forti. Dobbiamo davvero mettere in campo un nuovo piano industriale che io vedo strettamente legato ad un progetto complessivo di tutela dell’ambiente. La Green e Blue economy dev’essere uno dei motori principali di questo piano, visto che le nostre fabbriche hanno davvero bisogno di innovazione e, direi, di giovani specializzati in queste nuove tecnologie. Certo abbassare le tasse, rivedere l’imu sono misure urgenti. E’ vero che i cittadini lo chiedono ma quando incontro le persone la prima cosa di cui mi parlano è della loro preoccupazione per il figlio o il nipote che non trova un impiego stabile, che non può costruirsi un futuro dignitoso. Dare un futuro ai giovani e a quanti hanno perso un impiego credo sia prioritario, la prima proposta davvero seria che si possa fare agli italiani in questo momento.

Un anno fa ci è stato detto che eravamo sull’orlo del baratro. Non crediamo che l’emergenza sia finita, ma i temi della campagna elettorale, invece di dirci come aggredire il debito pubblico, ridurre i costi della politica e della pubblica amministrazione, riformare la macchina dello Stato e delle istituzioni, combattere lobby e privilegi, vere zavorre dell’economia italiana, vertono adesso tutti su come ridurre le tasse che ci sono state prima propinate insieme ad una riforma punitiva del sistema pensionistico. Lei cosa ne pensa ?

Stiamo assistendo davvero ad una bruttissima campagna elettorale, con un chiacchiericcio di fondo che poco interessa alla gente. Pare sia più rilevante sapere chi sta con chi dopo il voto che conoscere i programmi politici dei diversi partiti o schieramenti.
Resto anche io attonita difronte a certe esternazioni che Monti fa in merito alla necessità di tagliare le tasse quando, secondo il suo Governo tecnico, pareva che l’Italia non si potesse salvare se non facendo grossi sacrifici. Per non parlare di quando Berlusconi annuncia, non solo di cancellare l’Imu, che entrò in vigore con Monti ma era stata decisa dal suo governo, ma addirittura promette di restituire i soldi già incassati dallo Stato. Mi chiedo: sono barzellette o è tutto vero? Per non parlare poi dell’ultima sparata che ha fatto sul condono fiscale! Una misura odiosa per gli italiani onesti che promette impunità anticipata ai disonesti. Ma a questo punto ha perso talmente credibilità da essere sbugiardato perfino dai suoi alleati Leghisti. Maroni si è subito affrettato a smentire quest’ultima boutade elettorale, consapevole che il popolo del Nord mal sopporta questo continuo “bunga bunga” programmatico. In Veneto, il consigliere regionale Bozza ha addirittura annunciato un voto al Pd contro il suo stesso partito colpevole della rinnovata alleanza col Pdl, Flavio Tosi, sindaco di Verona e segretario della Lega in Veneto, ha accusato Berlusconi e Monti di promettere riduzioni delle tasse insostenibili.
In questo quadro ai cittadini impoveriti e massacrati dalla pressione fiscale e dalla mancanza di lavoro il programma del Pd è l’unico che può fornire garanzie di un cambio di passo rispetto a quasi dieci anni di governo fallimentare. Io spero che i cittadini colgano bugie e contraddizioni dei nostri avversari politici. E che si prendano il tempo di ascoltare i nostri candidati sul territorio o di leggere le nostre proposte equilibrate, concrete e tese a realizzare la giustizia sociale. Ci interessa vincere ma raccontando la verità ai cittadini.

Un altro tema su cui si sta dibattendo a lungo è il rapporto tra politica e cittadini. Il Partito Democratico ha dimostrato la volontà di cambiare radicalmente il modo di “fare politica”, organizzando ad esempio le primarie. Secondo Lei qualora andasse al governo, il Partito Democratico come potrebbe migliorare la percezione che molti cittadini hanno della politica? E guardandoci dentro… quali sono i problemi maggiori su cui il PD dovrà lavorare per migliorarsi?

La stagione delle primarie è stata davvero la prova di un cambio di rotta radicale del Pd.
Se pensiamo che solo qualche anno fa a decidere le liste furono poche persone chiuse in una stanza e mi vien da dire che si è rovesciato il mondo.
Credo che vadano riconosciute al nostro partito qualità indubbie tra cui il coraggio di organizzare doppie primarie, prima per la scelta del premier, poi – nel pieno delle feste natalizie – per la scelta dei candidati in Parlamento. Chi l’avrebbe detto solo un anno fa?! Abbiamo realizzato una vera rivoluzione democratica e dovremmo tutti andarne fieri.
Come cittadina, prima, e militante poi mi ritengo fortunata perchè oggi il 90% dei candidati sono frutto delle primarie e lo saranno anche i 3/4 degli eletti. Questo significherà molto sul piano della democrazia partecipativa e dimostra anche che la tristissima accusa che i cittadini muovono ai politici, “siete tutti uguali”, non ha ragion d’essere per il Pd.
Ora dobbiamo vincere le elezioni con buoni margini e al governo sono certa che sapremo distinguerci ancora. Recuperare un consenso alla politica in generale non sarà facile ma vogliamo essere giudicati su impegno e soprattutto sui fatti.
Tagliare la spesa pubblica, ridurre costi e privilegi della politica e fare finalmente quelle riforme che il paese attende da anni credo che per iniziare bastera’. La gente ci chiede trasparenza e onestà, ci chiede rigore e capacità di costruire un futuro migliore per i propri figli. Io credo che il nostro partito voglia le stesse cose, perchè è un partito fatto di persone vere, non di burattini che rispondono ad un grande burattinaio! Per questo in campagna elettorale non stiamo facendo promesse vane e cerchiamo, invece, di dire la verità agli elettori. Speriamo che colgano la differenza e premino la concretezza e la competenza con cui affrontiamo i temi più urgenti per il nostro Paese.

Quanto al miglioramento del Pd non ho difficoltà a dire che ci sono buoni margini di miglioramento, ma ci tengo a sottolineare che nel panorama italiano oggi per fortuna ci distinguiamo nettamente dagli altri partiti, soprattutto sotto il profilo della democrazia interna. Per il resto faremo il congresso ma oggi è tempo di vincere queste elezioni.

La Sua sensibilità è particolarmente attenta al tema della green economy. Ci può illustrare brevemente come intende portare avanti le Sue idee?

Per fortuna non sono solo le mie idee ma sono patrimonio di molti altri economisti e imprenditori che, conti alla mano hanno dimostrato in questi anni che il settore delle cosiddette produzioni verdi non può più essere considerato una nicchia per pochi appassionati.
Se vinceremo le elezioni e diventeremo forza di Governo la mia voce e il mio lavoro saranno sicuramente in prima linea su questo fronte. E credo che saprò trovare consenso e appoggio anche in molti di coloro che fin’ora sono stati scettici sull’argomento. Perché il futuro è lì e se ne stanno accorgendo anche le grandi economie emergenti.  La via maestra per combattere la disoccupazione in Italia e far ripartire l’economia è puntare sulla riconversione ecologica dell’industria e sulla green e blue economy. La rivoluzione verde già oggi interessa il 23,6% delle imprese industriali e terziarie, si tratta di 360mila imprese che crescono, investono ed assumono: lo scorso anno, infatti, il 30% delle assunzioni non stagionali programmate complessivamente dalle imprese del settore privato ha interessato figure professionali legate alla sostenibilità.
Ma non è tutto. Non dimentichiamo che l’Italia non ha materie prime ma è 2′ Paese Europeo nella trasformazione e unico al mondo e’ il Made in Italy per quanto riguarda produzioni creative e innovative nella tecnologia, nello stile e nel design. Proprio l’impresa manifatturiera può trovare nuovo slancio nell’economia verde, capace di trasformare i rifiuti, ad esempio, in materia prima a basso costo per realizzare il made in Italy che continua ad essere richiestissimo ovunque nel mondo
e nonostante la contraffazione non sia stata che marginalmente interessata da sequestri, protocolli ed azioni di cooperazione internazionale a questo finalizzati. Le città intelligenti capaci di mobilita sostenibile ed alta efficienza energetica, il turismo come l’agroalimentare e l’agricoltura biologica sono alcuni dei comparti importanti di un lavoro attento alla salvaguardia del territorio e alla qualità del vivere e del produrre.

Concludiamo con un Suo piccolo appello agli elettori

Chiedo agli elettori di fare una scelta intelligente senza cadere nelle trappole di illusorie uscite dalla crisi con rimedi immediati e taumaturgici promessi dagli stessi che sono responsabili di questa situazione.
Fare una scelta intelligente, stavolta, significa votare per un partito che ha dimostrato impegno, coerenza e serietà verso i cittadini, significa garantire al Pd i numeri necessari a governare senza dover scendere a compromessi con altre forze politiche.
Significa anche cambiare. Soprattutto chi e’ deluso e arrabbiato deve sapere che non si risolverà nulla con un voto di protesta che anzi aggraverà la situazione economica e sociale italiana. Il cambiamento passa da un altra idea di mondo e questa crisi diverrà occasione per ritrovare nelle nostre bellezze, nella nostra storia, nella nostra creatività gli strumenti per ritrovare la strada maestra che coniuga ambiente e lavoro.Dateci fiducia, sono certa che non rimarrete delusi.

 




 
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