Intervista a Luisa Laurelli
6 maggio, 2013   |  

Luisa Laurelli è laureata in Lettere all’università La Sapienza e lavora presso la Provincia di Roma. La politica entra presto nella sua vita; aderisce al movimento studentesco già dal ’68. Iscritta giovanissima al Pci, diventa Consigliere della XII circoscrizione e poi Consigliere comunale nel 1993. Rieletta nel ’97, le viene affidato, prima donna in Italia, il difficile incarico di dirigere il Consiglio Comunale di Roma. E’ stata dal 1994 vice presidente e poi per due volte presidente del Consiglio Comunale fino al 2001.
Ha avuto un’esperienza a Strasburgo come presidente della commissione “Coesione Sociale Sicurezza, Pari opportunità” del Congresso dei poteri Locali e Regionali d’Europa”, su indicazione dell’ANCI. Nel 2005 è stata eletta al Consiglio della Regione Lazio. Nei 5 anni di legislatura è stata Presidente della commissione Sicurezza e Lotta alla criminalità, componente della commissione speciale Sanità e della commissione Politiche sociali e responsabile del Coordinamento delle Elette.
Nel 2009 è stata candidata al Parlamento europeo riportando l’importante risultato di circa 30.000 preferenze. Nel 2013 è stata candidata per il Pd al Senato,  regione Lazio. E’ autrice del libro “Il filo rosso della Legalità”.

 

Ci racconti in sintesi il contenuto del libro da lei ha scritto dal titolo “IL FILO ROSSO DELLA LEGALITA”

Il libro è composto da tante parti diverse, da una mia analisi delle illegalità diffuse in questo momento nel Lazio e nel nostro paese, a partire dalla carcerazione di due consiglieri regionali miei ex colleghi per il famoso scandalo dei fondi dei gruppi consiliari e della presenza delle mafie nei diversi settori economici. Nel libro ci sono due importanti contributi di esperti di mafia e di n’drangheta quali Enzo Ciconte ed Edoardo Levantini, tutti e due presenti nell’Osservatorio sulla sicurezza della regione Lazio durante la gestione Marrazzo. Poi alla prefazione di Nicola Zingaretti, si aggiungono una serie di interviste fatte da me per la rivista online TURBOARTE, a personaggi del mondo delle imprese, della cultura, della politica e del sociale. A tutti è stato chiesto di raccontare l’impegno contro le illegalità nel loro settore di interesse.Infine nel libro è presente il testo della mozione approvata a maggioranza nella seduta di consiglio straordinario sulle mafie nel Lazio del 22 gennaio 2009, rimasta completamente inattuata dall’amministrazione Polverini con gravi responsabilità

Perchè ha ritenuto necessario scrivere questo libro corale?

I contributi di tanti consentono la messa in rete, così come si faceva nella commissione sicurezza e lotta alla criminalità da me presieduta, delle esperienze di molti, per analizzare a fondo il presente e per guardare al futuro. La coralità rappresenta un impegno collettivo ed è già una concreta risposta di contrasto dei sistemi mafiosi.

Qual’è la situazione attuale della presenza delle mafie nel Lazio e a Roma?

Tutto il litorale del Lazio e alcune zone di Roma, oltre il sud pontino, è infiltrato da presenze di mafia piuttosto preoccupanti. A Roma l’ultima esecuzione è avvenuta pochi mesi fa a Castel di Leva, mentre proseguono i sequestri di beni da parte della magistratura. I beni confiscati sono oltre 500 e questo dimostra una forte azione di riciclaggio, di investimento di denaro sporco in particolare nel settore del turismo e nell’edilizia, c’è una grande presenza del fenomeno dell’usura assolutamente sottostimato e non denunciato. La crisi economica poi, acuisce le difficoltà dei meno abbienti e favorisce investimenti mafiosi dato che pochi ormai hanno liquidità necessarie per fare investimenti. Sono sempre di più le imprese legali che per via della crisi e per indisponibilità di crediti da parte delle banche, passano in mano a bande criminali. Abbiamo la fortuna di avere una magistratura antimafia nel Lazio molto attiva che sta incrementando sempre più la sua attività.

Siamo in campagna elettorale per il comune di Roma e per i Municipi. Quali proposte lei fa al mondo della politica e dei partiti a proposito di etica pubblica e di rinnovamento della classe dirigente del Paese?

La prima cosa da fare è invitare i cittadini che hanno il potere di scegliere gli eletti, di andare a vedere i curricula dei candidati e di scegliere quelli conosciuti per onestà e competenza. Solo così potremo fare un vero rinnovamento delle Istituzioni. Sono stata candidata per il Pd al Senato nelle recenti elezioni politiche e al primo punto del mio programma ho messo il rinnovamento della classe politica indispensabile per cambiare pagina, in un paese all’apice delle classifiche europee per il fenomeno della corruzione. La decisione del Pd e di SEL di effettuare le primarie per scegliere i candidati alle elezioni politiche e l’esclusione dalla lista nazionale di persone inquisite o semplicemente coinvolte dalla vicenda dei fondi dei gruppi così come già fatto per le liste del centro sinistra alla regione Lazio, sono state una prima efficace risposta alla necessità di garantire l’onestà degli eletti a tutti i livelli. Assieme alla valorizzazione dei valori dell’etica pubblica occorre ottenere due risultati dalla lotta alle mafie e dalla lotta all’evasione. Io propongo di vincolare beni e soldi  per finanziare progetti di lavoro per giovani e donne che sono oggi le due categorie di cittadini più svantaggiate in assoluto. Il governo Letta deve perseguire con forza questi obiettivi e oltre alla necessaria azione di risanamento, dovrà avviare progetti di sviluppo e dare un’anima alla politica e alle sue scelte di priorità. Per quanto riguarda la città di Roma, oltre alla consapevolezza del fenomeno mafioso, il prossimo sindaco dovrà impegnarsi per estendere la rete delle sedi delle forze dell’ordine nella periferia che soffre per presenze molto spesso insufficienti. Dovrà essere rafforzata la rete dei servizi sociali che sono una delle risposte concrete per prevenire la presenza di fenomeni criminali nei quartieri.

Da donna cosa pensa si possa fare per promuovere la loro presenza nelle sedi istituzionali e negli incarichi di vertice?

Finalmente dopo decenni di battaglie siamo riuscite ad ottenere la doppia preferenza di genere alle elezioni locali e spero che presto anche il Lazio approvi la legge per la doppia preferenza per le prossime elezioni regionali. Perciò il 26 e 27 maggio sia al Comune che nei Municipi, potremo esprimere due preferenze, di una donna e di un uomo. Se saranno espresse due preferenze dello stesso sesso la legge prevede che la seconda verrà annullata. Abbiamo conquistato a dicembre 2012 l’approvazione della legge per promuovere la presenza paritaria delle donne nei consigli di amministrazione ed il parlamento attuale ha una presenza del 40% di donne in più. Se pensiamo che le stesse studiano meglio e di più, che statistiche alla mano sono meno corrotte degli uomini, è arrivata veramente l’ora per sperimentarle ai vertici della Istituzioni, degli uffici e delle imprese.

 

 

 




 
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